giovedì 25 dicembre 2014

tregua di Natale



da Wikipedia:

Per "tregua di Natale" si intende una serie di "cessate il fuoco" non ufficiali avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale della prima guerra mondiale.

Già nella settimana precedente il Natale, membri delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte presero a scambiarsi auguri e canzoni dalle rispettive trincee, e occasionalmente singoli individui attraversarono le linee per portare doni ai soldati schierati dall'altro lato; nel corso della vigilia di Natale e del giorno stesso di Natale, un gran numero di soldati provenienti da unità tedesche e britanniche (nonché, in misura minore, da unità francesi) lasciarono spontaneamente le trincee per incontrasi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir. Oltre a celebrare comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, i soldati dei due schieramenti intrattennero rapporti amichevoli tra di loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio.

La tregua non fu un fatto organizzato, né universalmente diffuso: in diverse zone del fronte i combattimenti proseguirono per tutto il giorno di Natale, mentre in altri i due schieramenti negoziarono solo tregue momentanee per seppellire i caduti. Gli episodi di fraternizzazione con il nemico furono giudicati negativamente dagli alti comandi e severamente proibiti per il futuro: già l'anno successivo alcune unità organizzarono cessate il fuoco per il giorno di Natale, ma le tregue non raggiunsero il grado di intensità e di fraternizzazione di quelle del 1914; per il Natale del 1916, dopo le traumatiche esperienze delle sanguinose battaglie di Verdun e della Somme e la diffusione dell'impiego di armi chimiche, nessuna tregua venne organizzata.

Nei primi mesi del conflitto, quando ancora la guerra di trincea era agli inizi, gli episodi di tregue spontanee tra le opposte fazioni non costituirono episodi rari, né limitati al solo periodo natalizio: in molti settori si instaurò un rapporto di "vivi e lascia vivere" tra i soldati, e unità opposte schierate a stretto contatto limitarono spesso gli atteggiamenti aggressivi o permisero atti di fraternizzazione, come lo scambio di sigarette o cessate il fuoco non ufficiali per permettere il recupero di morti e feriti dalla terra di nessuno; la tregua di Natale del 1914, tuttavia, rappresentò l'episodio maggiormente significativo di tutto il conflitto sia per il gran numero di uomini coinvolti più o meno contemporaneamente, sia per l'alto grado di partecipazione e fraternizzazione che si sviluppò.

Antefatti

Il 3 agosto 1914 la Germania dichiarò guerra alla Francia, iniziando le operazioni sul fronte occidentale: seguendo i dettami del cosiddetto "Piano Schlieffen", le truppe tedesche invasero il neutrale Belgio al fine di aggirare le difese francesi poste lungo il confine tra le due nazioni e puntare su Parigi; dopo alcuni iniziali successi, l'azione dei tedeschi venne fermata nel corso della prima battaglia della Marna (5-12 settembre 1914) ad opera delle truppe francesi e del da poco sopraggiunto corpo di spedizione dei britannici (British Expeditionary Force o BEF), ma la seguente controffensiva degli anglo-francesi venne fermata nel corso dell'inconcludente prima battaglia dell'Aisne.

Nei mesi successivi i due contendenti cercarono di aggirare reciprocamente il fianco settentrionale dell'avversario, che a causa della rapida avanzata tedesca non era ancora ben definito, dando luogo alla serie di eventi nota come "corsa al mare": i combattimenti si estesero progressivamente verso nord, nella regione belga delle Fiandre, mentre lungo la linea del fronte presero a comparire i primi sistemi di trincee. Per la fine di novembre del 1914, dopo la conclusione della prima battaglia di Ypres, la situazione giunse a un punto di stallo: la guerra di movimento cessò e il fronte si stabilizzò lungo una linea continua di trincee estesa dal Mare del Nord alla Svizzera, dietro cui i due contendenti si ammassarono a difesa.

Con l'approssimarsi del Natale del 1914, furono intraprese diverse iniziative a favore della pace: una Open Christmas Letter ("Lettera aperta di Natale") fu pubblicamente sottoscritta da un gruppo di 101 suffragette britanniche e indirizzata alle "donne di Germania e Austria" come messaggio di pace tra le opposte fazioni; il 7 dicembre 1914, invece, il Papa Benedetto XV avanzò la proposta di sottoscrivere una tregua natalizia tra i governi belligeranti, chiedendo che "i cannoni possano tacere almeno nella notte in cui gli angeli cantano", richiesta che tuttavia fu ufficialmente respinta.

La tregua del 1914

Benché nessun accordo ufficiale tra i belligeranti fosse stato pattuito, nel corso del Natale del 1914 circa 100.000 soldati britannici e tedeschi furono coinvolti in un certo numero di tregue spontanee lungo i rispettivi settori di fronte nelle Fiandre. I primi episodi ebbero luogo durante la notte della vigilia, quando soldati tedeschi iniziarono a porre decorazioni natalizie nelle loro trincee nella zona di Ypres (in particolare nel settore dei villaggi di Saint-Yvon/Saint-Yves, Plugstreet/Ploegsteert e Comines/Warneton), dove Bruce Bairnsfather (noto umorista e cartoonist britannico, all'epoca capitano di un'unità di mitraglieri del Royal Warwickshire Regiment) descrisse l'episodio: i tedeschi presero a mettere candele sul bordo delle loro trincee e su alcuni alberi nelle vicinanze, iniziando poi a cantare alcune tipiche canzoni natalizie; dall'altro lato del fronte, i britannici risposero iniziando anche loro a cantare, e dopo poco tempo soldati dell'uno e dell'altro schieramento presero ad attraversare la terra di nessuno per scambiare con la controparte piccoli doni come cibo, tabacco, alcolici e souvenir quali bottoni delle divise e berretti.

In molti casi gli episodi di fraternizzazione proseguirono anche la mattina di Natale: una forte gelata indurì il terreno e disperse l'odore di putrefazione dei cadaveri insepolti, e diversi gruppi di soldati dei due schieramenti si incontrarono nella terra di nessuno per scambiarsi doni e scattare foto ricordo; il livello di fraternizzazione fu tale che vennero persino organizzate improvvisate partite di calcio tra i militari tedeschi e quelli britannici.

La tregua fornì poi l'occasione per recuperare i caduti rimasti abbandonati nella terra di nessuno e dare loro sepoltura; durante questa fase, furono organizzate anche funzioni religiose comuni per tutti i caduti. Nei settori del fronte interessati dalla tregua l'artiglieria rimase muta e non si verificarono combattimenti su vasta scala per tutto il periodo natalizio; anche così, comunque, in alcuni casi soldati che si avvicinavano alle trincee nemiche furono presi a fucilate dagli avversari. Nella maggior parte dei settori interessati la tregua durò solo per il giorno di Natale, ma in alcuni casi si prolungò fino alla notte di Capodanno.

Bruce Bairnsfather, testimone degli avvenimenti, scrisse: "Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo... Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po' collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa]... Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio... Da ultimo vidi uno dei miei mitraglieri, che nella vita civile era una sorta di barbiere amatoriale, intento a tagliare i capelli innaturalmente lunghi di un docile "Boche", che rimase pazientemente inginocchiato a terra mentre la macchinetta si insinuava dietro il suo collo".

Un altro testimone britannico, il capitano Sir Edward Hulse Bart, riferì che il primo interprete che incontrò nelle linee tedesche era originario del Suffolk, dove vi aveva lasciato la propria ragazza e la propria motocicletta; Hulse Bart descrisse anche di una canzoncina "terminata con un "Auld Lang Syne" che unì noi tutti, inglesi, scozzesi, irlandesi, prussiani, württemburghesi etc. Fu una cosa assolutamente incredibile, e se l'avessi vista in una pellicola cinematografica avrei giurato che fosse una messiscena!". Il tenente tedesco Johannes Niemann scrisse: "afferrato il binocolo e scrutato con cautela oltre il parapetto, ebbi la vista incredibile dei nostri soldati che scambiavano sigarette, grappa e cioccolato con il nemico".

