mercoledì 28 novembre 2018

scie belliche che annientano la vita!


 La prima inchiesta giornalistica italiana, documentata con numerose prove ufficiali, relativa al dilagante fenomeno della cosiddetta aerosolchemioterapia bellica NATO in Europa. 
  
Questo volume di 678 pagine è il frutto di una ricerca sul campo realizzata a partire dal 2003 ai giorni nostri. Esso contiene migliaia di documenti ufficiali (in parte riservati e segreti).

Chi vuole acquistarlo può prenotare il volume - attualmente in edizione limitata - e chi intende organizzare una conferenza di presentazione, può scrivere al seguente indirizzo:


sulatestaitalia@libero.it
Prefazione
  
Ho avuto modo, casualmente, di conoscere Gianni Lannes. Ho iniziato a leggere i suoi articoli, a cercare i suoi libri, ad ascoltare le sue conferenze video, che mi hanno profondamente colpita e incuriosita, hanno smosso in me la domanda. In diverse occasioni ho evidenziato l’importanza della pedagogia della domanda, ovvero una pedagogia maieutica, che ha la sua caratteristica fondamentale nell’idea che l’apprendimento rappresenti il ricongiungimento interno fra quanto il soggetto elabora e quanto la realtà esterna gli offre da rielaborare. In questo incontro sta il cuore dell’Educazione e dell’apprendimento, un educare teso principalmente all’empowerment che implica lo sviluppo delle potenzialità, il cammino verso la responsabilizzazione, il potenziamento della Persona. Leggendo e ricercando ho capito di avere conosciuto una Persona non anestetizzata, non omologata, che ha scelto di non adeguarsi al sentire e al vedere comuni, che ad un certo punto del suo percorso di vita ha seguito una missione dettata dal cuore. Tra le priorità della sua ricerca e della sua attività d’informazione non conformista, c’è lo scopo di restituire all’Infanzia, unica promessa di futuro buono, un Pianeta almeno sufficientemente buono, per parafrasare il concetto di Donald Winnicott della “Madre sufficientemente buona”.
 Il titolo del suo libro “Perché le scie degli aerei diventano nubi?” propone una domanda, una semplice domanda che prima incuriosisce, poi, ad un’osservazione attenta dell’immagine, una fotografia dello stesso autore, alimenta una certa inquietudine. Le scie che si incrociano nel cielo azzurro sembrano formare una rete nel cielo di Berlino. Una rete che metaforicamente imprigiona il cielo e l’aria, soffoca, rompe una possibile armonia, mentre i rami degli alberi sembrano volti al cielo, come imploranti, quasi presagendo un pericolo. I riflessi del sole sono bagliori di luce, ingannevoli e, chissà perché, mi torna in mente il mito della caverna di Platone. Il paesaggio evoca un'atmosfera quasi surreale, pervaso da un silenzio che turba l'aria stessa, come in attesa di qualcosa di indefinito. Non ci sono persone e ciò inquieta oltremodo, invia a uno scenario che ha un che di spettrale. Dove sono le persone? Probabilmente stanno dentro le quattro mura delle loro case, indaffarate o assopite nel loro quotidiano, ignare. Impossibile non provare pena per loro.
Leggo, cerco di capire, sono perplessa. Pensavo di sapere, ma non era tutto. Il testo di Gianni Lannes è ricco di minuziose ricerche, testimonianze, documenti e fonti accreditate. Impossibile non coinvolgersi e desiderare di capire di più, molto di più. Gianni Lannes ci guida verso una pedagogia della domanda, per indurci a evitare quello che il pedagogista Paulo Freire definiva “cultura del silenzio”, che innesca i meccanismi di sottomissione che creano dipendenza e alienazione. Oggi è il tempo delle domande evase, per paura, per comodo, per disamore, per rassegnazione, tanto da rinunciare a farsene. È giunto il momento di ricominciare, partendo proprio dalla domanda che implica il dubbio, il pensiero, la riflessione, il dialogo, l’ascolto e la com-prensione. Cogito ergo sum, penso dunque sono. La domanda di Gianni Lannes chiede la rottura del silenzio, un silenzio a volte ignaro, altre volte omertoso e che comincia a fare male.

