mercoledì 2 ottobre 2019

1985 a Sigonella: ultimo atto di sovranità nazionale


Marcello Pamio

Sono passati trentaquattro anni da quella notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1985, quando l’Italia chiuse definitivamente il sipario sulla sovranità nazionale.
L’ultimo atto di libertà si svolse nel teatro di Sigonella, quando Bettino Craxi osò sfidare l’Impero degli Stati Uniti d’America.
Andiamo per ordine. In quei giorni molto febbrili e drammatici, avvenne il sequestro della nave Achille Lauro da parte di un gruppo di terroristi palestinesi.



Lunedì 7 ottobre 1985, qualche minuto dopo le ore 13 la nave da crociera si dirigeva in Israele, quando fu dirottata al largo di Port Said, in Egitto.
Il commando chiede la liberazione di una cinquantina di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. In caso contrario, minaccia di uccidere i passeggeri e di far esplodere la nave.
Immediatamente Yasser Arafat inviò sul posto Abu Abbas e mercoledì 9 ottobre la faccenda sembrava risolta: la nave venne liberata e i dirottatori imbarcati su un Boeing dell’EgyptAir.
Ma quello che sembrava un esito positivo fu sconvolto dalla notizia di un passeggero paralitico ebreo ucciso e scaraventato in mare dai terroristi.
La reazione statunitense non si fece attendere: il presidente Ronald Reagan dispose unilateralmente l’intercettazione dell’aereo egiziano, e l’ordine presidenziale arrivò fino alla portaerei USS Saratoga nel Mediterraneo, da dove decollarono quattro F-14 Tomcat che in pochi muniti intercettarono l’aereo, a 80 miglia a sud di Creta, costringendo il pilota del Boeing ad atterrare.
Iniziarono i problemi e le trattative, perché sia la Tunisia che Atene negarono all’aereo il permesso di atterraggio, per cui rimase una sola base a disposizione: Sigonella, in Sicilia.
Ovviamente la Casa Bianca voleva i dirottatori e mediatori palestinesi per processarli negli Stati Uniti, ma il Presidente del Consiglio Craxi era di un’altra opinione: la nave colpita batteva bandiera italiana e si trovava in acque internazionali, per cui sarebbero stati processati a Roma. Inoltre c’era la posizione di Craxi indubbiamentye proplaestinesi di Abu Abbas, che era un mediatore e non un complice, anche se il commando apparteneva alla sua fazione.
Sigonella



Quando l’aereo egiziano atterrò a Sigonella scortato da caccia americani, il Boeing 737 venne immediatamente accerchiato da 20 carabinieri e 30 avieri dei VAM, armi in pugno.
Dal C-141 americano uscirono invece una cinquantina di militari delle forze d’assalto SEAL’s che circondarono i carabinieri, puntando loro contro i fucili…
Ma l’ordine di Craxi di proteggere l’aereo con le forze militari era chiarissimo!
Quindi arrivarono altri due battaglioni di carabinieri che nel frattempo erano giunti da Catania e Siracusa, e che circondarono a loro volta i militari americani.
Tutti erano pronti a far fuoco, ma le circostanze non agevolavano certo gli americani, che erano circondati da carabinieri armati.
L’attore inquilino della Casa Bianca era in una situazione molto difficile: da una parte non poteva permettersi di far fare agli Stati Uniti una figura barbina dinnanzi al mondo, dall’altra non poteva neppure creare un incidente diplomatico con i sudditi italiani, perché il nostro Paese era - ed è - strategico per lo Zio Sam sulla scacchiera internazionale (ecco spiegato il numero di basi Usa che ospitiamo sul nostro suolo): senza l’Italia infatti gli USA avrebbero già perso il Mediterraneo da un pezzo!
Passarono pochi minuti che sembrarono ore, ma alla fine Reagan cedette ed i terroristi restarono in mani italiane per essere poi trasferiti a Ciampino.
Appena in volo dalla USS Saratoga decollarono altri due caccia F-14, per dirottare il 737 su basi più sicure, ma loro malgrado scoprirono che, a scortare il Boeing, c’erano anche quattro F-104 Starfighter dell’aeronautica militare italiana.
I piloti americani ed italiani, oltre ad insultarsi e minacciarsi via radio a vicenda, non fecero nulla, per cui dirottatori e mediatori atterrarono all’aeroporto di Ciampino alle ore 23:10 di venerdì 11 ottobre.
Gli USA volevano arrestarli ed estradarli, ma Roma si mise ancora di traverso.
Così, per far uscire al più presto Abu Abbas dall’Italia, Craxi alle 18:30 fece decollare nuovamente il Boeing con destinazione Fiumicino, dove Abbas venne sistemato su un aereo di linea yugoslavo che partì per Belgrado.
Gli americani, furiosi, minacciarono di rimpatriare l’ambasciatore, ma alla fine dovettero ingoiare l’amarissimo rospo, poiché la sudditanza italiana era funzionale; tuttavia il nome di Bettino Craxi venne marchiato a fuoco sul libro nero dell’Impero…
Anche se Craxi, probabilmente per rimediare allo sgarro fatto, concesse segretamente a Reagan la base di Sigonella per attaccare la Libia di Gheddafi. Attacco che avverrà nel marzo 1986, quando il colonnello era accusato di essere dietro gli attentati compiuti in varie parti del mondo da terroristi arabi. Ma va ricordata la posizione del presidente del Consiglio Craxi per la questione mediorientale: era un sostenitore della causa palestinese, mentre per esempio il Ministro della Difesa Giovanni Spadolini era al contrario proisraele…
Comunque sia per la prima volta nella storia dell’Italia, un politico non ha piegato la testa dinanzi ai Poteri Forti, in questo caso americani, facendo valere e rispettare la sovranità e autonomia di un Paese!
Come detto, per Bettino Craxi la lunghissima notte di Sigonella fu l’inizio di un declino politico e sicuramente anche fisico: d’altronde andare contro il Sistema porta a pagarne lo scotto!
Possiamo dire tutto quello che si vuole su Bettino Craxi, ma quello che lo statista fece a Sigonella ha una valenza unica che rimarrà nella storia! Nonostante minacce e pressioni da parte della potenza più arrogante del mondo, Craxi è riuscito a far valere e rispettare la sovranità nazionale e il sacrosanto diritto dell’inviolabilità del territorio e delle leggi nazionali.
E questo lo ha pagato sulla propria pelle…
Se all’epoca ci fosse stata una mascherina come Giuseppe Conte o un traditore come Gigino Di Maio (e naturalmente anche tutti gli altri), alla telefonata del presidente americano le braghe sarebbero calate ai piedi in un secondo, mostrando il culetto rosa e ben rasato ancora prima che i caccia militari avessero acceso i motori!
L’Italia, dal luglio 1981, con il divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro messo in atto dal massone Beniamino Andreatta, ha perduto la sovranità monetaria, e dal 1985 anche quella politica.
Non a caso gli ultimi decenni hanno visto al governo mezze calzette pronte a prostituirsi ai poteri consolidati…

