venerdì 2 febbraio 2018

il matto come via di rigenerazione di sé e del mondo




I Tarocchi, lungi dall’essere solamente un gioco di cartomanzia per gente annoiata amante dell’Occulto, racchiudono un sapere iniziatico che spesso non risulta immediato ai profani. La prima carta del mazzo è quella del Matto o Bagatto, una figura ricca di suggestioni esoteriche e spirituali valide anche per l’oggi. Il Matto è infatti una figura archetipica ispirata ad un personaggio realmente esistito nel Medioevo: il buffone di corte o giullare, la cui presenza presso le corti serviva a ricordare ai potenti che erano soltanto degli uomini, anche loro sottoposti come tali alle leggi imprevedibili e inevitabili della morte. Il giullare, quindi, svolgeva una funzione demistificatrice del potere, e guai a chi osava perseguitarlo o imprigionarlo: qualsiasi performances folle o “mattana” mettese in atto, restava sempre impunito, godendo di una sorta di immunità diplomatica accordatagli dal riconoscimento del suo prezioso ruolo sociale di dissacratore del potente di turno. Già recuperare anche solo questa funzione irriverente del Matto oggi sarebbe cosa saggia. Il comico si avvicina al giullare di corte quando mette alla berlina vizi e virtù dei potenti, ma lo fa sempre da una posizione sicura, quasi mai senza rischiare visibilità mediatica e carriera. Egli sbeffeggia sì i potenti ma non attacca quasi mai il potere e non ne svela i meccanismi perversi. Quando lo fa si può stare certi che è destinato a uscire di scena dal palcoscenico mediatico e che la sua carriera verrà stroncata.

Tornando al significato dell’Arcano Maggiore del Matto, in questo articolo mi propongo di rivelarne gli aspetti esoterici, reinterpretando la carta da un punto di vista iniziatico profondo. Il Matto, dicevo sopra, è l’archetipo della follia, ma non di una follia demenziale bensì di una follia sana. Secondo la concezione tradizionale la follia è una falsa ed insana interpretazione della realtà. Nell’immaginario collettivo il folle è colui che stravolge, che delira, che squaderna. Egli è un demente incapace di guardare al mondo con gli occhi del realismo e della razionalità. Ma questa concezione sanitaria non esaurisce affatto il significato di ciò che è la follia. Per Erasmo da Rotterdam, per esempio, la follia è qualcosa di positivo e di assolutamente necessario: la follia è la condizione necessaria per rigenerare se stessi, la società e il mondo intero, al punto che, secondo il pensatore olandese, “nessuna società e nessuna unione potrebbero esistere senza un pizzico di follia”. Questo perché la follia mette in scacco i modi conformisti ed unilaterali di guardare il mondo. La follia sana infatti insegna a guardare il mondo alla rovescia, da angolazioni nuove, e così cogliere aspetti insospettati della realtà, aspetti che sfuggono all’umana razionalità. La follia è per Erasmo un mezzo per demistificare il mondo, cioè lo strumento principale per rimuovere dalla mente individuale e da quella collettiva le incrostazioni che si sono depositate nel corso dei millenni e che impediscono una rigenerazione vitale e creativa dell’umanità. Per questo motivo la follia per Erasmo è una forza divina, che lui identifica con Eros, il demone che secondo Platone pervade con il suo sacro furore gli uomini portandoli a creare e ricreare il mondo. Rompendo con gli schemi tradizionali della ragione e del potere, la follia conduce l’uomo verso il rinnovamento di tutte le cose. Ecco perché, secondo Erasmo, gli uomini non devono temerla ma accoglierla come un dono degli déi.

L’aspetto interessante della riflessione che Erasmo fa in Elogio della follia è questa capacità sua capacità di depennare tutti i falsi miti sui quali si regge la società umana. Mettendo a nudo l’inconsistenza e la potenza omologante dei miti culturali, religiosi e politici, la follia smaschera la loro vera natura subdola di stampella del potere. E non a caso il potere ha paura della forza demistificatrice della follia: Ezra Pound, con la sua critica corrosiva della modernità, lo sapeva molto bene quale prezzo si paga per osare esercitare quel tipo di follia invisa al potere. Venne internato per 13 anni in un ospedale psichiatrico come infermo di mente. Ma non era pazzo, era solo diversamente normale, cioè lucido. Il suo errore, semmai, fu quello di non comprendere che anche il fascismo, che lui apprezzava moltissimo, era funzionale al potere, in Italia e in Spagna. 

                                                                     H. Bosch, Il vascello dei pazzi

 Ma come rimuovere i falsi miti inneggianti al potere e a tutte quelle ideologie che castrano la possibilità di ricreare se stessi? La risposta è semplice: facendo i matti, cioè riappropriandosi dell’umana facoltà di guardare il mondo alla rovescia, senza dietrologie e deviazioni ideologiche e dottrinali. Ma per fare i matti occorre avere una mente almeno parzialmente insatura, occorre cioè fare spazio a nuove forme-pensiero. Ma le forme-pensiero possono entrare nella mente umana solo se si è disposti a disfarsi delle vecchie. Una mente satura di forme-pensiero invecchiate, cristallizzate in miti ed ideologie, non può creare nulla ex novo. D’altro canto per disfarsi di tali forme-pensiero decrepite occorre in un certo qual modo rivoltarsi contro se stessi e contro quei falsi idoli di cui è satura la mente. Come diceva Albert Camus, l’ “uomo in rivolta” è un uomo che dice no, ma mentre esprime il suo rifiuto del mondo, delle sue storture e i dei suoi squilibri inaccettabili, esprime anche un sì, facendo così un balzo in avanti, una proiezione nel futuro che lo anticipa. L’uomo in rivolta contro il mondo è un uomo dal pensiero insaturo, aperto al futuro: dire no, disubbidire a ciò che ci viene falsamente presentato come inevitabile e ammantato di una razionalità indiscutibile, guardare il mondo sotto una luce nuova e disincantata, significa fari stranieri al mondo. Ma per mettere in scacco questo mondo ingiusto bisogna riuscire a dire no, a prendere le distanze dal presente. “La coscienza” afferma Camus “nasce dalla rivolta”. Una rivolta interiore, uno stravolgimento intimo che fa piazza pulita di miti e credenze inculcati dal sistema per addormentare le coscienze. L’uomo in rivolta, persino contro se stesso, è un uomo che scende nei più profondi antri della sua anima e la scompagina, riuscendo così a reinventare se stesso, a rinnovarsi. L’uomo che non sa dire di no – al mondo che lo circonda, al successo, agli schemi del potere – non è degno di stare nel mondo, non esiste. La rivolta è quindi la condizione essenziale per diventare pienamente umani. Ribaltando l’assunto cartesiano del Cogito Ergo sum, Camus afferma che la prima funzione o evidenza del pensiero non è il mero cogitare ma il rivoltarsi contro il mondo e contro se stessi. 
Da un punto di vista alchemico-spirituale, questa rivolta interiore, questa scompaginazione della propria anima corrisponde alla fase della nigredo, a cui segue quella della albedo (la purificazione interiore), seguita dalla rubedo (la trasmutazione dell’essere in un nuovo essere, che ha fatto tesoro tanto della fase destrutturante della nigredo quanto di quella ristrutturante dell’albedo). Solo in questo senso si può comprendere la forza destrutturante e al tempo stesso ristrutturante della figura archetipica del Matto: egli è colui che ha preso coscienza dell’assurdità del mondo ed è anche colui che trova le parole o altre forme (per esempio opere artistiche) per denunciarla. Quando più coscienze trasmettono, ciascuna coi talenti che le sono propri, il messaggio dell’assurdità e dell’ingiustizia del mondo, si forma un fascio di energie capace di creare nuove forme-pensiero, le quali a loro volta sono la condizione per compiere azioni di vero cambiamento. E' il cosiddetto fuoco dei filosofi o fuoco sottile di Fulcanelli contrapposto a quello volgare che, promando dallo Spirito e posandosi sopra la Vergine (l'anima insatura, principio femminile), dà luogo all'Unio mystica, cioè alla generazione di Cristo, l'Uomo nuovo. Chi può comprendere comprenda. 