Reazioni dell'opinione pubblica

Gli eventi della tregua del 1914 non furono riportati dai media per giorni, in una sorta di autocensura non ufficiale rotta infine il 31 dicembre 1914 dal The New York Times statunitense (paese in quel momento ancora neutrale); i giornali britannici si accodarono nei primi giorni di gennaio del 1915, riportando numerosi resoconti in prima persona degli stessi soldati, presi dalle lettere inviate alle famiglie, nonché editoriali che commentavano "una delle più grandi sorprese di una guerra sorprendente". Dall'8 gennaio 1915 iniziarono ad essere pubblicate le prime fotografie degli eventi, in particolare dai quotidiani Daily Mirror e Daily Sketch; il tono generale degli articoli fu fortemente a favore dell'evento, con il Times che approvò la "mancanza di cattiveria" diffusa tra entrambe le parti e il Mirror che deplorò "l'assurdità e la tragedia" che sarebbe ripresa dopo la tregua.

La copertura dell'evento in Germania fu più smorzata, con molti giornali che espressero critiche nei confronti dei soldati partecipanti alla tregua, e nessuna immagine dell'evento fu pubblicata. In Francia, la forte censura assicurò che l'unico resoconto degli eventi venisse solo dai racconti dei soldati al fronte o da quelli feriti negli ospedali: a queste crescenti voci i giornali risposero ristampando un precedente avviso del governo secondo cui fraternizzare con il nemico costituiva tradimento; solo all'inizio di gennaio del 1915 furono pubblicate dichiarazioni ufficiali sulla tregua di Natale, tendenti più che altro a minimizzare la portata e la diffusione degli eventi.

Le altre tregue

Nei mesi seguenti il Natale 1914, vi furono altri sporadici tentativi di instaurare tregue non ufficiali da parte dei soldati stessi: durante la domenica di Pasqua del 1915 soldati tedeschi lasciarono le loro trincee sotto bandiera bianca nel tentativo di stipulare una tregua con le loro controparti britanniche, che tuttavia respinsero la proposta; più avanti, in novembre, un'unità sassone riuscì a stabilire una tregua e a fraternizzare con soldati britannici di un battaglione di Liverpool. Memori degli eventi del 1914, nel dicembre del 1915 gli alti comandi di entrambi gli schieramenti emisero espliciti ordini per impedire qualsiasi tentativo di instaurare una tregua: alcune unità furono incoraggiate a compiere incursioni contro le linee nemiche e a molestarne continuamente le postazioni, mentre per scoraggiare qualsiasi comunicazione tra i soldati furono organizzati sbarramenti di artiglieria lungo tutta la linea del fronte per l'intera giornata di Natale; queste misure si dimostrarono non del tutto efficaci e anche durante il giorno di Natale del 1915 si verificarono piccole e brevi tregue tra i belligeranti, sebbene in proporzioni minori rispetto al 1914.

Un testimone oculare degli eventi del 1915, lo scrittore gallese Llewelyn Wyn Griffith all'epoca in forza al 15th (London Welsh) Battalion, riportò che dopo una notte passata a scambiarsi canti tra le due linee di trincee, l'alba del giorno di Natale vide "corse di uomini di entrambi gli schieramenti... [e] un fervido scambio di souvenir" prima che i soldati venissero richiamati indietro dai loro ufficiali, con varie offerte di cessate il fuoco per la giornata per disputare un incontro di calcio; queste offerte caddero in un niente a causa dell'opposizione del comandate della brigata britannica coinvolta, che minacciò sanzioni disciplinari e insistette per una ripresa dei combattimenti per quello stesso pomeriggio. Un altro membro del battaglione di Griffith, Bertie Felstead (centenario deceduto nel 2001, probabilmente l'ultimo testimone diretto dei fatti), riferì di un incontro di calcio disputato il giorno di Natale tra tedeschi e britannici, interrotto dopo mezz'ora a causa della rabbiosa reazione degli ufficiali.

In un settore adiacente a quello dell'unità di Griffith, una breve tregua tra tedeschi e britannici provocò alcune ripercussioni ufficiali: un comandante di compagnia, Sir Iain Colquhoun delle Scots Guards (poi rettore dell'Università di Glasgow), fu sottoposto a corte marziale per aver disobbedito agli ordini che vietavano l'organizzazione di tregue con il nemico. Benché giudicato colpevole e ammonito ufficialmente, la sua condanna fu rapidamente annullata dal comandante del BEF Douglas Haig e Colquhoun restaurato nel suo incarico; l'atto di clemenza fu probabilmente dovuto alla parentela di Colquhoun con il primo ministro britannico Herbert Henry Asquith.

La tregua natalizia del 1915 non fu un evento confinato al settore britannico del fronte. Richard Schirrmann, insegnante tedesco all'epoca in servizio presso un reggimento schierato sul Bernhardstein, una montagna della regione dei Vosgi, descrisse in un resoconto gli eventi del dicembre 1915: "Quando le canzoni di Natale risuonarono nei villaggi dei Vosgi dietro le linee... qualcosa di fantasticamente poco militare accadde. Soldati tedeschi e francesi fecero spontaneamente pace e cessarono le ostilità; si visitarono gli uni con gli altri attraverso dei tunnel in disuso e scambiarono vino, cognac e sigarette con pane nero vestfaliano, biscotti e prosciutto. Questo fatto si svolse così bene che rimasero buoni amici anche dopo che il Natale ebbe termine".

La disciplina militare fu rapidamente ristabilita, ma l'episodio fece ragionare Schirrmann sul fatto che "ai premurosi giovani di tutti i paesi dovessero essere forniti luoghi d'incontro adatti dove conoscersi gli uni con gli altri". Schirrmann, già ideatore del primo ostello nel 1912, fu poi il fondatore della Deutsches Jugendherbergswerk ("Associazione tedesca degli ostelli della gioventù") nel 1919, capostipite della Hostelling International e del movimento degli ostelli della gioventù. Più avanti nel corso della guerra, durante i Natali del 1916 e del 1917, le aperture dei tedeschi verso i britannici per una tregua natalizia si rivelarono senza successo; in alcuni settori tenuti dai francesi, scambi di doni e canzoni tra le trincee furono occasionalmente registrati, ma si trattò principalmente un'estensione dell'abituale politica del "vivi e lascia vivere" comune anche in altri periodi.

Prove di una tregua natalizia nel 1916, prima sconosciute dagli storici, sono poi emerse più recentemente, quando in una lettera a casa del soldato Ronald MacKinnon venne riportato un resoconto di una tregua tra tedeschi e canadesi nei pressi di Vimy, con scambi di canzoni e piccoli baratti tra i soldati dei due schieramenti: MacKinnon rimase poi ucciso nel corso della battaglia del crinale di Vimy dell'aprile 1917. In generale tuttavia ogni sforzo fu fatto per impedire che episodi come quelli del 1914 potessero ripetersi: bombardamenti d'artiglieria vennero organizzati per la notte della vigilia e le truppe furono fatte ruotare periodicamente tra vari settori in modo che non potessero creare legami con le loro controparti.

Commemorazioni

Nel 1999 i cosiddetti "Khaki Chums" (ufficialmente: Associazione per il Ricordo Militare) visitarono una parte delle Fiandre e ricrearono la tregua di Natale, vivendo come vissero i soldati britannici della prima guerra mondiale, privi delle comodità moderne. Diversi libri sono stati scritti sulla tregua di Natale, tra cui Silent Night: The Story of the World War I Christmas Truce, di Stanley Weintraub, che riporta la cronaca degli eventi da testimonianze di prima mano, e La piccola pace nella Grande Guerra di Michael Jürgs che si propone di riportare alla luce l'evento con testimonianze e aggiungendovi considerazioni di carattere storico, sociale e politico al fine di trovare l'origine e il significato dell'episodio. Un monumento alla tregua di Natale venne inaugurato l'11 novembre 2008 a Frelinghien, al confine tra Francia e Belgio.