fonte: https://disinformazione.it/

mercoledì 14 agosto 2019

tossicodipendenza alimentare

“L’uomo è l’animale più ammalato sulla terra; nessun altro animale ha violato così tanto le leggi dell’alimentazione quanto l’uomo; nessun altro animale mangia scorrettamente quanto l’uomo.”
Arnold Ehret


Carla Sale Musio

Ci hanno insegnato che per vivere bene e in salute è necessario nutrirsi in modo equilibrato, sano e regolare ma, se osserviamo il nostro stile di vita, vediamo che l’alimentazione oggi non è più uno strumento al servizio della sopravvivenza.
Mangiare è diventato:
- un’opportunità per incontrarsi,
- un modo per allentare le tensioni,
- l’occasione per fare festa,
- un antidepressivo,
- il momento in cui raccontare e raccontarsi,
- un tempo dedicato a se stessi,
- una pausa che permette di riordinare le idee e di riflettere,
- un mezzo per scambiare l’affetto…

Insomma, si mangia per tante ragioni diverse e tutte molto distanti dalla necessità di mantenersi sani.



Ben lontano dai bisogni legati alla sussistenza, il cibo è soprattutto un’esigenza culturale, sociale, economica e commerciale, talmente importante da condizionare tutta l’organizzazione delle nostre giornate.

Parliamo di alimenti quasi continuamente… per raccontarci cosa abbiamo mangiato, per scambiarci le ricette, per condividere i gusti, le avversioni o le preferenze, per informarci sui luoghi dove si può assaggiare questo o quello, per programmare incontri e riunioni di ogni tipo.

Portare qualcosa alla bocca è diventata una compulsione, un comportamento stereotipato e insopprimibile agito in maniera istintiva, automatica e ripetitiva nel tentativo di placare l’ansia che lo sottende.
E naturalmente più mangiamo più aumenta la necessità di mangiare.
E più il mercato alimentare ci mette a disposizione golosità e occasioni sempre nuove per riempirci lo stomaco.

Così, se un tempo tre pasti al giorno erano un privilegio riservato a pochi, oggi la quantità di spuntini, merende, snack, stuzzichini e rompi digiuno a disposizione di chiunque, ha fatto lievitare le occasioni per sbocconcellare qualcosa, col risultato di renderci vittime di una fame coattiva e patologica.

Grazie all’offerta esagerata e a alla sollecitazione continua, la nutrizione si è trasformata in una droga, legale e a buon mercato, al servizio di interessi economici sempre più consistenti.
Oggi la fame non indica più il bisogno di mantenere in vita il corpo ma è la conseguenza di un’eccessiva stimolazione dei centri nervosi, che segnalano forzatamente all’organismo la mancanza di nutrienti e la necessità compulsiva (e perciò mai soddisfatta) di procurarsi gli alimenti necessari alla sopravvivenza.

Quello che mangiamo, infatti, lungi dall’essere sano e nutriente, è quasi sempre un concentrato di sostanze tossiche che ne permettono la conservazione garantendone la praticità a discapito della qualità.

L’involucro curato, le immagini colorate e suggestive, le didascalie invitanti stampate sulle scatole dei prodotti, ci raccontano una realtà fittizia, molto diversa dal contenuto che acquistiamo e che mettiamo nel nostro stomaco.

Siamo vittime di una fame insaziabile, indotta con abilità dalle pubblicità e dai mass media, e funzionale al soddisfacimento dei profitti delle multinazionali alimentari e delle case farmaceutiche.

Ciò che trangugiamo continuamente, convinti di mantenerci in buona salute, purtroppo non riguarda più le sostanze necessarie a conservare sano il corpo ma interessa i centri della dipendenza e dell’assuefazione.
Ingerire alimenti senza mai sfamarsi realmente è una patologia nascosta da cui hanno origine tante altre gravi malattie che sono la conseguenza di una frenetica e pericolosa bulimia sociale.

Mangiare è diventata un’abitudine dannosa che ci allontana sempre di più dall’ascolto del nostro organismo e delle sue reali necessità.

DROGHE LEGALI

Chiamiamo droghe, tutte le sostanze che avvelenano il corpo causando dipendenza.
E, a ben guardare, la maggior parte degli alimenti in commercio possiede i requisiti necessari per essere annoverata proprio tra questo tipo di sostanze.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce sostanze stupefacenti le sostanze che provocano nell’organismo:

- tolleranza, cioè la capacità di sopportarne la tossicità in dosi gradualmente sempre più elevate
- assuefazione, cioè il degradare dell’effetto, fisico e psichico, e la conseguente necessità di aumentarne costantemente le dosi
- dipendenza, cioè la necessità di introdurre costantemente tali sostanze per evitare crisi di astinenza


Le forme di dipendenza si suddividono inoltre in:
- dipendenza fisica che riguarda le alterazioni del funzionamento biologico
- dipendenza psichica che riguarda le alterazioni dello stato psichico e comportamentale

Basta osservare il nostro modo di sgranocchiare qualcosa in continuazione, per renderci conto che quasi tutti gli alimenti che consumiamo abitualmente soddisfano questi requisiti.

Cioè scatenano nel corpo e nella mente la necessità di consumarne in quantità sempre maggiori, sopportandone la tossicità, e aumentandone progressivamente le dosi per evitare di andare incontro a crisi di astinenza.