Non è la materia che crea il pensiero ma il pensiero che crea la materia: ogniqualvolta la mente fa spazio a nuove forme-pensiero altamente spirituali, ecco che il mondo si rigenera. Lo sapevano molto bene artisti come Dante, Leonardo da Vinci e tanti altri. 
Siamo nel mondo per lasciare un’impronta di noi stessi, non l’impronta di un bipede ma l’impronta di un essere umano senziente. Seguendo la Via del Matto possiamo farci estranei a noi stessi e al mondo e così recuperare la nostra umanità e il senso spirituale del perché siamo nel mondo qui e ora. Come diceva il grande Tommaso Campanella, chi non diventa “folle d’amore per un ideale” – un ideale di giustizia e di rinnovamento spirituale del presente – non sarà mai in grado di debellare “tirannide, sofismi e ipocrisia”. Il Matto docet.

fonte: http://federicafrancesconi.blogspot.it/

giovedì 1 febbraio 2018

i signori del tempo

armi scalari per controllare il clima a fini strategici

Di Thomas Bearden
Thomas Bearden è un ingegnere elettronico statunitense. Da parecchi anni si occupa di armi scalari e di guerre climatiche. Recentemente (ndr è stato pubblicato un altro suo libro intitolato, Oblivion: America at the brink (Oblio: l’America sull’orlo dell’abisso)…
Thomas Bearden divulga le informazioni in suo possesso sui programmi in corso volti all’ingegnerizzazione del clima per opera dei Russi e di altri, tramite le armi scalari conosciute anche come Tesla Howitzers (Obici Tesla). Il gentilissimo Richard di Altrogiornale ha tradotto il testo che proponiamo. E’ una ricerca molto tecnica e certamente poco comprensibile per i profani, ma il concetto-chiave è chiaro: sono usati dispositivi che si basano probabilmente non solo sui campi elettromagnetici, ma anche sull’uso di energie scalari (energia del punto zero?) per influire sui fenomeni meteorologici e tettonici. Quanto mai opportuno il riferimento alle scie degli aerei che giocano un ruolo determinante nelle manipolazioni atmosferiche. L’indagine di Bearden si fonda principalmente sulle teoria superpotenziale di E.T. Whittaker.
Nel gennaio 1960 (43 anni fa!) Nikita Khruschev annunciò al Presidium: “Abbiamo una nuova arma, nel portafoglio dei nostri scienziati, talmente potente che, se usata senza ritegno, può distruggere tutta la vita sulla Terra. E’ un’arma fantastica”.
I Russi non hanno ancora rivelato di che arma si tratti, ma l’hanno sviluppata in segreto e l’hanno provata clandestinamente per vedere se l’Occidente potesse capire che cosa accadeva, se gli U.S.A. avessero già scoperto tale arma. Non era così. Nel 1997, 37 anni dopo l’annuncio di Khruschev della nuova arma (elettromagnetica e scalare), il Segretario della “Difesa” statunitense William Cohen lanciò un allarme, suggerendo che gli U.S.A. avessero infine compreso la natura ed il potere dell’arma.
“Altri (terroristi) stanno impiegando un eco-terrorismo col quale alterare il clima, causare terremoti, attivare vulcani a distanza con l’uso di onde elettromagnetiche. Quindi molte menti ‘geniali’ là fuori lavorano per trovare il modo di creare il terrore in altre nazioni”.
Elettromagnetismo scalare e controllo meteorologico
Il clima anomalo globale non è un caso. Secondo la teoria superpotenziale, iniziata con il documento di E.T. Whittaker del 1904, è possibile produrre un campo magnetico (E.M.) ed un campo di forza energetico a distanza. Whittaker, nel 1904, mostrò che tutti i campi e le onde elettromagnetiche possono essere scomposti in due funzioni potenziali scalari. Ne consegue che, assemblando tali funzioni potenziali scalari in raggi, una può produrre un “interferometro potenziale scalare” dove i raggi potenziali si intersecano a distanza. In questa zona di interferenza, appaiono campi E.M. trasversi ordinari ed energia.
Un potenziale scalare è un assemblaggio armonico di coppie d’onde E.M. longitudinali e bidirezionali, come mostrato in un documento di E.T Whittaker l’anno prima, nel 1903. Quindi si possono produrre le onde longitudinali necessarie in gruppi, per “assemblare” un potenziale scalare con ogni composizione LW interiore che si desidera. Dunque, usando onde longitudinali EM (LW), si possono produrre potenziali, campi ed onde.
Ne consegue che un’onda E.M. longitudinale, dato che non può cambiare trasversalmente a priori, non può variare la sua densità energetica tridimensionale. Invece deve variare nel dominio temporale. Risulta che abbiamo creato un’oscillazione della curvatura dello spazio-tempo, producendo un’onda E.M. longitudinale. Ora possiamo ingegnerizzare gruppi di curvature spazio-temporali, assemblando propriamente le LW. Questa è una potente relatività generale, perché la forza E.M. viene adoperata come agente della curvatura spazio-temporale.
Ecco come viene eseguita generalmente l’ingegnerizzazione meteorologica: si impiegano due trasmettitori di raggio potenziale scalare, separati sulla necessaria base per formare un interferometro di raggio. Ora in questa zona di interferenza a distanza (IZ), abbiamo un potenziale di “vacuum” ambientale (potenziale spazio-temporale o stress spazio-temporale). Se la terra del circuito elettrico dei trasmettitori è SOPRA il potenziale ambientale nell’IZ, allora emerge la dispersione (riscaldamento) di energia EM nell’IZ. Questa è la modalità esotermica di operazione. Se la terra del circuito elettrico dell’interferometro è basata negativamente sotto il potenziale ambientale nell’I.Z., allora emerge energia E.M. convergente (raffreddamento) nell’IZ. Questa è la modalità endotermica d’operazione.