Nella cultura di massa

Nel lavoro teatrale del 1933 Petermann schließt Frieden oder Das Gleichnis vom deutschen Opfer ("Petermann fa la pace, o l'allegoria delle vittime tedesche") dell'autore tedesco Heinz Steguweit (veterano della prima guerra mondiale e simpatizzante nazista), un soldato tedesco, accompagnato dai canti natalizi dei commilitoni, innalza un albero di Natale nella terra di nessuno tra le trincee, solo per essere colpito a morte dal nemico.
Eventi simili alla tregua di Natale del 1914 sono rappresentati nel romanzo autobiografico di William Wharton A Midnight Clear (1982), ambientato nella seconda guerra mondiale.
Simile, ma dal diverso svolgimento, è la situazione della famosa scena finale di Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick.
Il video della canzone Pipes of Peace di Paul McCartney (1983) presenta una versione romanzata degli eventi della tregua di Natale.
La canzone Christmas in the Trenches di John McCutcheon, dal suo album Winter Solstice del 1984, presenta un resoconto composito di eventi attestati della tregua raccontati dal punto di vista di un fittizio soldato britannico; anche le canzoni Christmas 1914 dell'inglese Mike Harding (1989) e Belleau Wood dello statunitense Garth Brooks (1997) contengono simili descrizioni della tregua. La canzone Let the Truce Be Known del gruppo heavy metal israeliano Orphaned Land trae ispirazione dagli eventi della tregua, ma ha per protagonisti soldati israeliani e musulmani invece che britannici e tedeschi.
Gli eventi della tregua del 1914 sono rappresentati nel film franco-anglo-tedesco Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia (2005), regia di Christian Carion; Silent Night, un'opera in due atti di Kevin Puts basata sulla trama del film, ricevette il Premio Pulitzer per la musica nel 2012.
Il videoclip del brano Sono più sereno del gruppo Le Vibrazioni è ispirato a questo famoso episodio della Prima guerra mondiale.
In occasione del centenario della Grande Guerra, la catena di supermercati inglese Sainsbury's ha creato - in collaborazione con la Royal British Legion - un cortometraggio pubblicitario per la stagione natalizia 2014 basandosi su tale evento. Il breve filmato ha riscosso grande successo presso il pubblico e la stampa.

ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA

Grecia: strage di depressione di massa, made in Germany

La Gabanelli vi intrattiene con sapienza proponendovi un po’ di senso di colpa a buon mercato per le povere oche spiumate? «Bene, avete sofferto tanto: il distrattore ha funzionato», scrive Barbara Tampieri. Ma se volete inorridire veramente – non per la mattanza di oche, ma di esseri umani – c’è un documentario greco che racconta «l’epidemia di depressione che è calata sul paese come un castigo biblico». La terapia-choc, made in Germany, ha provocato «un disastro mentale su larga scala, un genocidio senza sparare un colpo», con la piena complicità della propaganda dei media. «L’ansia, il senso di colpa, quello di vergogna e la disperazione possono essere inoculati a milioni di persone, mentre si opera criminalmente per derubarle della propria ricchezza e gettarle nella disperazione. E’ istigazione collettiva al suicidio. E’ la prova di un crimine contro l’umanità, uno dei più efferati, che però non interessa a nessuno, tanto meno a coloro che vorrebbero esportare, dopo il grande successo in Grecia, la medesima terapia da noi e nel resto dell’Europa di seconda classe. Per liberarsi delle nuove vite indegne di essere vissute. O che hanno vissuto al di là delle proprie possibilità».
“La Grecia che si dispera, la Grecia che spera”: tra le testimonianze raccolte nel video pubblicato su Vimeo, oltre a quelle degli operatori psichiatrici dei centri di aiuto che raccontano le cifre della tragedia, l’aumento del 28% dei suicidi e l’impennata della Grecia, depressione di massadepressione tra la popolazione, «stringono il cuore quelle dei bambini e i loro disegni, con quei soli neri: piccoli già vittime del convincimento che siano stati sì i politici a ridurre le loro famiglie alla fame ma che soprattutto la colpa sia stata di quelle famiglie, di avere “speso troppi soldi”». Eppur, dice un intervistato, «non chiedevamo tutto quel benessere, siamo gente semplice». Scrive la Tampieri su “L’Orizzonte degli Eventi”: «C’è un particolare sadismo in colui che ti toglie la felicità sostenendo che se sei stato felice fino ad ora non ne avresti avuto diritto. C’è un che di pedagogia nera dall’origine inconfondibile in questo senso di colpa inoculato come un veleno in popolazioni talmente solari, per restare in tema, da inventarsi una terapia a base di risate per tentare di sopportare l’angoscia del quotidiano». Uno dei testimoni dice, a un certo punto: «Noi abbiamo il sole. Sono riusciti a farci sentire in colpa per avere il sole».
Una donna, il cui stipendio si è ormai dimezzato e non riesce più a pagare il mutuo, esprime la rabbia di chi ha capito chi l’ha ridotta alla disperazione: «La banca avrebbe dovuto sapere che non sarei stata in grado di pagare le rate, avrebbe dovuto saperlo meglio di me». Un uomo racconta di essere invecchiato di vent’anni in poco tempo. Non si suicida, dice, perché non vuole lasciare solo il figlio, un bambino al quale riesce a dare da mangiare solo un piatto di fagioli. Però il padre ha già preparato la corda appesa, e la mostra. «Un popolo intero, quindi,  in preda alla depressione, una depressione provocata scientificamente dall’invidia di chi è convinto di non potersi meritare il sole a meno di toglierlo agli altri con la violenza», Il sole neroscrive Tampieri. «Un popolo che sembra purtroppo fin troppo adagiato sul proprio destino, se è vero che pensa di affidarsi come unica speranza al toy boy delle damazze eurofile, quel Tsipras che, sì, poveri greci, ma l’euro non si tocca».
«Questo documentario mi ha fatto stare male – scrive ancora Barbara Tampieri – perché la depressione la conosco, è la cosa più terribile che possa capitarti e l’ho avuta addosso per dodici anni. Conosco quel dolore atroce e quell’assoluta disperazione che ti danno le bellissime giornate di cielo terso, quando normalmente dovresti essere felice solo per il fatto di esistere e vedere tutta quella bellezza. Conosco quella vocina insistente che ti dice: “Non hai speranza, davanti a te c’è solo un muro nero oltre al quale c’è il nulla, il futuro non esiste, ammazzati”». E conclude: «Sono paranoica e complottista se penso che in fondo non si abbia alcun interesse a debellare la depressione ma anzi, si voglia non solo perpetuarla ma renderla endemica? Perché un popolo depresso è più facilmente controllabile, può essere sottomesso più alla svelta e difficilmente ti farà una rivoluzione perché, come per i lemming, basterà portarlo in cima al burrone e penserà da sé a suicidarsi. Come in Grecia».

fonte: www.libreidee.org

mercoledì 24 dicembre 2014

attenti a quei due



da Wikipedia:

The Persuaders! è il titolo di una serie televisiva britannica ideata e prodotta nel 1970-1971 da Robert S.Baker e trasmessa nel 1971-1972 in una sola stagione di 24 episodi dalla rete televisiva ITV (negli Stati Uniti fu invece distribuita, all'incirca nello stesso periodo, dal network ABC).