Crisi che si producono inevitabilmente nel momento in cui proviamo anche soltanto a pensare di limitarne il consumo!

Proprio come ogni altra droga, il cibo modifica la percezione della realtà, causa dipendenza e assuefazione ma, soprattutto, genera una serie infinita di problemi legati all’abuso che se ne fa e alla conseguente sovralimentazione, la vera origine di tante terribili malattie che tormentano questo nostro periodo storico.
Per vivere bene e in salute basterebbero pochissimi nutrimenti, semplici e privi di elaborazione.

Il mondo animale ci insegna che mangiare ogni tanto poche cose e di un solo tipo alla volta, consente di vivere a lungo e in buona salute.
Tra le altre specie, infatti, non esistono le patologie che affliggono gli esseri umani (e i loro animali di affezione).

Un’abile e scaltra manipolazione delle informazioni, però, ci spinge a credere che le nostre necessità di mangiare siano notevolmente superiori alle reali esigenze del corpo.
Questa pericolosa ipnosi di massa, innesca i meccanismi dell’assuefazione e della dipendenza creando una giustificazione incrollabile ai bisogni (indotti) della sovralimentazione di cui siamo vittime.

Così, spinti da un desiderio provocato ad arte, ci preoccupiamo del sapore molto più che della qualità e delle effettive necessità dell’organismo, mangiamo troppo e male, mentre le sostanze, che ingoiamo compulsivamente, non ci nutrono e ci lasciano cronicamente affamati e insoddisfatti.

Nascono in questo modo, tante patologie fisiche e psichiche, conseguenza dell’intossicazione alimentare occultata dietro l’affermazione innegabile: “Mangiare è necessario per vivere”.
Ma è proprio vero?
Si mangia per vivere o siamo stati programmati per mangiare?

Nella specie umana sembra che il cibo sia diventato l’unica ragione di vita, senza la quale l’esistenza si ridurrebbe a una terribile crisi di astinenza.
Talmente intensa da condurre in breve tempo alla morte.
Siamo vittime di una droga lecita e facilmente reperibile dappertutto, che ci solletica con varietà e sapori sempre nuovi per tenerci incatenati dentro un invisibile schiavismo alimentare.

Liberarsi da questa dipendenza è un’impresa difficilissima e spesso impossibile.

Chi prova a ridurre la quantità degli alimenti deve misurarsi con gravi crisi di astinenza, devastanti dal punto di vista fisico e soprattutto psichico.

Siamo costantemente bombardati di messaggi mirati a sostenere l’imprescindibile necessità di riempirci lo stomaco in continuazione, variando il più possibile gli alimenti e quindi ingurgitando enormi quantità di sostanze nocive.

Viviamo intrappolati dentro una cultura volta a sostenere l’importanza di una nutrizione abbondante, ricca e variata, e finalizzata a mantenerci vittime di alimenti sempre più narcotizzanti e dannosi.
Per superare questa tossicodipendenza alimentare è indispensabile liberarsi dal dogma che “mangiare è necessario per vivere” e prendere coscienza della manipolazione commerciale fatta a spese della nostra salute.

Ognuno deve compiere da solo i passi necessari alla propria disintossicazione, assecondando e sostenendo la saggezza interiore (troppo spesso occultata dai morsi incalzanti delle astinenze e della bulimia) senza deresponsabilizzarsi delegando ad altri la gestione della propria vita ma riappropriandosi del diritto a condurre un’esistenza sana e piena di energia.

MA ALLORA COSA SI DEVE FARE?

Per vincere la dipendenza dal cibo è fondamentale:
- osservare con attenzione il proprio modo di mangiare
- intervenire per modificarlo come se si trattasse di una tossicodipendenza
- prevedere e gestire le inevitabili crisi e il boicottaggio che la scimmia della dipendenza scatena nella mente e nel corpo quando si cerca, anche solo per un momento, di programmare una riduzione
- monitorare i pensieri che imbrogliano continuamente la coscienza per giustificare e permettere la bulimia e la compulsione alimentare.

E’ indispensabile agire con determinazione ma con gradualità:

- individuando le fonti di informazione attendibili e non strumentalizzate da interessi economici
- imparando a sostituire le sostanze tossiche con altre, meno tossiche e progressivamente sempre più sane
- aggirando le problematiche dell’astinenza con cibi/metadone opportunamente preparati per gestire i momenti critici
- ripristinando progressivamente le condizioni necessarie al benessere naturale e alla salute del corpo.

Mangiare poco e in modo semplice e sano è l’obiettivo di una riconquistata libertà alimentare che ripristini il piacere di vivere in armonia con il creato e con i suoi ritmi, riportando il senso del gusto nelle giuste proporzioni.

Non si vive per mangiare e non si mangia per vivere.Si mangia perché è bello assaporare qualcosa riconoscendo alla natura il valore dei suoi doni e della semplicità.
Ed è bello solamente quando non se ne diventa schiavi.

Fonte: carlasalemusio.blog.tiscali.it  (l'articolo, già pubblicato nel 2012, è oggi off line)

fonte: LA CREPA NEL MURO

mercoledì 17 luglio 2019

ciao Andrea



Andrea Calogero Camilleri è stato uno scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante italiano. Ha insegnato regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica.

Studi e formazione

Andrea Camilleri nasce il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle (AG), figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma.

Vive a Roma dalla fine degli anni quaranta e dal 1968 trascorre alcuni mesi l'anno a Bagnolo, frazione di Santa Fiora nel territorio del Monte Amiata in Toscana. Dal 26 settembre 2014 è cittadino onorario del borgo toscano, da lui descritto come suo "luogo del cuore"; il 14 agosto 2017 gli viene intitolato il Teatro Comunale del paese grossetano.

Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza in collegio vescovile, dal quale fu espulso per aver lanciato delle uova contro un crocifisso, studia al Liceo Classico "Empedocle" di Agrigento dove nel 1943 otterrà la maturità senza fare esami, poiché, a causa dei bombardamenti e in previsione dell'imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

A giugno dello stesso anno comincia, come ricorda lo scrittore, «una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere, di sangue, di paure». Tra il 1946 e il 1947 vive a Enna, in due misere stanzette prive di riscaldamento, e casualmente, dapprima attirato dal tepore, comincia a frequentare con assiduità la Biblioteca Comunale diretta dall'avvocato Fontanazza. Diventato suo amico questi gli fa conoscere gli scritti originali di due celebrità letterarie locali: Nino Savarese e Francesco Lanza.

Diventa anche amico di Franco Cannarozzo, che poi divenne un famoso scrittore di romanzi di fantascienza con lo pseudonimo di Franco Enna. Camilleri ricorda che il periodo ennese lo indusse a partecipare a certamen letterari, e fu proprio nel 1947, durante il suo periodo ennese, che vinse il Premio Firenze con alcune sue poesie. Camilleri, nel documentario Rai "Il luogo e la memoria" (da lui scritto e letto) attesta il debito letterario verso Enna: «...Ed io, proprio in quelle due stanzette, credo di essermi formato come scrittore.»

Regista

Incomincia a lavorare come regista teatrale nel 1942. Nel 1944 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo, ma non consegue la laurea.[6] S'iscrive al Partito Comunista Italiano e dal 1945 pubblica racconti e poesie, arrivando anche fra i finalisti del Premio Saint Vincent.

Nel 1949 viene ammesso, unico allievo regista per quell'anno, all'Accademia nazionale d'arte drammatica, dove conclude gli studi nel 1952, contemporaneamente ad allievi attori che diverranno celebri, come Luigi Vannucchi, Franco Graziosi e Alessandro Sperlì, con i quali stringe amicizia; da allora esegue la regia di più di cento opere, soprattutto di drammi di Pirandello. Tra il 1945 e il 1950 pubblica racconti e poesie, vincendo anche il Premio Saint Vincent. Alcune sue poesie vengono pubblicate in un'antologia curata da Giuseppe Ungaretti.

Scrive i suoi primi racconti per riviste e per quotidiani come L'Italia socialista e L'Ora di Palermo.

È il primo a portare Beckett in Italia, di cui mette in scena Finale di partita nel 1958 al Teatro dei Satiri di Roma e poi ne cura una versione televisiva con Adolfo Celi e Renato Rascel. A Camilleri si devono anche le rappresentazioni teatrali di testi di Ionesco (Il nuovo inquilino nel 1959 e Le sedie nel 1976), Adamov (Come siamo stati nel 1957, prima assoluta in Italia), Strindberg, T. S. Eliot. Porta in teatro i poemi di Majakovskij nello spettacolo Il trucco e l'anima.

Carriera in Rai

Nel 1954 partecipa con successo a un concorso per funzionari Rai, ma non viene assunto poiché comunista, come disse lui stesso. Entra alla Rai tre anni dopo. Nel 1957 sposa Rosetta Dello Siesto da cui ha tre figlie e quattro nipoti.

Insegna al Centro sperimentale di cinematografia di Roma dal 1958 al 1965 e poi dal 1968 al 1970; è titolare della cattedra di regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica dal 1977 al 1997. Scrive su riviste italiane e straniere (Ridotto, Sipario, Il dramma, Le thèâtre dans le monde) e dal 1995 su l'«Almanacco letterario» (Edizione dell'Altana).

Dal 1959 a tutti gli anni sessanta, tra le molte produzioni Rai di cui si occupa come delegato alla produzione hanno successo gli sceneggiati Le avventure di Laura Storm, con Lauretta Masiero, e le fiction con il tenente Sheridan, protagonista Ubaldo Lay (fra cui la miniserie La donna di quadri), Le inchieste del commissario Maigret, protagonista Gino Cervi.

Nel 1968 cura la regia del teleromanzo Lazarillo, tratto dal romanzo Lazarillo de Tormes, con Paolo Carlini e Vittorio Guerrieri.

Scrittore

Nel 1978 esordisce nella narrativa con Il corso delle cose, scritto dieci anni prima e pubblicato gratuitamente da un editore a pagamento con l'impegno di citare l'editore stesso nei titoli dello sceneggiato TV La mano sugli occhi tratto dal libro che non viene distribuito e rimane ignoto al pubblico dei lettori. Nel 1980 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigata a cavallo fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Grazie a quest'ultima opera Camilleri riceve il suo primo premio letterario a Gela.

Nel 1984 pubblica, per Sellerio editore, La strage dimenticata, senza successo.

Nel 1992 riprende a scrivere dopo dodici anni di pausa e pubblica La stagione della caccia e nel 1993 La bolla di componenda, entrambe presso Sellerio Editore. Nel 1994 pubblica La forma dell'acqua, primo romanzo poliziesco con il commissario Montalbano e successivamente (1995) Il birraio di Preston, che partecipa al Premio Viareggio e grazie al quale, pur senza classificarsi, riesce a ottenere un discreto successo di pubblico.

Camilleri diventa un autore di grande successo e i suoi libri, ristampati più volte, vendono mediamente intorno alle 60 000 copie, anche se non tutti trovano il consenso unanime della critica che lo accusa di essere a volte ripetitivo.

Dal 1995 al 2003 si amplia il fenomeno Camilleri, che di fatto esplode nel 1998. Titoli come Il birraio di Preston (1995) (quasi 70.000 copie vendute), La concessione del telefono e La mossa del cavallo (1999) vanno a ruba, mentre la serie televisiva su Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, ne fa ormai un autore cult. Nel 2001 viene pubblicato il romanzo Il re di Girgenti, ambientato nel Seicento, interamente scritto in siciliano inframmezzato con lo spagnolo.

Alla fine del 2002 accetta la nomina di direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto, inaugurato nel febbraio 2003 alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.

Pubblica, sempre con Sellerio, altri romanzi: nel 2004 La pazienza del ragno, nel giugno 2005 La luna di carta: tutti con protagonista Salvo Montalbano. A marzo 2005 viene edito Privo di titolo. Tra il 2006 e il 2008, pubblica altri cinque romanzi che hanno per protagonista Montalbano: La vampa d'agosto, Le ali della sfinge, La pista di sabbia, Il campo del vasaio, L'età del dubbio. Nel 2007 vince il Premio letterario "La Tore - Isola d'Elba".