Pertanto disponendo la messa a terra elettrica dell’interferometro potenziale scalare, si può produrre riscaldamento o raffreddamento nella IZ distante. Se si “irradia”, si produce costante riscaldamento o raffreddamento. Se si usa l’interferometro inviando impulsi, si produce un’esplosione distante di calore o di freddo. […] Esiste un’altra caratteristica che dobbiamo conoscere. Le onde longitudinali pure E.M. hanno velocità infinita (vedere gli studi di Rodrigues et al. sul sito del Los Alamos National Laboratory). In pratica si crea un’onda pseudo-longitudinale, così la sua energia e la sua velocità sono finite, ma possono avere una velocità V superiore a C.
Un potenziale “scalare” non è per nulla un’entità scalare, poiché è un gruppo di onde longitudinali bidirezionali, come mostrato da Whittaker nel 1903. La massa è principalmente composta di spazio “vuoto” riempito di potenziali e campi, con particelle largamente separate. Nella sua scala, una “massa” sembra un sistema solare gigante.
Dato che i campi ed i potenziali non sono altro che L.W. (W. 1903 e 1904), allora il potenziale di stress dello spazio è un’autostrada per le LW. Significa che LW “molto buone” (ad esempio, onde pseudo-longitudinali sufficientemente pulite) passeranno attraverso terra e oceano, con scarsa attenuazione ed interazione.
Ora siamo pronti a vedere l’ingegnerizzazione meteorologica. Punta la zona di interferenza (I.Z.) dall’altra parte della Terra (spara attraverso terra e oceano) in un’area desiderata dell’atmosfera. Imposta positivamente i tuoi trasmettitori. Produci riscaldamento atmosferico nell’aria nella I.Z., così l’aria si espande ed hai prodotto una zona di “bassa” pressione. Ora usa un secondo interferometro impostato negativamente e piazzalo nella IZ distante desiderata. In questa I.Z. raffreddi l’aria: cosi diviene più densa e hai creato una zona di “alta” pressione.
Ora imposta molte di queste I.Z., vicino alle scie degli aerei (chimici, n.d.r). La scia del jet sarà deviata verso la zona di bassa pressione e lontana da quella di alta pressione. Variando l’energia trasmessa ed il punto della I.Z. (muovila gradualmente), puoi guidare le scie dei jet e quindi il meteo risultante.
Vuoi generare delle trombe d’aria? Crea delle bande nei flussi dei jet e accelerale. Il momentum angolare addizionale impartito alle masse d’aria creerà piccole rotazioni (tornado). Puntando la I.Z. sotto l’oceano, puoi scaldare o raffreddare l’acqua in una zona selezionata, per un periodo di tempo. Così puoi aggravare o ridurre El Nino. Guidando e coordinando propriamente attorno alla Terra, il K.G.B. (sic) può creare molta pioggia o siccità in un’area, tempeste e trombe d’aria, un potente El Nino etc.
Vuoi gettare scompiglio fra le truppe? Concentra l’I.Z. in una zona come la faglia di S. Andrea in California. Usa la modalità di interferometria esotermica. In questo modo convogli energia lentamente nella zona. Lo stress aumenta. Può succedere che le placche scivolino e causi un terremoto. Se vuoi un potente sisma, immetti gradualmente l’ energia, quindi costruisci una sorta di “sovrapotenziale” o “sovrapressione” oltre il punto dove le rocce normalmente scivolerebbero. Quindi quando lo fai partire, ne ottieni uno forte. Puoi capire che cosa può accadere, se uno gioca con i vulcani.
Il 4 Luglio 1976, il K.G.B. (sic) cominciò la sua ingegnerizzazione meteorologica massiccia sopra il Nord America. Continua anche oggi. […] Quindi il meteo anomalo che tutti vedono nel mondo rimarrà anomalo. Infatti andrà peggio. C’è una guerra in corso.
Oggi almeno 15 stati, oltre al gruppo canaglia del K.G.B. in Russia, dispongono di armi scalari. L’ingegnerizzazione meteorologica è solo una delle PRIME possibilità. Le armi più potenti della terra non sono nucleari. Sono di potenziale quantico in natura e ricorrono ad un E.M. di Whittaker modificato per implementare la teoria della meccanica quantistica di David Bohme. Nel frattempo, dato che i nostri fisici ci omettono queste informazioni e continuano ad insegnarci vecchia elettrodinamica fallata, continueremo a vedere il clima ingegnerizzato e qualche terremoto ogni tanto. Comunque, ecco che cosa accade realmente con il meteo. Capitemi, non tutte le trombe d’aria sono artificiali! Molte di queste lo sono. Il meteo viene “guidato” tramite le scie dei velivoli. Non so se vi interessa, ma lo espongo comunque. Molti scienziati non si trovano bene anche con la sola nozione che qualcosa sia sbagliato nei loto testi di fisica, però è così. Finché non cambieremo le basi necessarie, continueremo ad insegnare e ad usare una scienza inferiore. Continueremo a vedere un clima sempre più anomalo.
Fonti ed approfondimenti:
Potete vedere un recente documento di Rodrigues in Foundations of Physics, 27(3), 1997, p. 435-508.
I documenti di Whittaker sono I seguenti: “On an expression of the Electromagnetic Field Due to Electrons by Means of Two Scalar Potential Functions,” Proc. Lond. Math. Soc., Series 2, Vol. 1, 1904, p. 367-372; “On the Partial Differential Equations of Mathematical Physics,” Math. Ann., Vol. 57, 1903, p. 333-355. Un sommario della teoria superpotenziale è stato prodotto da Melba Phillips, “Classical Electrodynamics,” Vol. IV of Principles of Electrodynamics and Relativity, Ed. by S. Flugge, Springer-Verlag, Berlin, 1962, p. 1-108. Altri scienziati, come Debye, Nisbet, Bromwich e McCrea hanno contribuito alle basi della teoria superpotenziale.
Altro documento eccellente ed illuminante è di Patrick Cornille, “Inhomogeneous Waves and Maxwell’s Equations,” Chap. 4 in Essays on the Formal Aspects of Electromagnetic Theory, World Scientific, Singapore, 1992, p. 6-86. Si raccomanda anche T.W. Barrett and D.M. Grimes, Eds., Advanced Electromagnetism: Foundations, Theory & Applications, World Scientific, New Jersey, 1995.
Per un test di una superarma, si legga Walker et al., “Kaitoku Seamount and the Mystery Cloud of 9 April 1984,” Science, Vol. 227, Feb. 8, 1985, p. 607-6111. Si consulti pure Daniel L. McKenna and Daniel Walker, “Mystery Cloud: Additional Observations,” Science, Vol. 234, Oct. 24, 1986, p. 412-413.
Thomas Bearden