La serie si caratterizzò ai tempi per il budget altissimo, 100.000 sterline del tempo. I ruoli dei due protagonisti furono affidati a due star del calibro di Tony Curtis (la cui carriera cinematografica era in declino dopo i fasti degli anni cinquanta), nel ruolo del milionario statunitense Danny Wilde e di Roger Moore (reduce da un decennale successo come Simon Templar nella serie Il Santo - The Saint), qui nel ruolo del pari inglese Lord Brett Sinclair.

La serie gioca sulla forte diversità dei due personaggi, rivali e amici impegnati in scanzonate avventure ambientate attraverso l'Europa, tra belle donne, automobili di lusso e fine humour inglese. La precipitosa chiusura della serie, di cui infatti non esiste un episodio conclusivo, fu determinata da numerose concause mai completamente chiarite. La principale fu lo scarso successo che ottenne negli Stati Uniti (a fronte di ascolti record in Europa), forse dovuto alle sue caratteristiche, per quei tempi fin troppo innovative e ironiche per il pubblico statunitense; a questo si aggiunse la volontà di Roger Moore di vestire i panni di James Bond.

Di Attenti a quei due rimane celebre anche il motivo musicale della sigla, uno dei più famosi e riconoscibili della storia televisiva, composto da John Barry, già autore delle musiche dei film di James Bond, che utilizzò uno strumento di origine araba, il Qanun.

Nel corso del 2004 è uscita in 12 DVD la versione rimasterizzata con le scene eliminate nell'edizione originale italiana e audio italiano e inglese (ma il titolo nella sigla non è quello italiano come nei master per la tv).

Trama

Danny Wilde e Brett Sinclair si incontrano per la prima volta in Costa Azzurra, dove entrambi sono giunti dopo aver ricevuto un misterioso invito. Inizialmente non provano simpatia l'uno per l'altro, rivaleggiando prima lungo le strade della Riviera a bordo delle loro rispettive lussuose automobili, e la sera stessa affrontandosi a suon di pugni in un locale notturno, che danneggiano gravemente dopo una lunga scazzottata. Condotti da Fulton, un giudice in pensione che è colui che li ha invitati in Costa Azzurra e che intende affidare loro un incarico sotto copertura, Wilde e Sinclair accettano di aiutare l'anziano uomo di legge, anche per evitare l'alternativa di dover scontare una detenzione di novanta giorni per i danni provocati al nightclub durante la rissa. La missione affidata da Fulton (così come le successive che i due affronteranno) è ai margini della legalità, ma giustificata dallo scopo di combattere il crimine. I due saranno coinvolti in avventure rocambolesche, mai realmente cruente, con situazioni di pericolo sempre pervase di un sottile umorismo. In realtà, malgrado il "ricatto" cui sono sottoposti (o collaborano, o vanno in prigione), tra la coppia e il giudice si creerà un legame di solidale, benché ruvida, amicizia.

Anche il rapporto tra Wilde e Sinclair è piuttosto contrastato, ma sostanzialmente improntato a uno scanzonato antagonismo e a un'amabile presa in giro reciproca. Le scaramucce fra i due sono, infatti, uno degli aspetti più gustosi della serie. In sostanza, essi rappresentano due modi di vivere completamente diversi e stridenti fra loro: quello inglese della Vecchia Europa e quello statunitense. Questa contrapposizione di stili è il pretesto per sottolineare il particolare legame di eterni amici/nemici tra il raffinato nobile inglese e il rozzo e arricchito statunitense. Entrambi conoscono e amano il lusso, ma lo concepiscono in modi opposti. Basta osservare l'abbigliamento sportivo ma chiassoso di Danny Wilde, contrapposto alla ricercata eleganza di Lord Sinclair, i cui abiti di scena furono disegnati dallo stesso Roger Moore.

I luoghi dell'azione sono collocati esclusivamente in Europa, in ambienti solitamente lussuosi e raffinati, come la Costa Azzurra, Roma, Parigi, Stoccolma, Londra o la ricca campagna inglese. Il comportamento di Wilde e Sinclair è tutt'altro che professionale nella ricerca della soluzione dei casi che i due si trovano a fronteggiare ma, grazie alla brillantezza e al fascino che sanno esercitare, i due riescono sempre a cavarsela. Seduttori impenitenti, trovano il tempo e l'occasione per corteggiare e sedurre le belle ragazze che conoscono nel corso delle loro avventure. È da notare come non esista in realtà una consequenzialità tra gli episodi, se si esclude ovviamente il primo, originalmente intitolato "Ouverture". Inoltre, la premessa su cui si fonda la serie, cioè la missione affidata ai due dal giudice Fulton, è inconsistente nel succedersi delle puntate: molti episodi iniziano con scambi di persona e altre circostanze casuali che portano Wilde e Sinclair a trovarsi coinvolti in inaspettate avventure.

La serie in DVD

Un’edizione in DVD (in lingua italiana) è stata realizzata da Yamato Video e distribuita da A. Mondadori . in due box, il primo contenente i primi 12 episodi, e il secondo gli altri 12. Ci sono anche episodi non trasmessi in Italia come il n° 12, inoltre alcuni episodi contengono scene tagliate nell’edizione italiana con sottotitoli nella nostra lingua.

Lista episodi

È stato un piacere conoscerti e picchiarti

Ouverture

Lord Brett Sinclair, aristocratico inglese, e Danny Wilde, uomo d’affari americano, giungono in Costa Azzurra dopo aver ricevuto un misterioso invito. La sera stessa, causano una violenta rissa in un grande albergo a Montecarlo, provocata da una discussione sul cocktail "creole cream" (che esiste sul serio) e se questo debba essere guarnito con una oppure due olive. Arrestati dalla Polizia, non vengono portati in carcere, ma in una villa isolata dove un uomo li accoglie presentandosi come il Giudice Fulton. L'uomo spiega ai due malcapitati di essere disposto a convincere la polizia francese a soprassedere al loro arresto in cambio di un favore: i due dovranno unire le forze per rintracciare una ragazza, verificarne l'identità grazie a un piccolo neo a forma di cuore e scoprire il suo vero nome. Pur di non scontare tre mesi di prigione, Wilde e Sinclair accettano e si mettono all’opera, riuscendo a fare conoscenza con la ragazza, che si fa chiamare Maria, e scoprendo che il suo vero nome è Michelle Annette Dupont, sorella del famoso gangster americano Robert Dupont, ormai deceduto. Si recano quindi dal giudice per riferirgli i progressi fatti, ma quando credono di aver esaurito l'incarico, devono cercare di liberare il giudice, rapito dagli scagnozzi di Dupont. Nel frattempo Maria scopre che il fratello, contrariamente a quanto tutti pensavano, è ancora vivo. Nel tentativo di liberare il giudice Fulton, Brett e Danny vengono presi e rinchiusi con lui, ma riescono successivamente ad evadere e, quando ormai Dupont comprende di non avere scampo, punta verso di loro la pistola, ma Michelle lo precede e gli spara alle spalle, uccidendolo.