Siamo immersi in un silenzio che fa brusio sostiene il filosofo Emmanuel Lévinas, un brusio che toglie la quiete, come il ronzio che non lascia riposare, che interrompe il torpore di un andirivieni senza sosta e, spesso, senza senso. Nel trambusto della nostra frenetica e incessante quotidianità, siamo come isole, sommerse nell’illusione di comunicare e di relazionarci. In realtà stiamo dentro un mondo virtuale che gestisce il ritmo della nostra vita e, nel frastuono, siamo soli, ognuno per sé, impegnati a sopravvivere materialmente e psicologicamente. Il nostro Pianeta ha il suo senso solo attraverso la consapevolezza che tutto ruota intorno ai quattro elementi naturali: acqua, aria, fuoco, terra. Il nostro Autore guarda al cielo, pur ancorato alla Madre Terra, all’acqua, al fuoco che lo anima per affermare il proprio pensiero e le proprie convinzioni, sostenuto dalle sue ricerche, dall’osservazione sul campo, dal confronto perenne. Il suo unico scopo, da giornalista che intende fare informazione non conformista, da padre e da Persona, è di restituire all’Infanzia la forza propulsiva della bellezza. Perché la bellezza è cura, è creazione, è scoperta, è capacità di sguardo oltre l’apparente, è biografia. Senza bellezza si muore, dentro e fuori. Non per niente il nostro sociale, invaso di somatizzazioni e di cosiddette “aree problematiche”, non ha la volontà di ascoltare un bambino, ne ha una concezione di minorità, di inadeguatezza, di un essere incapace di capire. I bambini fanno paura, creano l’imbarazzo della domanda perché in realtà com-prendono. Perché la guerra? Perché si muore? Perché si uccide? Che cos’è l’amore? La Psicologia ha debitamente individuato la fase dei perché, affidandosi alle spiegazioni scientifiche, neurologiche e via così. Ma non ha spiegato come si deve rispondere, non ha detto che il Bambino ha un enorme talento dentro di sé, che ha già delle risposte ma vuole interrogare, capire, soddisfare la sua inesauribile curiosità. Se solo potesse esprimersi più liberamente! Poi si trasforma in un adulto e non ci prova più.

E allora Gianni Lannes vuole scuotere gli animi e creare quel ronzio che rompe il “silenzio che fa brusio”, vuole scrollare, vuole invitare ciascuno di noi a partire dalla domanda. Proprio come fanno i bambini, che sono privi di preconcetti e di pre-strutture. L’Autore ci costringe, senza sdolcinature e mezzi termini, alla distrazione da sé, ovvero “allo sbriciolarsi faticoso di una quotidianità ripetitiva e solo in apparenza ineluttabile” (E. Lévinas). Il termine distrazione è oggi pericoloso oltre che abusato, solitamente si usa per indicare un bambino che non si comporta come tutti, che non ascolta quel che gli adulti hanno da dire, che è perso nei suoi pensieri. Non viene mai il dubbio che forse quel bambino volga il suo pensiero verso un altrove più interessante, più stimolante.  “Spesso i bambini così classificati, e anche gli adulti, sono quelli con intelligenza superiore alla media, inclini a perdersi in fantasticherie e con un’anima così sensibile e aperta, che l’Io non riesce a starle dietro e il suo comportamento risulta disorganizzato” (J. Hillman). L’adulto, quanto prima, avvia il processo per diagnosticare un disturbo dell’attenzione.
Gianni Lannes conforta e con il suo libro, ci offre gli strumenti, ricorda che non siamo soli, induce a non precludere a priori, a non adeguarsi a risposte già preconfezionate, ci invita a pensare, a capire, a comprendere, ad agire, a scegliere in nome di quella libertà che restituisce all’individuo la sua dignità. È il cuore dell’Educazione che esige ascolto e dialogo, Sapere e Conoscenza. L’Educazione richiede dibattito culturale e scientifico, non può essere unidirezionale, né assumere toni aggressivi, o ingiuntivi, o persecutori. Questo è il contrario dell’umanità che invece richiede confronto pacato e argomentato e la creazione di uno autentico spazio dialogico. Vorrei che il lettore accogliesse questo libro con il desiderio di capire, di conoscere, di dialogare, di ascoltare, senza ironie, senza pregiudizi, senza preconcetti, semplicemente per scegliere chi essere e quale strada imboccare nel crocevia della vita. Il fine pedagogico è pensare l’utopia. Partiamo da qui. Ascoltiamoci. La Madre Terra, il cielo, l’acqua e il fuoco, riguardano tutti noi, sono bellezza e Vita.

Luisa Piarulli, Pedagogista indipendente, specializzata in Bioetica e Pedagogia del territorio

fonte: https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/

lunedì 26 novembre 2018

ciao Bernardo



La commare secca è un film del 1962, diretto da Bernardo Bertolucci, all'esordio nella regia, tratto da un soggetto di Pier Paolo Pasolini.

Presentato alla 23ª edizione della Mostra di Venezia, dove ha diviso la platea in entusiasti e detrattori, il titolo si riferisce alla morte, come definita in un sonetto di Gioachino Belli citato nell'inquadratura finale del film: «... e già la Commaraccia secca de strada Giulia arza er rampino».