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

mercoledì 24 gennaio 2018

sudditi: la verità che nessuno vuole. E buone elezioni a tutti

Gli slogan elettorali nell’Italia del 2018? Piccoli corvi, che banchettano sui resti di un cadavere. «Voi ora vivete in uno Stato che non esiste più, avete delle leggi che non contano più niente: la vostra sovranità economica non esiste più». La voce sembra quella del vecchio marinaio di Coleridge, che insiste nel raccontare una storia atroce, che nessuno vuole ascoltare: la storia di un naufragio che si trasforma in catastrofe, dove ciascuno tenta disperatamente di sopravvivere a spese degli altri. E’ inaccettabile, il racconto del superstite. Troppo duro da digerire: «Nell’arco di pochi decenni, sono riusciti ad ammazzare la cittadinanza occidentale: eravamo persone capaci di cambiare la propria storia. L’Italia, con un solo partito e una sola televisione, ha fatto divorzio e aborto: eravamo figli del Vaticano ma siamo riusciti a ribaltare il paese». Dov’è finita quell’Italia? Davanti al televisore, ad ascoltare le amenità di Renzi e Grasso, Berlusconi e Di Maio. Di loro si occupano i giornalisti, gli stessi che ignorano l’altro giornalista, quello vero. Il vecchio marinaio. Il folle, l’eretico. L’ostinato reduce che insiste nel raccontare la verità che nessuno vuole sentire. Verità semplice e drammatica: c’è solo una politica in campo, quella del vero potere. E’ il potere antico, quello dei Re. E si è ripreso tutto. Distruggendo cittadini, leggi e Stati.
Paolo Barnard lo chiama «il più grande crimine commesso in Occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale». Una storia cominciata almeno 80 anni fa: «Qualcuno si pose il problema di far tornare in auge le élite assolutiste che avevano sempre dominato Paolo Barnardl’umanità, nei millenni». E’ una storia complessa eppure semplice, utile da riascoltare: per secoli, il potere feudale ha agito incontrastato, sbattendo in galera e mandando sulla forca chiunque gli desse fastidio. Per farlo crollare c’è voluta la Rivoluzione Francese, nel ‘700. Dalla Presa della Bastiglia è cominciato un percorso “miracoloso” che si è sviluppato fino al ‘900, periodo in cui «si è realizzata la grande idea degli Illuministi, per ricacciare indietro il potere assolutista». Barnard lo chiama: il Tridente. Un forcone a tre punte: «Gli Stati, le leggi fatte dagli Stati, e il popolo che legittima gli Stati e le leggi». In altre parole, la democrazia partecipativa: roba mai vista prima, nella storia dell’umanità. «Questo Tridente era riuscito, dall’Illuminismo in poi, a ricacciare queste élite sempre più indietro, fino alla modernità». L’antica oligarchia aveva perso ogni privilegio e si è dovuta nascondere. Ma ha resistito. E negli anni ‘20-30 del ‘900 ha cominciato a pensare che fosse ora di spegnerlo per sempre, l’Illuminismo dei diritti democratici. Fine della ricreazione, si torna all’antico. L’Unione Europea? Una loro invenzione. L’euro? Il loro capolavoro.
Riascoltare Barnard, impegnato in conferenze in giro per l’Italia su questo tema già nel 2010, è letteralmente sconfortante, in una vigilia elettorale dominata dalle risse sul canone Rai di Renzi e sull’elemosina per i sudditi che Di Maio chiama “reddito di cittadinanza”. La storia del grande naufragio, quella del vecchio marinaio, è in realtà la cronologia di un golpe orwelliano contro la democrazia, che il mainstream giornalistico e politico si rifiuta di ascoltare. Adottando il metro della criminologia, Barnard fa i nomi: quelli degli americani Walter Lippmann e Edward Bernays, e quelli dei francesi Jean Monnet, Robert Schuman e François Perroux. Eminenti intellettuali, che negli anni ‘20 «si mettono a lavorare al servizio delle élite economiche, per riportarle al potere». In Europa, tra le due guerre mondiali, cementano un’alleanza economica del blocco industriale franco-Lippmanntedesco, quello che tuttora domina il vecchio continente:.«Sono i veri padroni: i gruppi industriali e finanziari francesi e tedeschi decidono tutto. La Costituzione Europea, il Trattato di Lisbona, è stata scritta apposta per mantenere un equilibrio di parità assoluta tra questi due blocchi; tutti gli altri non contano niente».
Primo obiettivo dei due americani, Lippmann e Bernays: eliminare dalla scena una delle tre punte del Tridente, i cittadini. Lippmann scrive che i cittadini-elettori sono, letteralmente, «degli outsider rompicoglioni». Per Monnet e Schuman siamo «una massa ignorante», che deve mettersi da parte per lasciare il posto alla guida illuminata delle élite. Lippmann e Bernays inventano l’industria della creazione del consenso politico, da cui deriva anche la cosiddetta “esistenza commerciale”, che abbiamo conosciuto come consumismo, insieme alla cultura della visibilità massmediatica. «Si inventano questi strumenti per rincretinire i cittadini, coinvolgendoli all’interno di usi e costumi che li imprigioneranno, facendo leva sull’immagine dei vincenti, nell’illusione di poterli emulare». Consumismo, debito, credito al consumo. «E così eliminano la partecipazione della cittadinanza». E’ l’inizio dell’immane naufragio, nel mare ostile su cui anche l’Italia oggi galleggia come una zattera impoverita e precaria. «In Europa il piano è ancora più perfido e sofisticato, perché devono affrontare le altre due punte del Tridente: eliminati i cittadini, la massa ignorante, gli “outsider rompicoglioni”, restano da eliminare gli Stati e le leggi».
Cosa si inventano quei francesi negli anni ‘30? «Quello che abbiamo davanti agli occhi adesso: l’Unione Europea e l’unione monetaria. Capiscono che, per eliminare gli Stati, bisogna creare delle strutture sovranazionali che abbiano un potere superiore a quello degli Stati. Una Commissione Europea che fa le leggi in Europa, leggi più potenti delle leggi italiane, e un Parlamento Europeo che non conta niente perché non può fare le leggi. Poi si inventano il Wto, con regole sul commercio a cui devono adeguarsi le regole nazionali». Ma soprattutto, continua Barnard, arrivano a inventarsi l’euro, cioè «l’arma finale che ha tagliato la testa agli Stati e alle loro leggi, rovinando democrazia e cittadini». La moneta unica sembra il parto del lavoro europeo degli anni ‘90, opera dei vari Giscard d’Estaing, Prodi e Amato? Errore: nasce molto prima. L’invenzione dell’euro risale addirittura all’epoca del nazismo. Per la precisione al 1943, quando l’economista francese Perroux si inventa l’idea dell’euro «per togliere agli Stati il potere monetario, che è la condizione essenziale per distruggerli: senza la capacità di François Perrouxemettere la moneta – spiega Perroux – lo Stato perde la sua ragion d’essere». Era tutto chiaro, già allora: «Lo sapevano dal 1943 e l’hanno fatto», dice Barnard.