Il 2009 incomincia con il romanzo La danza del gabbiano, vincitore nello stesso anno della XXVI edizione del Premio Cesare Pavese. Tutti presso Sellerio nella collana La Memoria, fondata da Leonardo Sciascia.

Nel 2010 nella stessa collana escono i successivi romanzi di Montalbano, La caccia al tesoro e Il sorriso di Angelica, ai quali si affianca un terzo romanzo, Acqua in bocca, pubblicato da minimum fax. Scritto insieme con Carlo Lucarelli nella forma "epistolare" già sperimentata con successo ne La scomparsa di Patò, il romanzo vede per la prima volta il commissario Montalbano interagire con un altro investigatore letterario, l'ispettore Grazia Negro creata appunto da Lucarelli.

Nel febbraio 2008 per Mondadori pubblica Il tailleur grigio e nel giugno dello stesso anno con Sellerio Il casellante, secondo romanzo di una trilogia di romanzi fantastici, primo dei quali è il romanzo Maruzza Musumeci pubblicato nel 2007, conclusasi nel 2009 con Il sonaglio. Inoltre, sempre nel 2008, pubblica, per la prima volta sul web (e precisamente sul quotidiano on-line AgrigentoNotizie) un suo racconto, La finestra sul cortile (già apparso in versione cartacea sul mensile Il Nasone di Prati), che vede come protagonista sempre il commissario Montalbano, inserito come appendice nel libro Racconti di Montalbano.

Il 4 settembre 2008 ha vinto il Premio internacional de novela negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote che sarà pubblicato in Spagna il 9 ottobre 2008 e in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata.

Di particolare interesse la serie di romanzi dedicata ai grandi pittori: nel 2007 pubblica per Mondadori Il colore del sole (Caravaggio), nel 2008 per Skira La Vucciria (Guttuso) e nel 2009 sempre per Skira il romanzo ambientato nella "sua" Agrigento Il cielo rubato. Dossier Renoir (Renoir).

Nel 2009 pubblica per Rizzoli il romanzo pirandelliano La tripla vita di Michele Sparacino.

Nel 2010, oltre ai già citati romanzi con protagonista Montalbano, escono presso Sellerio Il nipote del Negus, una divertente storia ambientata nella Vigata del ventennio fascista, e, presso Mondadori, L'intermittenza, thriller ambientato nella Milano odierna.

Nel 2011 Camilleri collabora con Edoardo De Angelis nel brano Spasimo, contenuto nell'album del cantautore romano Sale di Sicilia, insieme con Franco Battiato. Sempre lo stesso anno gli viene conferito il Premio Fondazione Il Campiello.

Nell'album di Daniele Silvestri S.C.O.T.C.H., che vanta la collaborazione di numerosi artisti: Niccolò Fabi, Pino Marino, Diego Mancino, Raiz, Stefano Bollani, Peppe Servillo, vi è anche Camilleri, che compare per la prima volta su un disco, precisamente al termine del brano Lo scotch, dove racconta una storia avvenuta durante un viaggio in treno. Negli anni seguenti sino a oggi Camilleri continua a pubblicare numerosi romanzi con protagonista Montalbano o che trattano eventi storici rielaborati dalla sua fantasia.

Camilleri è stato tradotto in almeno 120 lingue (tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, irlandese, russo, polacco, greco, norvegese, ungherese, giapponese, ebraico e croato) e ha venduto più di 10 milioni di copie.

Nella nota finale del suo centesimo libro, L'altro capo del filo, pubblicato nel maggio 2016, Camilleri dichiara che questo è «un Montalbano scritto nella sopravvenuta cecità», infatti, a 91 anni ha dovuto dettare il romanzo alla sua assistente Valentina Alferj, «l'unica che sia in grado di scrivere in vigatese.». Nel 2016 ha generato diritti d'autore per 283.000€ posizionando Camilleri al posto n.5 della classifica degli scrittori italiani più ricchi, rispettivamente dietro a Carlo Carmine, Giacomo Bruno, Michele Tribuzio, Alex Abate, autori e talora essi stessi editori, come Giacomo Bruno, per lo più di manuali di vita pratica.

Il filone narrativo del Commissario Montalbano è destinato a una conclusione in quanto nel 2006 Andrea Camilleri ha consegnato all'editore Sellerio l'ultimo libro con il finale della storia, chiedendo che questo venisse pubblicato dopo la sua morte; dichiarerà in proposito:

«Ho scritto la fine dieci anni fa... ho trovato la soluzione che mi piaceva e l'ho scritta di getto, non si sa mai se poi arriva l'Alzheimer. Ecco, temendo l'Alzheimer ho preferito scrivere subito il finale. La cosa che mi fa più sorridere è quando sento che il manoscritto è custodito nella cassaforte dell'editore... È semplicemente conservato in un cassetto .»

"Non può cadere in un burrone come Sherlock Holmes e poi ricomparire in altre forme" racconta lo scrittore, che - rivelando il segreto dell'ultimo libro della serie - assicura: "Montalbano non muore".

Una caratteristica dei libri di Andrea Camilleri è che hanno tutti una struttura prefissata e ben regolare:

«Per un romanzo di Montalbano diciotto capitoli ciascuno di dieci pagine, ogni pagina nel mio computer vuol dire 23 righe. Un romanzo ben congegnato sta perfettamente in 180 pagine. Per i racconti, 24 pagine, o meglio 4 capitoli di 6 pagine ciascuno. Se non sento questa mia metrica vuol dire che qualcosa non va .»

La lingua di Camilleri

Una peculiarità di alcuni romanzi di Camilleri è l'uso di un particolare linguaggio commisto di italiano e siciliano. Come sue prime opere letterarie Camilleri scrisse poesie che rispettavano scrupolosamente le regole di composizione e usavano il linguaggio letterario italiano. Le sue poesie furono premiate in concorsi poetici importanti e furono riconosciute come notevoli, tanto che Giuseppe Ungaretti le fece stampare in una sua antologia e lo stesso fece Ugo Fasolo. In seguito lo stesso Salvatore Quasimodo insistette per avere delle sue poesie da pubblicare. Il nuovo interesse per il teatro fece però abbandonare a Camilleri la poesia, anche se continuò con la scrittura di brevi racconti in italiano. Questo fino a quando, avendo deciso di voler rappresentare opere teatrali sue con parole sue, si rese conto di non riuscire a esprimersi in italiano in opere di grande respiro, e così smise di scrivere sia in versi sia in prosa.