Trama

Roma. Sul greto del fiume Tevere viene ritrovato il cadavere di una prostituta assassinata. La polizia interroga gli uomini che sono stati visti la sera del delitto nel parco in cui la donna esercitava il mestiere e ognuno racconta la propria verità su come ha trascorso quella giornata per poi ritrovarsi la sera in quel luogo.

Un ragazzo soprannominato "Canticchia" sostiene di essere passato per il parco di ritorno da un incontro per un posto di lavoro: in realtà quel pomeriggio si è dedicato, con due compari, all'abituale attività di ladruncolo di coppiette impegnate ad amoreggiare, ma ha rischiato di essere malmenato da una potenziale vittima che l'ha colto sul fatto. "Il Califfo", ben conosciuto dalle forze dell'ordine per i suoi precedenti criminali, sostiene di aver messo la testa a posto e di aver trascorso tranquillamente la giornata in compagnia della fidanzata: in realtà viene mantenuto dalla donna, che fa la strozzina, e quel giorno durante il giro di riscossioni i due hanno avuto un furioso litigio.

Il giovane soldato meridionale Teodoro ha girovagato tutto il giorno per la grande città e, sedutosi su una panchina nel parco per riposare, si è semplicemente addormentato, senza rendersi conto di quanto accadeva attorno a lui. L'eccentrico Natalino sfugge alle domande e accusa due ragazzi visti nel parco, Francolicchio e Pipito. I due hanno trascorso la giornata in compagnia di un paio di coetanee e si sono accordati per vedersi con loro anche il giorno successivo per pranzare insieme, ma non hanno i soldi per acquistare quanto hanno promesso di procurare per il pranzo, e perciò la sera, nel parco, si lasciano abbordare da un omosessuale e, una volta appartati insieme a lui, lo derubano.

Solo uno dei due ragazzi può però raccontare quanto è successo perché, quando la polizia si è presentata nella loro borgata per prelevarli per raccogliere la loro testimonianza, sono istintivamente fuggiti, convinti di essere ricercati per quel furto, e uno dei due è annegato nel fiume. Infine, è proprio la vittima del furto a rivelarsi fondamentale per risolvere l'indagine, perché è stato testimone oculare dell'omicidio, e riconosce in Natalino l'assassino.

Colonna sonora

La colonna sonora del film contiene le canzoni Addio Addio, cantata da Claudio Villa, e Come nasce un amore, cantata da Nico Fidenco.

Critica

Per il Dizionario Mereghetti il film è un esercizio di stile «appesantito da una preziosità di racconto [...] e uno sguardo liricheggiante che deve troppo alla volontà di fare un cinema d'autore». Il Dizionario Morandini riassume il film come «gusto, fantasia e due momenti di poesia