Il piano, che nasce negli anni 20-30, ha una lunga preparazione: il Tridente continua ad avanzare dopo la  Seconda Guerra Mondiale, cresce negli anni ‘50 e ‘60 quando abbiamo le grandi legislazioni sul lavoro, il grande potere dei sindacati, il boom del Pci in Italia, al punto che poi, negli anni ‘70, «tutto il mondo è un po’ di sinistra, cioè abbraccia questi ideali, che sono l’esatto contrario di quello che viene pianificato di nascosto». Proprio gli anni ‘70 rappresentano «l’ultimo abbrivo della speranza nata dagli illuministi». Poi c’è il crollo verticale, perché gli uomini incaricati dall’élite già feudale lavorano moltissimo: «Il vero potere capisce il potenziale di questo piano e comincia a finanziare, a colpi di milioni, i pensatori  che prendono le redini. Così, negli Usa nascono fondazioni per finanziare questa macchina da guerra per la distruzione degli Stati, delle leggi e dei cittadini». La fondazione Rockefeller, la Holy Land, la Volcker, la Atlas. «Girano miliardi agli economisti che cominciano a strutturare il pensiero che poi verrà venduto alle università, e da queste alle istituzioni che fanno i master per la classe dirigente, e da lì ai ministeri di tutti gli Stati che contano». Si cominciano a oliare ingranaggi potentissimi: in Europa l’austriaco Frederich Von Hayek fonda la Mount  Pélérin Society, che diventa il centro di questa riscossa del vero potere, mentre in parallelo in Gran Bretagna sorgono l’Institute for Economic Affairs e il famigerato Adam Smith Institute.
Nemmeno in Italia l’élite resta alla finestra: nel 1957 nasce il Cuoa, Centro Universitario di Organizzazione Aziendale. «Nessuno lo conosce, eppure da lì sono usciti Marchionne, Doris, Profumo, la Marcegalia, Montezemolo». Insieme al Cuoa nascono la fondazione Prometeia di Andreatta, il Cmss, l’Istituto Bruno Leoni, Nomisma di Prodi. «Gruppi di studio e fondazioni: organismi «lubrificati da miliardi, sempre per creare questa classe dirigente per portare avanti l’ideologia che deve distruggere gli Stati e le leggi, dopo aver avviato la distruzione dei cittadini-elettori». Una marcia inarrestabile, accelerata in modo formidabile negli anni ‘60-70, negli Usa, da due economisti decisivi, Karl Brunner e Milton Friedman. «Due uomini dell’estrema destra economica che cominciano a masticare una questione che diventerà famigerata: il fantasma del debito pubblico e quello dell’inflazione». Gli uomini dell’élite infiltrano le università, «raccontando di questo pericolo che minaccia Milton Friedmangli Stati: sono loro che fanno il grandissimo lavoro per creare il fantasma che paralizzerà gli Stati». La scuola di Friedman, quella dei Chicago Boys, «sosterrà tutti i regimi di destra, economici e militari, a cominciare da quello di Pinochet in Cile».
Altro colpo d’ala: l’intuizione, in America, della fondazione Heritage. Il suo leader, Edwin Feulner, ha un’idea fondamentale per la gestione della politica: le parole d’ordine devono essere semplici, velocissime, ridotte a slogan. Letteralmente, «idee svelte per politici che vanno di fretta». Comincia così l’industria delle lobby, osserva Barnard. «I lobbysti scrivono dei “paper” dove, in tre parole, danno istruzioni ai politici su qualsiasi tema – immigrazione, lavoro, flessibilità. Li nutrono con queste idee. Ed è il grande salto: diventano molto veloci, le lobby che assediano i nostri politici ogni giorno». Politici che, come sappiamo, ormai «ripetono a memoria questi messaggini, che sono efficaci e fanno presa sul pubblico». Un capolavoro della Heritage Foundation: ridurre la politica a spettacolo, a colpi di slogan. Questo imprime una grande accelerazione alla restaurazione del potere, che sta tornando in mani antiche. «E’ come un virus: negli anni ‘60 e ‘70 è in stato di latenza, di incubazione avanzata». Per far esplodere il morbo negli anni ‘80 servono ancora alcuni passi decisivi: affidati all’avvocato d’affari Lewis Powell, su incarico della Camera di Commercio Usa, e agli autori del rapporto “La crisi della democrazia”, sollecitato dalla Commissione Trilaterale.
A Powell, poi giudice della Corte Suprema, nel 1971 viene chiesto un memorandum che detti i passaggi finali della riscossa storica dell’antico potere pre-moderno. Powell è micidiale: gli bastano 11 paginette per dire che serve una pianificazione a lungo termine. Sembrano istruzioni militari: «Dovremo essere disciplinati per un periodo illimitato, finanziati con uno sforzo unificato, competenti e presenti nei media, nei convegni, nell’editoria, nella pubblicità, nelle aule dei tribunali, nelle commissionli legislative». Le nostre presenze, scrive, «dovranno essere superbamente precise e di eccezionale livello». Detto fatto: le indicazioni di Powell sforneranno “soldati” di ferro: «Giudici, politici, economisti, consiglieri, docenti universitari, burocrati ministeriali». Non solo: «Dobbiamo colonizzare tutti gli editori che pubblicano testi di economia», raccomanda Samuel Huntingtonl’avvocato di Wall Street, «perché nelle università dovranno finire i nostri testi». Infatti, annota Barnard, «non c’è più una facoltà di economia, nel mondo occidentale, che non insegni il solito dogma neoliberale».