Lavorando per il teatro Camilleri s'imbatté nelle opere in dialetto di Carlo Goldoni e del Ruzante e da lì gli nacquero l'amore per Gioacchino Belli e Carlo Porta e la scoperta dell'uso letterario del siciliano, che gli fece tornare la voglia di scrivere.

Il particolare linguaggio di Camilleri si formò quando, assistendo in ospedale suo padre morente, volle raccontargli una storia che avrebbe voluto pubblicare ma che non era capace di comporre in italiano: fu suo padre a suggerirgli di scriverla come gliel'aveva raccontata.

Tuttavia uno scrittore che volesse essere compreso da tutti non poteva esprimersi completamente in siciliano, pertanto occorreva adottare un linguaggio equilibrato dove i termini dialettali avessero la stessa qualità e significanza, la stessa risonanza di quelli italiani. Fu un duro lavoro di elaborazione che continua tuttora, ad esempio nei romanzi scritti in vigatese dove la base del lavoro è sempre una iniziale struttura in lingua italiana, con cui mescolare i termini tratti non dalla letteratura alta ma dai vari dialetti siciliani comunemente parlati.

«... Non si tratta di incastonare parole in dialetto all'interno di frasi strutturalmente italiane, quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole. Per arrivare ad un impasto unico, dove non si riconosce più il lavoro strutturale che c'è dietro. Il risultato deve avere la consistenza della farina lievitata e pronta a diventare pane.»

attore

Camilleri è stato anche attore, interpretando la parte di un vecchio archeologo nel film del 1999 di Rocco Mortelliti La strategia della maschera. Il film giallo, che ha avuto scarso successo sia presso la critica sia presso il pubblico, narra gli eventi che si svolgono tra la Sicilia e Roma relativi alla sparizione di preziosi reperti archeologici. Ha detto l'esordiente attore che in effetti «Non è la mia prima volta da attore, mi è capitato anni fa in Quel treno da Vienna, secondo di tre film per la televisione tratti dai romanzi di Corrado Augias, con Jean Rochefort. Io facevo il suo capo nei servizi segreti.»

L'11 giugno 2018 ha recitato al Teatro Greco di Siracusa il suo monologo Conversazione su Tiresia in cui ripercorre la vita dell'indovino cieco collegandola alla sua sopravvenuta cecità.

Ispirazione per fumetti

Nel numero 2994 del fumetto Topolino del 16 aprile 2013 appare la storia "Topolino e la promessa del gatto". Il racconto ambientato in Sicilia vede Topolino aiutare il commissario Salvo Topalbano, parodia del celebre commissario Salvo Montalbano. Un altro personaggio della storia, il signor Patò, è stato disegnato secondo la fisionomia dello scrittore siciliano.. La storia, disegnata da Giorgio Cavazzano e tratta dai testi di Francesco Artibani, è stata supervisionata proprio da Camilleri.. Lo stesso autore in un'intervista afferma che è la prima volta che il suo personaggio appare in un fumetto nonostante avesse avuto altre offerte in passato.

Impegno politico

Ha partecipato alla manifestazione "No Cav Day", l'8 luglio 2008 a piazza Navona, contro i provvedimenti del governo Berlusconi IV in materia di giustizia.

Il 29 gennaio 2009 decide di entrare in politica prospettando il "Partito dei Senza Partito" insieme con Antonio Di Pietro e Paolo Flores d'Arcais per partecipare alle elezioni europee del 2009 ma il 12 marzo dello stesso anno viene annunciato il mancato accordo fra i tre.

Nel marzo 2013, in seguito alle Elezioni politiche, assieme ad altri personaggi famosi lancia una raccolta firme con l'appoggio di MicroMega con l'intento di non fare entrare al Senato Silvio Berlusconi per la questione del conflitto d'interessi facendo applicare il D.P.R. n. 361 del 1957, riprendendo peraltro l'iniziativa portata avanti già nel 1994 e nel 1996 da un altro comitato di personaggi e conclusasi con il parere sfavorevole della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.

Il 5 giugno 2013, nel corso della presentazione in un programma televisivo del suo libro Come la penso, ha espresso alcune sue considerazioni sulla situazione politica italiana; la sua contrarietà al governo Letta e alla rielezione del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Ha manifestato il suo appoggio alla lista Tsipras per le elezioni europee del 2014, salvo poi ritirarlo per polemiche interne.

La morte

«Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio 'cunto', passare tra il pubblico con la coppola in mano»

(Andrea Camilleri)

La mattina del 17 giugno 2019, Camilleri è stato ricoverato all'ospedale Santo Spirito di Roma per un arresto cardiorespiratorio. Giunto in condizioni critiche, viene ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di rianimazione, dove muore il 17 luglio dello stesso anno senza mai aver ripreso conoscenza. Il creatore del commissario Montalbano è stato colpito dal malore mentre si stava preparando a partecipare con la sua Autodifesa di Caino allo spettacolo che si sarebbe tenuto il 15 luglio alle antiche Terme di Caracalla.