Regia: Basil Dearden

Sceneggiatura: Brian Clemens

Interpreti: Imogen Hassall (Maria Lorenzo), Neal Arden (Ispettore Flavel), Michael Godfrey (Robert Dupont), Bruno Barnabe (il maitre)

Il Napoleone d'oro - The Gold Napoleon

L'erede - Take Seven

Regia: Sidney Hayers

Sceneggiatura: Terry Nation

Interpreti: Christian Roberts (Mark Lindley), John Kelland (Harvester), Sue Lloyd (Maggie), Veronica Hurst (The Secretary), Victor Platt (The Farmer), Julie Crosthwaite (Mandy), Garfield Morgan (Peter Hayward), Colin Vancao (The Major), Richard Hurndall (David Conron), Edward Malin (Barbiere del Giudice Fulton)

Al mio bel castello - Greensleeves

Dopo aver casualmente ricevuto la fattura di un fornitore, Brett scopre che una delle sue tenute, Greensleves, è stata ristrutturata a sua insaputa. Accompagnato da Danny, Brett si introduce nella proprietà, scoprendo che quest’ultima è abitata da misteriosi personaggi. Durante l'incursione, trova una lettera indirizzata a un agente teatrale in cui viene chiesto di trovare un sosia che sostituisca il padrone di casa. Brett decide perciò di recarsi dall’agente per farsi ingaggiare come sosia di sé stesso, e viene assunto dagli individui, spacciatisi per non meglio precisati funzionari del governo. Brett fa inoltre in modo che Danny sia assunto come maggiordomo al posto del vecchio Morear. Il mistero nasconde in realtà un pretesto escogitato da Sir John Hassocks, rappresentante di società minerarie, per attirare con l'inganno in Inghilterra Richard Congoto, il Primo Ministro dello stato africano dello Zambe e vecchio compagno di università di Brett, per proporgli un affare per sfruttare i giacimenti di nichel del suo Paese. Brett e Danny riescono a sventare il piano di Hassocks e a far tornare Congoto nel suo Paese.

Regia: David Greene

Sceneggiatura: Terence Feely

Interpreti: Rosemary Nicols (Melanie Sadler), Cy Grant (Richard Congoto), Andrew Keir (Sir John Hassocks), Tom Adams (Piers Emerson), Carmen Munroe (Carmen Congoto), Clifton Jones (Dottor Kibu)

Una ragazza che sapeva troppo - Powerswitch

Brett e Danny scoprono il cadavere di una ragazza annegata, Julie. Di fronte alla disperazione di Peggie Raine, migliore amica della morta, e al disinteresse dell’ispettore Blanchard, Danny e Brett decidono di indagare per conto loro. Mentre Danny si reca nel locale dove la vittima lavorava come ballerina, Brett e Peggie vanno a casa di Julie per cercare qualche indizio. Nel camerino della ragazza, Danny trova una foto di lei insieme a Henry Koestler, un ricco industriale, e così si reca a casa di quest’ultimo con il pretesto di proporgli un affare, per indagare senza essere disturbato. Intanto Brett e Peggie riescono ad arrivare anche loro a casa di Koestler, anche se non riescono a scoprire nulla, malgrado Danny li avesse preceduti. Durante la notte, Brett torna alla casa e insieme a Danny si introduce nello studio di Kostler e lì i due scoprono che il ricco industriale è morto e che l’attuale Henry Koestler è soltanto un sosia. Julie, giovane amante di Koesler, recandosi da lui aveva scoperto l’inganno architettato dalla signora Koestler e Crane che, per paura che la giovane rivelasse tutto, avevano ordinato di ucciderla. Tornato alla macchina, Brett viene catturato e rinchiuso insieme a Peggie; in seguito anche Danny li raggiungerà perché, spavaldamente, aveva rivelato ciò che avevano scoperto lui e Brett a Lisa Koestler e a Crane. I tre riescono a fuggire grazie al falso Koestler, ma la macchina ha i freni manomessi e le portiere bloccate. Fortunatamente i quattro si salvano in extremis mentre stanno per precipitare in un burrone.

Regia: Basil Dearden

Sceneggiatura: John Kruse

Interpreti: Annette Andre (Peggie Raine), Terence Alexander (Matthew Crane), Melissa Stribling (Lisa Koestler), John Phillips (Henry Koestler), Paul Whitsun-Jones (Ispettore Blanchard)

Il complotto - The Time and the Place

Uno come me - Someone Like Me

Incominciò per gioco - Anyone Can Play

L'aquila di bronzo - The Old, the New and the Deadly

Un amico d'infanzia - Angie... Angie

Eventi a catena - Chain of Events

Milord va all'asta - That's Me Over There

Due ragazze di troppo - The Long Goodbye

Una giungla di spie - The Man in the Middle

Un carico di lingotti - Element of Risk

Cottage dolce cottage - A home of One's Own

Cinque miglia a mezzanotte - Five miles to midnight

Arrivato a casa di Gino Franco, il commissario Brusati trova il cadavere di quest'ultimo e la moglie Nicole. Gino avendo scoperto la moglie in compagnia di Frank Rocco è stato ucciso da quest'ultimo, Nicole prevede che i soci di Gino arriveranno presto per uccidere lei e Frank; quasi immediatamente la donna viene uccisa da un sicario sotto gli occhi dei poliziotti. Arrivati a Roma Brett e Danny ricevono l'incarico di portare il mafioso pentito, Frank Rocco, fuori dall'Italia. Faranno un viaggio avventuroso nel quale tutti coloro che incontrano lavorano per il mafioso Torino o l'aiutano; persino la polizia italiana li ostacola inseguendoli per arrestare Frank Rocco. Le uniche persone delle quali si possono fidare saranno il giudice Fulton e Sid, una bella fotografa intenzionata a fare uno scoop.

Regia: Val Guest

Sceneggiatura: Terry Nation

Interpreti: Joan Collins (Sid-Sidonie), Robert Hutton (Frank Rocco), Robert Rietti (Torino), Ian Thompson (Vasile), Ferdy Maine (Conte Sangallo), Robert Gallico (Manny Howard), Jean Marsh (Nicola Franco), Arnold Diamond (Commissario Brusati)

Rapimento a sorpresa - Nuisance Value

Risveglio a sorpresa - The Morning After

Leggere e distruggere - Read and Destroy

Una strana famiglia  - A Death in the Family

La granduchessa - Ozerov The Ozerov Inheritance

La bella ereditiera - To the Death, Baby

Milord in pericolo - Someone Waiting

Nel 2005 si parlò (e si tornò a parlarne nel 2009) di un rifacimento cinematografico con Hugh Grant nella parte di Lord Brett Sinclair, George Clooney in quella di Danny Wilde e nientemeno che Michael Caine per quella del giudice Fulton. Invece, è stata annullata l'annunciata produzione di una riedizione che avrebbe visto Ben Stiller (prima produttore) vestire i panni di Danny Wilde e Steve Coogan quelli di Brett Sinclair, poiché sgradita ai fan. Una nuova ipotesi di remake è stata annunciata nei primi mesi del 2010.

Curiosità

Nell'episodio "La Granduchessa di Ozerov" viene enunciato il nome completo di Lord Brett Sinclair: Brett Rupert George Robert Andrew Sinclair,Conte di Marnock.

Il titolo originale era The Friendly Persuaders, ma il "Friendly" venne eliminato prima che la serie raggiungesse la televisione.

In alcuni episodi, presumibilmente quelli girati verso la fine del 1971, i capelli di Tony Curtis diventano gradualmente bianchi.

Tony Curtis ha girato buona parte delle scene senza l'aiuto di stuntman.

L'episodio Five Miles to Midnight è rimasto inedito fino all'acquisto dei diritti italiani da parte della Yamato Video, motivo per cui non ha titolo italiano e soprattutto doppiaggio. A differenza di vari piccoli tagli di cui spesso è difficile comprendere la ratio, in questo caso l'episodio fu certamente accantonato perché riproduceva, come tutta la produzione inglese del tempo, un'Italia stereotipata e dominata dalla mafia, con poliziotti incompetenti, nomi di persone assurdi, contadini rozzi e in un paio di casi automezzi (un furgone e un camion) risalenti a decine di anni prima, come a sottolineare l'arretratezza dell'Italia.

"Una giungla di spie" è ambientato in Italia, ma nel doppiaggio nella nostra lingua si vuol far credere che Brett e Danny si trovino in Spagna. Quando l'episodio fu trasmesso dalla RAI, tutte le scene in cui comparivano chiari riferimenti all'Italia, vennero tagliati o coperti con altre inquadrature.