Quattro anni dopo Powell, nel 1975, entrano in azione tre economisti: lo statunitense Samuel Huntington, il giapponese Joji Watanuki e il francese Michel Crozier. «Il loro rapporto per la Trilaterale, “The crisis of democracy” raggela il sangue», dice Barnard. La storia del successo della democrazia, scrivono i tre, sta nell’assimilazione di grosse fette della popolazione all’interno di valori, atteggiamenti e modelli di consumo della classe media. “Esistenza commerciale” e cultura della visibilità. E aggiungono: «Il funzionamento di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi». Apatia, capito? «Cioè: dovete diventare degli stupidi apatici, che non partecipano», sintetizza Barnard. «C’era una forza lavoro che ribolliva, sindacati che facevano ancora il loro lavoro». Per questo, Huntington e compari raccomandano di «distruggere i sindacati, attaccare il radicalismo della lotta». Capiscono che il pericolo, per il potere, non è il riformismo, ma il radicalismo delle idee. Spiegano, infatti: «Quando il radicalismo perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati». Aggiungono: «Dobbiamo inventarci la concertazione: essa produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene». E questo, concludono, «significa che più i sindacati accettano la concertazione e più diventano deboli, meno capaci di mobilitare i lavoratori e di fare pressione sui governi».
Non a caso ora siamo al precariato come normalità: «Hanno reso plausibile l’inimmaginabile». Gli mancava un ultimo tassello: i politici, per varare finalmente le leggi che il potere oligarchico incubava dagli anni ‘30. «Fra il ‘79 e l’81 – riassume Barnard – il piano arriva a maturazione politica nelle nazioni che contano: Reagan negli Usa, la Thatcher nel Regno Unito, Mitterrand in Francia e Kohl in Germania. Hanno fatto poker: il mondo è in mano a questa gente. Si celebra la vittoria del ritorno al potere dell’élite assolutista. Questi i loro alfieri politici, completamente comandati. Sono riusciti a comprare il destino di milioni di persone come noi». Tre politici conservatori, e uno teoricamente progressista: il capo dell’Eliseo. «Mitterrand è un caso particolarmente sinistro», sostiene Barnard: «Doveva riabilitarsi, dopo un passato da fascista nel Mitterrandregime di Vichy. Non a caso, proprio dal socialismo francese prenderanno spunto il socialismo rampante italiano e il socialismo di destra del New Labour di Tony Blair».
Alain Parguez, all’epoca prestigioso consulente economico di Mitterrand, poi “pentitosi”, scrive: «Neppure Marx avrebbe mai osato immaginare quanto i soldi potessero ottenere: comprarsi il sostegno elettorale dei cittadini e la schiavitù di intere nazioni». Ma come hanno fatto, in trent’anni, a impedire agli Stati di rendersi conto del fatto che sarebbero stati distrutti? Come hanno fatto a evitare che un economista, un giornalista, un intellettuale si domandasse cosa stesse succedendo? A partire da Brunner e Friedman, risponde Barnard, si sono inventati il fantasma dell’inflazione e quello del debito pubblico. «E con questo doppio fantasma, attraverso quel poderoso network di pensatori che ha colonizzato ogni centro decisionale, hanno terrorizzato e paralizzato gli Stati, impedendo loro di accorgersi che, quando avevano la sovranità della moneta (ecco perché Perroux si inventò l’euro nel ‘43), potevano tranquillamente creare piena occupazione, stato sociale e ricchezza nazionale, spendendo a deficit senza limiti di spesa». Chiarisce Barnard: «Il debito pubblico non conta niente, lo Stato non lo deve mai ripagare: non è il debito dei cittadini, è la loro ricchezza».
L’inflazione? «Non è un problema. L’Italia è entrata nel G8 con un’inflazione che era 7-8 volte quella di oggi». E a proposito di debito pubblico: «Quello del Giappone è il 200% del Pil: qualcuno ha mai sentito parlare del Giappone in crisi?». Eppure, per mezzo secolo, i lavoratori sono stati oppressi da salari bassi e servizi sociali inadeguati. «Non era necessario, non era una necessità economica: era tutto inventato grazie ai fantasmi cucinati da questi economisti per frenare gli Stati». E perché? «Perché se gli Stati si accorgono di poter spendere, “fregano” il potere privato». Avverte l’insigne monetarista americano Randall Wray: «Se fosse compreso che il governo non ha limiti di bilancio, potrebbe spendere come gli pare, acquisendo una fetta troppo grande delle risorse nazionali». Inteso: troppo grande per gli appetiti del business privato, di cui si è appropriata l’élite. Taglia corto Joseph Halevi, economista italo-australiano: «Quello che è in gioco è la totale privatizzazione della finanza Joseph Halevipubblica, e dunque la distruzione degli Stati. Bisognava privatizzare la finanza pubblica e distruggere gli Stati». Ancora: «La piena occupazione dà potere agli Stati, la disoccupazione e la flessibilità gli spezzano la schiena».
Il motivo per cui hanno deregolamentato tutta la finanza, eccetto quella pubblica, «è che si è data mano libera ai privati ma imprigionando i governi, perché sennò diventavano troppo potenti», insiste Barnard. «I governi non dovevano accorgersi che potevano creare ricchezza, occupazione e welfare per tutti. Noi dovevamo soffrire, a milioni. E al top di questa piramide criminale, poche migliaia di persone, si accumulava un potere economico inimmaginabile; oggi i derivati della speculazione finanziaria posseduti da pochi individui è pari a 620.000 miliardi di dollari, il Pil Usa è 14.000». C’è qualcuno che può avere ancora dei dubbi su com’è andata la storia? Qualcuno osa ancora mettere in discussione il racconto terribile del vecchio marinaio? Sì, eccome: tutto il mainstream politico e mediatico. Barnard, semplicemente, non esiste. Si parla magari di Padoan, ma non del carcere a cielo aperto chiamato Unione Europea, il cui obiettivo è la demolizione sistematica delle economie nazionali. Silenzio anche sull’Eurozona, il lager che impedisce allo Stato di lanciare la crescita delle aziende. Non si sente, in televisione, la voce di Barnard. Si sente quella dei grillini, dei renziani, dei dalemiani, dei berlusconiani. Il naufragio è rimosso, la verità non è ammessa. Chi ne parla è spacciato. Meglio le ciance sulla buonanima della Costituzione, di fatto archiviata dall’Ue. «Voi ora vivete in uno Stato che non esiste più, avete delle leggi che non contano più niente: la vostra sovranità non esiste più». E buone elezioni a tutti.