Opere

Libri

I teatri stabili in Italia (1898-1918), Bologna, Cappelli, 1959.
Il corso delle cose, Poggibonsi, Lalli, 1978.
Un filo di fumo, Milano, Garzanti, 1980.
La strage dimenticata, Palermo, Sellerio, 1984.
La stagione della caccia, Palermo, Sellerio, 1992.
La bolla di componenda, Palermo, Sellerio, 1993.
Il birraio di Preston, Palermo, Sellerio, 1995.
Il gioco della mosca, Palermo, Sellerio, 1995.
La concessione del telefono, Palermo, Sellerio, 1998. (Premio Società dei Lettori, Lucca-Roma)
La mossa del cavallo, Milano, Rizzoli, 1999.
La scomparsa di Patò, Milano, A. Mondadori, 2000.
Biografia del figlio cambiato, Milano, Rizzoli, 2000.
Favole del tramonto, Roma, Edizioni dell'Altana, 2000.
Racconti quotidiani, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2001.
Gocce di Sicilia, Roma, Edizioni dell'Altana, 2001. (racconti)
Il re di Girgenti, Palermo, Sellerio, 2001.
Le parole raccontate. Piccolo dizionario dei termini teatrali, Milano, Rizzoli, 2001.
L'ombrello di Noè. Memorie e conversazioni sul teatro, Milano, Rizzoli, 2002.
La linea della palma. Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri, Milano, Rizzoli, 2002.
Le inchieste del commissario Collura, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2002.
La presa di Macallè, Palermo, Sellerio, 2003.
Teatro, con Giuseppe Dipasquale, Siracusa, Lombardi, 2003.
Romanzi storici e civili, Milano, A. Mondadori, 2004.
Privo di titolo, Palermo, Sellerio, 2005.
Il medaglione, Milano, Oscar Mondadori, 2005.
Il diavolo. Tentatore. Innamorato, con Jacques Cazotte, Roma, Donzelli, 2005.
Troppi equivoci, in Crimini, Torino, Einaudi, 2005.
La pensione Eva, Milano, Mondadori, 2006.
Vi racconto Montalbano. Interviste, Roma, Datanews, 2006.
Pagine scelte di Luigi Pirandello, Milano, BUR, 2007.
Il colore del sole, Milano, Mondadori, 2007.
Le pecore e il pastore, Palermo, Sellerio, 2007.
La novella di Antonello da Palermo. Una novella che non poté entrare nel Decamerone, Napoli, Guida, 2007.
Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano, Milano, Mondadori, 2007.
Maruzza Musumeci, Palermo, Sellerio, 2007.
L'occhio e la memoria: Porto Empedocle 1950, con Italo Insolera, Roma, Palombi, 2007.
Il tailleur grigio, Milano, Mondadori, 2008.
Il casellante, Palermo, Sellerio, 2008.
La Vucciria, Milano, Skira, 2008.
La muerte de Amalia Sacerdote, traduzione in lingua spagnola di Juan Carlos Gentile Vitale, Barcelona, RBA Libros, 2008. (II Premio Internacional de Novela Negra RBA 2008)
La tripla vita di Michele Sparacino, Milano, Corriere della Sera, 2008; Milano, Rizzoli, 2009.
Un sabato, con gli amici, Milano, Mondadori, 2009.
Il sonaglio, Palermo, Sellerio, 2009.
L'uomo è forte, in Articolo 1. Racconti sul lavoro, Palermo, Sellerio, 2009.
Il cielo rubato. Dossier Renoir, Milano, Skira, 2009.
La rizzagliata, Palermo, Sellerio, 2009. (originale in lingua italiana de La muerte de Amalia Sacerdote)
Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009, con Saverio Lodato, Milano, Chiarelettere, 2009.
Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia, Milano, Bompiani, 2009.
Troppu trafficu ppi nenti, con Giuseppe Dipasquale, Siracusa, Lombardi, 2009.
Il nipote del Negus, Palermo, Sellerio, 2010.
L'intermittenza, Milano, Mondadori, 2010.
Di testa nostra. Cronache con rabbia 2009-2010, con Saverio Lodato, Milano, Chiarelettere, 2010.
La moneta di Akragas, Milano, Skira, 2010.
Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2011.
La setta degli angeli, Palermo, Sellerio, 2011.
La targa, Milano, RCS Quotidiani, 2011.
I fantasmi, Milano, Dieci dicembre, 2011.
Il giudice Surra, in Giudici, Torino, Einaudi, 2011.
Il diavolo, certamente, Milano, Mondadori, 2012.
La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2012.
Dentro il labirinto, Milano, Skira, 2012.
Il tuttomio, Milano, Mondadori, 2013.
La rivoluzione della luna, Palermo, Sellerio, 2013.
Come la penso. [Alcune cose che ho dentro la testa], Milano, Chiarelettere, 2013.
Magaria, Milano, Mondadori, 2013.
La banda Sacco, Palermo, Sellerio, 2013.
I racconti di Nené, Milano, Melampo, 2013.
La creatura del desiderio, Milano, Skira, 2013.
Inseguendo un'ombra, Palermo, Sellerio, 2014.
Donne, Milano, Rizzoli, 2014, I
La relazione, Milano, Mondadori, 2014,
Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema, Palermo, Sellerio, 2015,
Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta, Palermo, Sellerio, 2015,
La targa, Milano, Rizzoli, 2015,
Certi momenti, Milano, Chiarelettere, 2015,
Noli me tangere, Milano, Mondadori, 2016,
Pinocchio (mal) visto dal Gatto e la Volpe, con Ugo Gregoretti, Firenze, Giunti, 2016.
La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta, Palermo, Sellerio, 2016.
I quattro Natali di Tridicino, in Storie di Natale, Palermo, Sellerio, 2016,
Conversazioni su Tiresia, Palermo, Sellerio, 2019,
Esercizi di memoria, Milano, Rizzoli, 2017,
Ora dimmi di te. Lettera a Matilda, Milano, Bompiani, 2018,
I tacchini non ringraziano, Disegni di Paolo Canevari, Milano, Rizzoli, 2018,
La casina di campagna. Tre memorie e un racconto, Milano, Henry Beyle, 2019,
Km 123, Milano, Mondadori, 2019,