In ogni puntata Tony Curtis indossa dei guanti (neri, panna, a mezze dita, a rete, da guida), non solo in occasioni per le quali essi avrebbero avuto un senso concreto (guida, cautela per evitare di lasciare impronte digitali, freddo, ecc.), ma anche in momenti assolutamente inopportuni, come per esempio in estate oppure, addirittura, in discoteca (episodio Incominciò per giuoco).

Non mancano divertenti autocitazioni, molto frequenti nelle produzioni angloamericane.

Nell'episodio Incominciò per giuoco ed in "La Granduchessa di Ozerov" (18' 24" e 47' 04") Tony Curtis a un certo punto si rivolge a Roger Moore, chiamandolo 007 e sempre nell'episodio "Incominciò per gioco", davanti ad uno specchio riflettente, Wilde apostrofa Sinclair dicendo che somiglia a Roger Moore. Nell'episodio Milord in pericolo Wilde chiede a Sinclair se vedesse mai in TV la serie Attenti a quei due (40' 50") e alla risposta positiva del lord inglese dice che, per l'appunto, devono cominciare a stare attenti.

Nell'episodio "L'aquila di bronzo", Danny Wilde esce dalla doccia e risponde al telefono dicendo: "No, qui non c'è nessuno Schwartz!". Bernard Schwartz è il vero nome di Tony Curtis.

In "Milord in pericolo" compare anche l'attrice Lois Maxwell (33' 16"), che ha impersonato miss Moneypenny sin dal primo film di James Bond, con Sean Connery prima e Roger Moore dopo, per complessivi 14 film di 007.

Nella serie viene usata una Aston Martin DBS, che era stata già guidata da James Bond nel film Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà.

La foto di Brett Sinclair da bambino che appare nella sigla, in realtà è una foto del figlio di Roger Moore, Geoffrey Moore.

La fotografia che Danny osserva nell'episodio "Al mio bel castello" fa parte dell'album privato di Roger Moore e lo raffigura con la moglie Luisa e i due figli Deborah e Geoffrey.

In Italia, tra l'agosto 1975 ed il maggio 1977, fu pubblicato un fumetto dedicato alle avventure di Danny Wilde e Brett Sinclair, intitolato, ovviamente, Attenti a quei due. La pubblicazione, con cadenza trimestrale al prezzo di 300 lire a numero, era della Editrice Cenisio, che aveva sede in via Jacopo della Quercia 14 a Milano.

La colonna sonora dell'inseguimento della prima puntata, stranamente non è contenuta nell'LP della colonna sonora della serie televisiva "The persuaders" di John Barry, ma nell'album di Jackie Trent "Two for the show" (SCX6532-1972) ed il titolo è "Gotta get away".

Negli anni successivi alla realizzazione della serie, visto il clamoroso successo in Europa, quattordici coppie di episodi vennero rimontate e distribuite nei cinema come film, con i seguenti titoli (l'elenco è stato redatto tenendo conto delle locandine dei rispettivi film, reperite sulla rete):

Che coppia ....quei due
Qui Montecarlo...attenti a quei due
Operazione Costa Brava
Attenti a quei due...l'ultimo appuntamento
Attenti a quei due...chiamate Londra
Attenti a quei due...ancora insieme
Operazione Ozerov...attenti a quei due


lunedì 22 dicembre 2014

terremoto del Friuli del 1976



da Wikipedia:

l terremoto del Friuli del 1976 fu un sisma che colpì il Friuli, e i territori circostanti, alle ore 21:00:12 del 6 maggio 1976, con ulteriori scosse l'11 e 15 settembre.

Il sisma

La scossa di maggio

La zona più colpita fu quella a nord di Udine, con epicentro situato tra i comuni di Gemona e Artegna nelle vicinanze della località Lessi e forza pari a 6,4 della magnitudo momento, e intensità pari al decimo grado della scala Mercalli. L'epicentro strumentale fu più a est, fra Taipana e Lusevera. Per maggiore precisione, ci sono vari studi sull'epicentro. Oltre ai due ipotetici epicentri citati, è molto accreditata anche la tesi che l'epicentro sia stato nel gruppo del monte Chiampon, nei pressi di Pradielis e Cesariis. L'USGS sottoscrive un'ipotesi ancora differente, e cioè che l'epicentro sia stato nella val Resia.

I danni furono amplificati dalle particolari condizioni del suolo, dalla posizione dei paesi colpiti, quasi tutti posti in cima ad alture, e dall'età avanzata delle costruzioni. I paesi andati distrutti non avevano infatti riportato danni rilevanti nella prima e nella seconda guerra mondiale, a differenza di San Daniele del Friuli che, semidistrutta dai bombardamenti aerei del 1944, aveva dovuto ricostruire gran parte della sua struttura urbana con criteri moderni; la città pagò comunque gravi danni al patrimonio artistico con la devastazione delle chiese e degli antichi palazzi di fattura medievale, e il crollo di una manciata di edifici del centro storico provocò molte vittime.

La scossa, avvertita in tutto il Nord Italia, investì principalmente 77 comuni italiani con danni, anche se molto più limitati, per una popolazione totale di circa 80.000 abitanti, provocando, solo in Italia, 989 morti e oltre 45.000 senza tetto. Anche le zone dell'alta e media valle del fiume Isonzo, in territorio jugoslavo (in Slovenia) venne colpita, interessando in particolare i comuni di Tolmino, Caporetto, Canale d'Isonzo e Plezzo.

Le scosse di settembre

I danni del terremoto del maggio 1976 furono amplificati da altre due scosse, a fine dell'estate.

L'11 settembre 1976 la terra tremò di nuovo: si verificarono infatti due scosse alle 18:31 e alle 18:40, la prima delle quali del 5,8 della scala Richter.

Il 15 settembre 1976 prima alle ore 5:00 circa e poi alle ore 11:30 si verificarono ulteriori scosse di oltre 6 gradi della scala Mercalli. I comuni di Trasaghis, Bordano, Osoppo, Montenars, Gemona del Friuli, Buja, Venzone e la frazione di Monteaperta, le località maggiormente colpite, furono fortemente danneggiate. La popolazione di quei comuni fu trasferita negli alberghi di Grado, Lignano Sabbiadoro, Jesolo e altre località marittime. Là furono ospitati anche i terremotati di altri comuni, rimasti senza alloggio.

Sequenza delle scosse
Di seguito, la lista dettagliata delle maggiori scosse telluriche registrate dal 6 maggio al 15 settembre 1976:

Data  Ora  Locale Magnitudo  Epicentro

6 maggio 1976 21:00 6,4 Gemona del Friuli-Artegna
11 settembre 1976 18:31 5,8 Gemona del Friuli-Venzone
11 settembre 1976 18:40 5,6 Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976 05:00 5,9 Gemona del Friuli-Venzone
15 settembre 1976 11:30 6,0 Gemona del Friuli-Venzone

Lista dei comuni più colpiti

Comune Provincia

Amaro Udine
Artegna Udine
Attimis Udine
Bordano Udine
Buja   Udine
Cassacco Udine
Cavazzo Carnico Udine
Colloredo di Monte Albano Udine
Chiusaforte Udine
Faedis Udine
Forgaria nel Friuli Udine
Gemona del Friuli Udine
Lusevera Udine
Magnano in Riviera   Udine
Majano Udine
Moggio Udinese Udine
Montenars Udine
Nimis Udine
Osoppo Udine
Pontebba Udine
Resia Udine
Resiutta Udine
San Daniele del Friuli Udine
Taipana Udine
Tarcento Udine
Tolmezzo Udine
Trasaghis Udine
Treppo Grande Udine
Tricesimo Udine
Venzone Udine
Villa Santina Udine
Castelnovo del Friuli Pordenone
Cavasso Nuovo Pordenone
Clauzetto Pordenone
Fanna Pordenone
Frisanco Pordenone
Meduno Pordenone
Sequals Pordenone
Spilimbergo Pordenone
Tramonti di Sopra Pordenone
Tramonti di Sotto Pordenone
Travesio Pordenone
Vito d'Asio  Pordenone

La ricostruzione

Nonostante una lunga serie di scosse di assestamento, che continuò per diversi mesi, la ricostruzione fu rapida e completa.