fonte: http://www.libreidee.org/

Nestlé, Danone e Coca Cola si stanno rubando tutta l'acqua

L’acque è una risorsa importante e la Nestlé lo sa bene, continuando nelle sue acquisizioni, in questo caso nella riserva degli indiani Morongo in California.
Gli abitanti di Riverside, vivendo in una terra arida con penuria di acqua al confine di questa regione, si lamentano del fatto che la multinazionale svizzera riesca ad estrarla dal sottosuolo e imbottigliarla con il marchio Pure Life rivendendola in tutto il Nordamerica.
Tutto regolare dal punto di vista giuridico, visto che l’accordo della Nestlé con gli indiani, stipulato nel 2002 con termine 2027, non può essere modificato perché lo Stato della California non ha nessuna giurisdizione in questo territorio, aggiungendo il fatto che sono ignoti i termini del contratto e la quantità di acqua che viene estratta, ma risulta certo il profitto da parte del colosso elvetico stimato in circa 8 miliardi di euro l’anno.
Questa storia è stata raccontata dal regista svizzero Urs Schnell nel documentario “Bottled Life” premiato lo scorso anno al Festival di Berlino, denunciando il fatto che coloro che vivono ai margini della riserva indiana si lamentano della cattiva qualità dell’acqua, e del fatto che durante la giornata, viene interrotta più volte l’erogazione.
Questa è una vera e propria guerra per accaparrarsi le risorse, in questo caso dell’acqua, ambito nel quale la Nestlé ha ormai assunto una posizione di monopolio, assieme a Danone e Coca Cola, e quando questo “risiko” sarà completato potranno chiudere i rubinetti e ricattare il mondo come già stanno facendo …


L’acqua viene presa in ostaggio, con le buone o con le cattive, divenendo profitto per pochi, mentre noi ignari consumatori ci sentiamo ormai “sicuri” solo se l’acquistiamo in bottiglia, frutto di politiche mirate e di un battage pubblicitario finalizzato a considerare l’acqua sicura solamente se imbottigliata.
Lo sappiamo bene in Italia, visto che in Europa siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia, mentre nel mondo siamo al secondo posto, come riferito dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali.
L’acqua fondamentale risorsa del pianeta sta rapidamente sparendo, la sua scarsità a livello globale si profila come la maggiore minaccia di crisi ecologica, economica e politica.
L’acqua è un bene imprescindibile per la vita umana, per questo fa gola alle multinazionali e il suo business ha un valore immenso, generando una estrazione selvaggia dalle falde.
Il film documentario “Bottled Life” non parla solo dell’acqua dei Morongo, ma anche di altri luoghi, per esempio di ciò che sta accadendo in Pakistan dove i pozzi scavati dalla multinazionale svizzera Nestlé stanno privando la popolazione dell’acqua potabile, che poi rivende a caro prezzo dopo averla, mentre la prima acqua “purificata”, cioè acqua di rubinetto trattata con l’aggiunta di minerali, viene commercializzata nel Paese asiatico.
Secondo me è un atto criminale e siamo in presenza di un commercio ignobile e sregolato, visto che ogni anno in Pakistan muoiono più di 200.000 bambini a causa della dissenteria e l’accesso alle proprie falde sotterranee è la sola possibilità per le persone per avere acqua sicura.
Insomma, l’acqua è vita, non un bene da cui trarre un indiscriminato profitto, in nome del quale, la Nestlé sta contribuendo al depauperamento delle risorse idriche, inaridendo le locali fonti d’acqua e i pozzi fino a oggi utilizzati per uso domestico e agricolo.
Difficile pensare che l’estrazione dell’acqua condotta dalla Nestlé sia sostenibile da parte dell’ambiente, visto che quasi sicuramente ciò avviene molto più velocemente di quanto possa essere naturalmente rinnovata, mettendo a rischio il diritto all’acqua da parte delle future generazioni.

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

venerdì 19 gennaio 2018

il carretto fantasma



Körkarlen; letteralmente "Il Carrettiere", è un film del 1921 diretto da Victor Sjöström, tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice svedese Selma Lagerlöf pubblicato nel 1912. È una saga nella quale il regista-attore si cimenta in alcune sperimentazioni, come contrasti di luce, angolazioni anomale, sovraimpressioni.

Trama

Il racconto si sviluppa su una leggenda scandinava secondo la quale le anime dei defunti sono raccolte per conto della Morte da un lugubre carrettiere fantasma che cede la sua incombenza all'anima di colui che perisce in peccato mortale allo scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno dell'anno.

Il protagonista della storia è David Holm, un uomo ormai tubercolotico ridottosi al vagabondaggio e all'alcolismo a causa di balorde amicizie; nella notte di San Silvestro David viene invocato al suo capezzale dalla giovane Edit, fondatrice nel capodanno precedente del locale ricovero dell'Esercito della Salvezza, ma egli rifiuterà l'estremo appello di colei che unica gli aveva ripetutamente offerto soccorso e che gli aveva chiesto di render conto in quell'ora della propria condotta esattamente un anno prima. Il gesto disumano scatena le ire dei compagni di bevuta con i quali David si intrattiene nel cimitero cittadino e qui scoppia una rissa nella quale il protagonista viene colpito a morte.

Come previsto, sui rintocchi dell'orologio pubblico sopraggiunge il carretto fantasma guidato da Georges, amico del defunto e protagonista dell'ultimo suo aneddoto, il quale, ammettendo la propria responsabilità nell'aver dato origine alle disgrazie dell'ultima anima obbligata a raccogliere, le rammenta il suo lungo discendere nell'abiezione, il male inflitto a sua moglie e alle due figliolette un tempo adorate, l'abbandono a sé del giovane fratello (finito in carcere per aver commesso un omicidio) e soprattutto le sofferenze patite per sua colpa da Edit, della quale ignorava il sincero amore e della cui mortale consunzione si scopre responsabile, essendosi lei esposta ai germi presenti sul suo cappotto che aveva amorevolmente rammendato la notte di un anno prima.