Serie del Commissario Montalbano

La forma dell'acqua, Palermo, Sellerio, 1994.
Il cane di terracotta, Palermo, Sellerio, 1996. (Premio Letterario Chianti)
Il ladro di merendine, Palermo, Sellerio, 1996.
La voce del violino, Palermo, Sellerio, 1997.
Un mese con Montalbano, Milano, Mondadori, 1998.  (racconti)
Gli arancini di Montalbano, Milano, Mondadori, 1999. (racconti)
Quindici giorni con Montalbano, a cura di Antonella Italia e Enrico Saravalle, Milano, A. Mondadori scuola, 1999.
La gita a Tindari, Palermo, Sellerio, 2000.
L'odore della notte, Palermo, Sellerio, 2001.
La paura di Montalbano, Milano, Mondadori, 2002. (racconti)
Storie di Montalbano, a cura e con un saggio di Mauro Novelli, Milano, A. Mondadori, 2002. (raccolta)
Il giro di boa, Palermo, Sellerio, 2003.
La pazienza del ragno, Palermo, Sellerio, 2004.
La prima indagine di Montalbano, Milano, Mondadori, 2004.  (racconti)
La luna di carta, Palermo, Sellerio, 2005.
La vampa d'agosto, Palermo, Sellerio, 2006.
Le ali della sfinge, Palermo, Sellerio, 2006.
La pista di sabbia, Palermo, Sellerio, 2007.
Il campo del vasaio, Palermo, Sellerio, 2008.
Il commissario Montalbano. Le prime indagini, Palermo, Sellerio, 2008. (Contiene: La forma dell'acqua; Il cane di terracotta; Il ladro di merendine)
L'età del dubbio, Palermo, Sellerio, 2008.
Racconti di Montalbano, Milano, Oscar Mondadori, 2008. (raccolta)
La danza del gabbiano, Palermo, Sellerio, 2009. (Premio Letterario Cesare Pavese)
Ancora tre indagini per il commissario Montalbano, Palermo, Sellerio, 2009. (Contiene: La voce del violino; La gita a Tindari; L'odore della notte)
La caccia al tesoro, Palermo, Sellerio, 2010.
Acqua in bocca, con Carlo Lucarelli, Roma, Minimum fax, 2010.
Il sorriso di Angelica, Palermo, Sellerio, 2010.
Il gioco degli specchi, Palermo, Sellerio, 2010.
Altri casi per il commissario Montalbano, Palermo, Sellerio, 2011. (Contiene: Il giro di boa; La pazienza del ragno; La luna di carta)
Una lama di luce, Palermo, Sellerio, 2012.
Una voce di notte, Palermo, Sellerio, 2012.
Tre indagini a Vigàta, Palermo, Sellerio, 2012. (Contiene: La vampa d'agosto; Le ali della sfinge; La pista di sabbia)
Una cena speciale, in Capodanno in giallo, Palermo, Sellerio, 2012.
Un covo di vipere, Palermo, Sellerio, 2013.
Notte di Ferragosto, in Ferragosto in giallo, Palermo, Sellerio, 2013.
La piramide di fango, Palermo, Sellerio, 2014.
Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano, Palermo, Sellerio, 2014. (raccolta)
La giostra degli scambi, Palermo, Sellerio, 2015.
L'altro capo del filo, Palermo, Sellerio, 2016.
La rete di protezione, Palermo, Sellerio, 2017,
La calza della befana, in Un anno in giallo, Palermo, Sellerio, 2017.
Il metodo Catalanotti, Palermo, Sellerio, 2018,
Ventiquattr'ore di ritardo, in Una giornata in giallo, Palermo, Sellerio, 2018.
Il cuoco dell'Alcyon, Palermo, Sellerio, 2019,
Riccardino (inedito)

Audiolibri

Camilleri legge Montalbano, con 2 CD, Milano, Mondadori, 2002.
Un filo di fumo, letto da Fiorello, con CD, Roma, Full color sound, 2006.
Il nipote del Negus, con 5 CD, Palermo, Sellerio, 2010.

Sceneggiati radiofonici Rai

Il sindaco, radiodramma di Nicola Manzari, regia di Andrea Camilleri, trasmesso il 18 luglio 1964.
Le canzoni di casa Maigret, dal romanzo Le memorie di Maigret di Georges Simenon, sceneggiatura di Umberto Ciappetti, regia Andrea Camilleri, 13 puntate, dal 9 gennaio al 3 aprile 1972
.
Programmi radio Rai

Il girasole, programma mosaico a cura di Giacinto Spagnoletti e Vincenzo Romano, regia di Andrea Camilleri 1973.

Onorificenze

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana

«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»

— Roma, 23 gennaio 2003

Laurea specialistica honoris causa in Sistemi e progetti di comunicazione - nastrino per uniforme ordinaria Laurea specialistica honoris causa in Sistemi e progetti di comunicazione

— Università di Pisa, 26 maggio 2005

Cittadino onorario del Comune di Santa Fiora (GR) - nastrino per uniforme ordinaria Cittadino onorario del Comune di Santa Fiora (GR)

— Santa Fiora,— 26 settembre 2014

Cittadino onorario della città di Agrigento - nastrino per uniforme ordinaria Cittadino onorario della città di Agrigento

«Di iniziativa del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto»

— Roma, 4 febbraio 2016

Riconoscimenti

Nel 1997 con il libro Il cane di terracotta ha vinto l'XI edizione del Premio Letterario Chianti.
Nel 2003 ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica nella sezione Cultura; il 20 gennaio dello stesso anno aveva già ottenuto il Premio letterario Racalmare Leonardo Sciascia per tutta la sua produzione letteraria.
Nel 2008 ha vinto il Premio Internacional de Novela Negra col romanzo giallo in lingua spagnola La muerte de Amalia Sacerdote.
Nel 2009 con il libro La danza del gabbiano ha vinto la XXVI edizione del Premio Letterario Cesare Pavese
Nel 2009 ha ricevuto l'Alabarda d'oro per la letteratura, Premio "Città di Trieste".
Nel 2010 ha ricevuto il Premio letterario Piero Chiara alla carriera.
Nel 2011 viene insignito del Premio Fondazione Il Campiello.
Nel 2014 ha ricevuto a Barcellona il IX Premio intitolato a Pepe Carvalho, il protagonista dei gialli dello scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, dal cui cognome Camilleri ha tratto quello del suo commissario.
Nel 2017 gli è stato dedicato l'asteroide 204816 Andreacamilleri.
Nell'aprile del 2018 è stato proclamato Distinguished Professor (Professore Emerito Honoris Causa) all'Università di Roma Tor Vergata.

Lauree honoris causa

I suoi numerosi lavori letterari lo hanno reso meritevole anche di diverse lauree honoris causa.

fonte: Wikipedia