L'8 maggio, a due giorni dal sisma, il Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia stanziò con effetto immediato 10 miliardi di lire (40 milioni di euro del 2012)

Il Governo Andreotti III nominò il 15 settembre Giuseppe Zamberletti Commissario straordinario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi. Gli fu concessa carta bianca, salvo approvazione a consuntivo, che regolarmente il Parlamento approvò. In collaborazione con le Amministrazioni locali, i fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti assieme al governo regionale del Friuli Venezia Giulia. Circa 40.000 sfollati passarono l'inverno sulla costa adriatica, per rientrare tutti entro il 31 marzo 1977 in villaggi prefabbricati costruiti nei rispettivi paesi. La ricostruzione totale durò 10 anni.

Finito il mandato di Zamberletti, il governo regionale del Friuli Venezia Giulia, grazie ad un'attenta ed efficiente gestione delle risorse, poté, nell'arco di circa dieci anni ricostruire interi paesi. Ancora oggi il modo in cui venne gestito il dramma post-terremoto, viene ricordato come un alto esempio di efficienza e serietà.

Il conto dei contributi statali per la ricostruzione del Friuli ammontava a 12.905 miliardi di lire a fine 1995 (circa 9 miliardi di euro del 2010); secondo altre fonti, a 29.000 miliardi di lire (una ventina di miliardi di euro). Il motore della ricostruzione fu assicurato da 500 miliardi di lire destinati alla ripresa economica, mentre il resto dei fondi fu affidato in gestione alle amministrazioni locali, che effettuarono controlli efficaci e rigorosi sugli standard di ricostruzione.

Il disastro diede inoltre un importante impulso alla formazione della protezione civile.

Nell'aprile 1998, Gemona viene descritta dopo una nuova, minima, scossa da Luigi Offeddu, inviato del Corriere della Sera: «Gruppi di turisti fotografano il Duomo e passeggiano sotto i portici di via Bini. Duomo e portici che sembrano così com’erano prima del 6 maggio 1976, ma che invece l’orcolat aveva frantumato, e che la gente ha ricostruito pezzo per pezzo secondo il procedimento chiamato anastilosi: raccogliere ogni pietra, numerarla, ricollocarla al suo posto. Ancora oggi, su alcune pietre dei portici si legge un numero. Ma quel numero, insieme a uno spezzone della chiesa della Madonna delle Grazie, è l’unica traccia che ricordi il passaggio dell’orco».

Il sisma in cifre

Aree colpita: 5.500 chilometri quadrati
Popolazione colpita: 600 mila abitanti
Morti: 989
Sfollati: più di 100.000
Case distrutte: 18.000
Case danneggiate: 75.000
Danni al territorio: 4.500 miliardi di lire (oltre 18,5 miliardi di euro del 2010)
Comuni coinvolti: 45 comuni “rasi al suolo” come Gemona, Venzone, Buia, Monteaperta (frazione di Taipana) e Osoppo, 40 “gravemente danneggiati” e 52 “danneggiati”: tutti fra Udine e Pordenone, più tre soli comuni della provincia di Gorizia.

AUDIO ORIGINALE

domenica 21 dicembre 2014

la parola ai giurati



da Wikipedia:

12 Angry Men è un film del 1957 diretto da Sidney Lumet, alla sua prima prova come regista cinematografico.

La sceneggiatura è un adattamento dell'originale soggetto di Reginald Rose Twelve Angry Men, scritto nel 1954 per la TV, e racconta la storia di un componente di una giuria che, sulla base di un "ragionevole dubbio", tenta di persuadere gli altri undici membri ad assolvere un ragazzo accusato di parricidio.

Il film si segnala per essere quasi interamente girato su un solo set: infatti, ad esclusione di tre minuti suddivisi tra l'inizio e la fine e due brevi scene girate in una sala da bagno, l'intera vicenda è ambientata nella stanza in cui si riunisce la giuria. A parte il giurato n. 6 che, a inizio film, firma un documento come "Scott" e i giurati n. 8 e n. 9, che si presentano all'uscita dal tribunale, nessun nome è usato nel film: all'imputato ci si riferisce con "il ragazzo", ai testimoni con "il vecchio" e "la donna dall'altra parte della strada".

Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito all'ottantasettesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente).

Trama

Il film prende avvio dopo che il giudice riassume il caso in esame, prima di fornire le ultime istruzioni alla giuria. Un uomo è morto, suo figlio è accusato di essere l'assassino. In accordo con la legislazione americana (ora come allora), il verdetto (di colpevolezza o innocenza che sia) deve essere espresso all'unanimità. Un verdetto non unanime porta alla ripetizione del processo. La giuria è inoltre informata che un verdetto di colpevolezza condannerà certamente il ragazzo alla sedia elettrica, poiché il giudice rifiuterà qualsiasi richiesta di grazia. I dodici giurati si dirigono verso la stanza in cui svolgeranno il proprio lavoro e dove, discutendo il caso, conosceranno la personalità l'uno dell'altro.

La trama del film si sviluppa attorno alle difficoltà che incontrano i giurati a raggiungere un verdetto unanime, difficoltà dovute in alcuni casi ai pregiudizi di alcuni di loro. Dopo l'approccio iniziale, in cui il gruppo chiacchiera informalmente, si aprono i lavori e si comincia con una votazione preliminare al termine della quale 11 giurati si schierano per la colpevolezza. Solo il giurato n. 8 vota per la non colpevolezza non perché creda che l'imputato sia innocente ma perché dubita che sia sicuramente colpevole.

Il gruppo reagisce con rabbia e sarcasmo contro chi non si conforma e l'8 motiva la sua scelta dichiarando di non essere del tutto convinto dell'innocenza del ragazzo, ma che questi ha comunque diritto ad un giudizio equo e approfondito, essendo in gioco una vita umana. Si ripercorre pertanto il processo, vengono riesaminate le prove messe agli atti, in particolare il coltello che è servito come arma del delitto. Si valutano inoltre l'accuratezza delle testimonianze e l'affidabilità dei testimoni che accusano il ragazzo. Lentamente emerge che il processo è stato condotto in modo affrettato e che l'imputato è stato difeso da uno svogliato avvocato d'ufficio, il quale ha trascurato aspetti essenziali della vicenda e non ha posto domande fondamentali per chiarire la posizione del suo assistito. Con il trascorrere del tempo, sempre più giurati si schierano per la non colpevolezza, infine si raggiunge l'unanimità e l'accusato è assolto. Tutti i giurati lasciano la stanza.