Condotta da Georges dalla moribonda Edit, l'anima di David si strugge dai rimorsi e il suo pentimento è così profondo da ottenere la ricompensa eccezionale di poter ritornare in vita e di impedire che sua moglie, nella disperazione più cupa, ponga termine alla propria vita e a quella delle loro bambine. Nel freddo tugurio l'uomo si riconcilia con la sua donna, le cui lacrime potranno terminare di scorrere solo quando si sarà estinta completamente ogni sua sofferenza, e proferisce una preghiera pregna del suo rinsavimento: «Signore, lascia che la mia anima maturi prima che venga raccolta».

Distribuzione

Nei paesi anglosassoni è conosciuto anche con altri nomi: The Phantom Carriage, The Phantom Chariot, The Stroke of Midnight e Thy Soul Shall Bear Witnes.

La pellicola è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

fonte: Wikipedia

FILMATO

giovedì 18 gennaio 2018

microchip sottopelle per pagare il treno, se viaggi in Svezia

Niente più biglietti o sms, per viaggiare sui treni svedesi basta un microchip sottopelle. La compagnia ferroviaria di Stato svedese “Sj” ha cominciato ad accettare biglietti caricati su microchip impiantati nella mano dei viaggiatori, annuncia il “Corriere della Sera”. Basta solo essere iscritti al programma di fedeltà e avere già il microchip impiantato nel proprio corpo. «In Svezia sono circa già 3.000 le persone dotate del microchip (che usa la tecnologia Nfc Near Field Communication, quella delle carte di credito) e passate quindi allo stadio di cyborg, cioè organismi cibernetici composti da corpo naturale e uno o più elementi artificiali». Niente di così diverso, in teoria, dai pazienti cardiaci che da decenni vivono con un pacemaker o un defibrillatore impiantato nel torace e collegato al cuore, scrive Stefano Montefiori sul “Corriere”. «Quelle però sono tecnologie avanzate e costose destinate a salvare la vita del malato, mentre nel caso svedese si tratta di un piccolo congegno grande quanto un chicco di riso, del costo di circa 150 euro, che serve per rendere più facili alcune operazioni della vita quotidiana». I passeggeri svedesi lo utilizzano per viaggiare: possono comprare il biglietto sul web o sull’applicazione “Sj” e, una volta connessi con il loro numero di “programma fedeltà”, il titolo di trasporto viene caricato sul microchip.
Sui treni svedesi, il controllore avvicina il lettore alla mano del passeggero e appaiono tutti i dati del biglietto. «Qualcuno ha sollevato dubbi sulla privacy – dice un portavoce della compagnia – ed è una questione che prendiamo molto sul serio. Ma se Microchip sottocutaneodavvero la paura è di essere tracciati, allora sono più preoccupanti smartphone e carte di credito». Dopo gli orologi connessi che monitorano il sonno e il battito cardiaco o il riconoscimento facciale usato per fare acquisti o il check-in agli aereoporti (lo usa la Finnair), i microchip simili a quelli usati da anni sugli animali «vengono impiantati nell’uomo per aprire e chiudere le porte degli uffici senza bisogno di digitare un codice, accendere e spegnere le luci, pagare il caffé alla macchinetta e adesso, appunto, mostrare il biglietto al controllore delle ferrovie di Stato svedesi», aggiunge Montefiori. I circa 3.000 microchip già in uso in Svezia, spiega il giornalista, hanno cominciato a essere impiantati tra il pollice e l’indice della mano all’inizio del 2015 dalla start-up Epicenter, a Stoccolma, che propone ai dipendenti di usarli per entrare nell’azienda, fare funzionare le stampanti o comprare una bottiglietta d’acqua ai distributori automatici. «Impiantare qualcosa di elettronico nel corpo è stato un passo importante anche per me – dice Patrick Mesterton, capo di Epicenter – ma poi diventa naturale e molto comodo».
Altre aziende, in Belgio e negli Usa, hanno seguito l’esempio svedese. In Australia, scrive ancora il “Corriere”, centinaia di persone hanno già fatto ricorso al servizio “Chip My Life”, fondato da Shanti Korporaal. «Ma è la prima volta che il microchip viene usato in un’azienda rivolta al grande pubblico come le ferrovie svedesi». La tendenza di incorporare la tecnologia nell’uomo fa immaginare a Elon Musk (Tesla, Space X, Neuralink) un futuro prossimo in cui i nostri cervelli saranno collegati a Internet: «Le persone non capiscono che già adesso sono dei cyborg. Se ti dimentichi il cellulare ti senti come se ti mancasse un braccio. Ci stiamo già fondendo con i telefonini e la tecnologia». Tra i non entusiasti si segnala Massimo Mazzucco, Microchip sottopelle per viaggiare sui treni svedesiinorridito dall’ennesima inquietante innovazione tecnologica di massa introdotta dal paese scandinavo: «Più passa il tempo, più mi convinco che la Svezia sia stata scelta come laboratorio umano per far passare le successive “rivoluzioni” del nuovo ordine mondiale», scrive Mazzucco su “Luogo Comune”.
«Prima c’è stata la rivoluzione cash-free, nella quale un popolo di beoti ha accettato con entusiasmo l’idea di abolire progressivamente il contante, fino ad arrivare ad una moneta esclusivamente elettronica, mettendosi interamente nelle mani di un qualunque banchiere, che può decidere da un giorno all’altro di azzerare tutto quello che hanno». In seguito, continua Mazzucco, «gli svedesi si sono vantati di essere i primi ad aver sperimentato il microchip sottopelle per pagare il biglietto del treno». Fa impressione guardare con quale orgoglio i “testimonial” dei video promozionali raccontano di aver fatto parte di questo esperimento. «Naturalmente, una volta impiantato, quel microchip tornerà utile per metterci mille altre cose: il problema principale era quello di farlo accettare, e a quanto pare i “controllori del treno” ci sono riusciti in pieno».
Infine, gli svedesi «stanno studiando una “rivoluzione” nel campo sessuale», eliminando la spontaneità nei rapporti. E’ infatti in preparazione una legge secondo la quale «gli adulti svedesi potrebbero essere condannati per violenza sessuale a meno di ricevere un segnale verbale o non verbale di consenso dal loro partner, durante ogni passaggio dell’incontro sessuale». In altre parole, scrive Mazzucco, uno svedese dovrebbe chiedere alla sua ragazza “ti posso baciare?” prima di baciarla, “ti posso toccare?” prima di toccarla, “ti posso penetrare?” prima di penetrarla. «Altrimenti rischia di finire in prigione. E a quanto pare sono tutti convinti che questo sia “il progresso”». Conclude Mazzucco: «Poveri svedesi, una volta erano considerati all’avanguardia per quel che riguarda la società civile e il diritto individuale, ora stanno passando all’avanguardia per quel che riguarda il processo di rincoglionimento globale».

fonte: http://www.libreidee.org/