Progressione del voto di non colpevolezza

Giurato n. 8 (Henry Fonda) - All'inizio è l'unico dei 12 a votare "non colpevole";

Giurato n. 9 (Joseph Sweeney) - Più che per convinzione vota contro la colpevolezza dell'imputato nell'unica votazione "segreta" per aiutare il giurato n. 8 a sostenere le sue opinioni. Sarà alla fine determinante il suo intervento per convincere uno dei due giurati più convinti colpevolisti a votare per l'assoluzione dell'accusato. A questo punto, la situazione è 10 a 2 per i colpevolisti;

Giurato n. 5 (Jack Klugman) - Precedentemente sospettato di essere stato lui il primo a cambiare voto. 9 a 3 per i colpevolisti;

Giurato n. 11 (George Voskovec) - Dichiara di cambiare voto prima che venga indetta la 4ª votazione;

Giurato n. 2 (John Fiedler) - Cambia voto alla 4ª votazione;

Giurato n. 6 (Edward Binns) - Cambia voto alla 4ª votazione. A questo punto, con i nuovi tre voti, la situazione è 6 a 6;

Giurato n. 7 (Jack Warden) - Dichiara di cambiare voto prima che venga indetta una nuova votazione. Ciò che gli preme non è la sorte del giovane imputato, quanto il desiderio che tutto finisca al più presto per avere il tempo di assistere ad una partita di baseball;

Giurato n. 12 (Robert Webber) - Cambia voto alla 5ª votazione; poi cambierà nuovamente parere per schierarsi alla fine per la non colpevolezza;

Giurato n. 1 (Martin Balsam) - È l'equilibrato presidente della giuria che cambia voto alla 5ª votazione. A questo punto, con i nuovi tre voti, la situazione è 9 a 3 per gli innocentisti;

Giurato n. 10 (Ed Begley) - Violento e pieno di pregiudizi sociali alla fine viene isolato da tutti gli altri giurati. Cambia voto alla 6ª ed ultima votazione;

Giurato n. 4 (E.G. Marshall) - È il giurato freddo e razionale che più tiene testa agli argomenti del giurato n. 8 ma che cambia voto alla 6ª ed ultima votazione, convinto dall'argomento a favore del ragionevole dubbio portato dall'anziano giurato n. 9. Resta solo il giurato n. 3 schierato per la colpevolezza;

Giurato n. 3 (Lee J. Cobb) - Dopo un accorato monologo finale, dove si rileva che egli vuole punire nel giovane imputato il figlio che l'ha abbandonato, anche il giurato n. 3 vota per l'innocenza dell'accusato.

Produzione

La parola ai giurati, con la sceneggiatura di Reginald Rose, fu inizialmente prodotto per la televisione e venne trasmesso nella serie antologica della CBS "Studio One" nel 1954. Una copia completa su pellicola della trasmissione TV, che risultava smarrita da anni e si temeva fosse andata perduta per sempre, fu ritrovata nel 2003.

Il successo del film tv portò ad un adattamento per il grande schermo. Sidney Lumet, i cui precedenti come regista includevano drammi per produzioni televisive come "The Alcoa Hour" e "Studio One", fu incaricato da Henry Fonda e Reginald Rose di curarne la regia. La parola ai giurati fu il primo film per il grande schermo di Lumet, e per Fonda e Rose che coprodussero il film, fu il primo e unico esperimento come produttori. Fonda più tardi dichiarò che non avrebbe mai più prodotto un film.

Le riprese furono completate, dopo un breve ma rigoroso programma di prove, in 17 giorni e con un budget di $340.000, come riportato in "Reading on Twelve Angry Men", edito da The Greenhaven Press, 2000.

All'inizio del film, le telecamere sono posizionate al di sopra dello sguardo e montate con lenti grandangolo, per dare la sensazione di maggiore distanza fra i soggetti, ma con il progredire del film, la messa a fuoco delle lenti viene gradualmente aumentata. Verso la fine delle riprese, quasi tutti i personaggi vengono mostrati in primo piano usando specifici obiettivi da un'angolatura più bassa, che permette di diminuire o accorciare la profondità di campo. Lumet, che iniziò la sua carriera come direttore della fotografia, dichiarò che - con l'utilizzo di queste tecniche e con la collaborazione del cineasta Boris Kaufman - aveva cercato di creare una sensazione di claustrofobia quasi palpabile.

Reazioni

Alla prima proiezione, La parola ai giurati ricevette critiche entusiastiche. A. H. Weiler del The New York Time scrisse: "È una storia tesa, coinvolgente e avvincente che va ben al di là dei confini della sala di giuria in cui è ambientata". Il critico operò uno studio approfondito dei personaggi dei 12 giurati, concludendo che "i loro drammi sono abbastanza forti e provocanti da tenere lo spettatore con il fiato sospeso." Comunque il film registrò incassi deludenti, probabilmente perché in controtendenza con pellicole a colori e a schermo panoramico.

Riconoscimenti

Il film venne nominato all'Oscar nelle categorie "miglior regista", "miglior film", e "migliore adattamento cinematografico", ma venne messo in ombra da Il ponte sul fiume Kwai, kolossal bellico che nel 1958 vinse sette Oscar. Al Festival internazionale di Berlino, La parola ai giurati vinse comunque l'Orso d'Oro.

Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Adattamenti

"La parola ai giurati" fu riadattato per la televisione nel 1997. Diretto da William Friedkin, nel rifacimento recitano George C. Scott, James Gandolfini, Tony Danza, William Petersen, Ossie Davis, Hume Cronyn, Courtney B. Vance, Armin Mueller-Stahl, Mykelti Williamson, Dorian Harewood, e Jack Lemmon.

In questa produzione, il giudice è una donna e quattro dei giurati sono afro-americani (nelle interviste, il produttore dichiarò che l'idea di inserire una donna nella giuria fu scartata, perché non si volle cambiare il titolo "12 Angry Men"). Comunque, la maggior parte dell'azione e dei dialoghi del film sono identici all'originale. L'ammodernamento della versione del '97 include il divieto di fumo nella stanza della giuria, i cambiamenti apportati nei riferimenti al reddito e a personaggi contemporanei della cultura popolare, vi sono inoltre più dialoghi incentrati sulla razza, e imprecazioni occasionali.

Nel 2007, il regista russo Nikita Mikhalkov completò il suo riadattamento cinematografico. La giuria del 64º Festival del Cinema di Venezia assegnò il suo premio speciale a questo riadattamento "per riconoscere la consistente genialità dell'intero lavoro di Nikita Mikhalkov".

Il regista indiano Besu Chatterjee rifece il film con il titolo Ek Ruka Hua Faisla nel 1986. Nel 2014 viene prodotto 12 Citizens, remake cinese ad opera del regista Ang Xu.

Rifacimenti e parodie televisive della storia sono apparse in Hancock's Half Hour, Happy Days, The Simpsons, I Griffin, Veronica Mars, La signora in giallo e The Dead Zone.

Teatro

Rose scrisse parecchi adattamenti teatrali della storia. Nel 1964, Leo Genn ebbe una parte nello spettacolo sul palcoscenico londinese. In altri adattamenti teatrali recitati anche da donne, l'opera è stata reintitolata "12 Angry Jurors" o "12 Angry Women".

Nel 2004 la compagnia del Roundabout Theatre presentò un riadattamento teatrale in versione Broadway, dove Boyd Gaines recitava nella parte di un più combattivo giurato nr. 8, insieme a James Rebhorn nella parte del nr. 4, Philip Bosco del nr.3 e Robert Prosky del giudice. Nel 2007, "12 angry man" fu presentato in un tour teatrale nazionale con Richard Thomas e George Wendt nelle parti dei giurati n° 8 e 9, rispettivamente. Il tour del 2008 non include Wendt ma presenta un altro famoso personaggio televisivo, Kevin Dobson di Kojak e Knots landing, nei panni del giurato n°10. In Italia, nella stagione teatrale 2008/2009 Alessandro Gassman ha messo in scena "La parola ai giurati" di cui è regista e interprete, recita la parte del giurato n°8. Nell'adattamento di Gassman, sul palcoscenico si fa uso proiezioni e retroproiezioni che richiamano il film di Lumet del 1957, anche la recitazione è di stampo cinematografico, spesso gli attori parlano contemporaneamente, o quando non sono illuminati, in tal modo si mette al centro dell'attenzione dello spettatore più chi ascolta che chi parla. Il testo è rivisitato in chiave sociale, se ne sottolineano gli aspetti antirazzisti e contrari alla pena di morte, si esaltano la capacità d'ascolto e di pacato ragionamento contro la violenza e la prevaricazione. Lo spettacolo diretto da Gassman ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International.

12 ANGRY MEN


la pietra bianca



DEN VITA STENEN