fonte: Wikipedia

FUNERALE DI PIER PAOLO PASOLINI

sabato 24 novembre 2018

Latouche: consumatori perfetti, cioè infelici. Serviamo così

L’espressione “decrescita felice” suscita ancora oggi molta perplessità. E’ un equivoco tutto italiano. Io non ho mai usato questa espressione. La decrescita ha un significato preciso e parte dall’assunto che noi viviamo in un mondo finito e con risorse finite. La seconda legge della termodinamica ci dice che se bruciamo 10 litri di benzina essa “non si distrugge”, ma non la possiamo nemmeno più riutilizzare come forma di energia. Come forma di energia la benzina se n’è andata per sempre. E la benzina, che è un derivato del petrolio, è un combustibile limitato, cioè finito. Queste sono cose che capirebbe anche un bambino, ma gli economisti no, si rifiutano di includere nell’economia questo aspetto determinante per il nostro futuro. Pertanto, io ritengo che siamo giunti ad un punto cruciale, che impone il non-sviluppo. Purtroppo la stragrande maggioranza dei mass media e delle persone è indotta a pensare il contrario, e cioè che sia necessario produrre sempre di più. Per farlo, tuttavia, è necessario che le persone siano infelici. Le persone felici, infatti, non hanno interesse a consumare, nel senso che consumano solo ciò che è strettamente necessario, e non acquistano cose per noia e frustrazione, come accade oggi. Ma il mercato è proprio di questa frustrazione che ha bisogno, se vuole crescere.
Dunque, io vedo la felicità come una cosa lontana dalla crescita e, sotto molti punti di vista, in antitesi allo sviluppo. Più cresciamo senza che ce ne sia bisogno, più siamo infelici. Il concetto di felicità inteso come accumulo e consumo, comunque, è Hamburgerpiuttosto recente, e risale agli ultimi tre secoli, che  non a caso sono i secoli dell’industrializzazione. Prima, il concetto di beatitudine prevaleva su quello di felicità che, per certi punti di vista, nemmeno esisteva. Quando le risorse erano scarse, la frugalità era un valore. Ora che le risorse sono ritenute abbondanti il consumo, invece, è diventato il valore per eccellenza. Io propongo di tornare ad un modello frugale, è vero, ma non può essere questa una mera nostalgia per una mitica età bucolica. Al tempo stesso, però, è molto stupido e bugiardo ritenere che non ci sia mai stata nella storia dell’umanità un’era della frugalità conforme alla natura umana, ai suoi ritmi e ai suoi bisogni. Anzi! Per centinaia di migliaia di anni, cioè per la maggior parte del tempo della nostra storia, l’uomo è stato cacciatore-raccoglitore, e lavorava 2-3 ore al giorno. Il resto del tempo si interessava alle relazioni sociali e al gioco.
Dunque, noi oggi lavoriamo quasi il triplo dei nostri predecessori per motivi legati alla crescita fine a se stessa, ma non perché ciò sia necessario alla nostra sopravvivenza, e tanto meno per la nostra felicità. Se la produzione agricola diminuisce secondo un modello di decrescita, com’é possibile mantenere alti standard di quantità e qualità alimentare? L’agricoltura è stata industrializzata a partire dal Settecento. Prima della rivoluzione agricola e industriale c’erano dei terreni comuni, cioè terreni di tutti, dove si pascolava il bestiame (openfield). Poi, in Inghilterra sono arrivate le recinzioni (enclosures) che hanno responsabilizzato i coltivatori, hanno aumentato la superficie coltivabile e implementato l’ambizione del proprietario della terra. Ciò ha determinato una grave crisi per quel modello contadino, basato sull’economia di villaggio, il dono e la solidarietà. Si può recuperare qualcosa del modello “openfiled” senza però gettare vie le conquiste fatte in questi secoli in termini di iPhoneprogresso? Ci sono molte proposte, ma la più credibile e percorribile è quella dell’agricoltura biologica, perché riduce al minimo gli sprechi e consente anche di salvare i beni comuni dalla privatizzazione.
Per beni comuni intendo realtà materiali come ovviamente l’aria e l’acqua, ma anche beni non legati alla natura, come i trasporti, l’istruzione e la salute. La decrescita prende atto che lo sviluppo per lo sviluppo non ha senso. Lo sviluppo ha senso solo se soddisfa determinati bisogni, altrimenti diventa una religione: la religione dell’economia. Se guardo alla mia personale biografia devo ammettere che anch’io ero caduto nell’errore di pensare che la crescita produttiva fosse sempre e comunque positiva. Ho lavorato in Africa, ad esempio, e anche da quell’esperienza mi sono reso conto che nel tentativo di industrializzare l’Africa stavamo facendo lo stesso errore fatto in Unione Sovietica, che infatti si è rivelato un errore grave perché quel tipo di comunismo ha cercato di combattere il capitalismo sul suo stesso terreno, e cioè quello della produttività fine a se stessa. Tra le dottrine economiche elaborate negli ultimi secoli, marxismo e Keynes rappresentano senza dubbio alternative che mi piacciono, se non altro perché mirano a risolvere la disoccupazione, che è l’arma attraverso la quale il capitale alimenta se stesso producendo precarietà, e dunque ricatto (e il consumismo, che come detto si basa sull’infelicità e l’insoddisfazione).
Detto questo, tuttavia, è più corretto pensare alla decrescita più come ad una “mentalità”, ad un salto culturale, che non come ad un’alternativa qualsiasi al modo di produzione. Il pensiero liberale si è imposto come cambio di paradigma ed è basato su un’autoregolazione del mercato che esiste solo nella fantasia, come quella di una “mano” che non si vede. Concetti come “decrescita” e “frugalità” hanno a che fare con il concetto di limite, un concetto che aveva un grande valore nell’antica Grecia e che oggi è stato sostituito dal suo opposto: l’illimitato. Per recuperare il limite come valore è necessario tornare alle poleis greche, cioè al comunitarismo? Io sono un fiero avversario dell’universalismo, cioè di quella ideologia secondo la quale ci sono valori assoluti determinatisi in Occidente ed esportabili in tutto il mondo. Pertanto, credo che le comunità locali siano una Bordin con Serge Latouchevalida risposta alla globalizzazione del mercato, che è la nuova veste assunta dall’imperialismo, seppur più subdola e pericolosa di altre ideologie del passato.
La Terra è un pianeta con un ecosistema finito, ma l’universo ci vene raccontato come infinito, o perlomeno in espansione. Si può sostenere che il concetto di limite sia dato da limiti umani che verranno a breve superati, oppure anche l’universo ha dei limiti? La fisica non sostiene affatto che l’universo sia infinito, ma a prescindere da questo non è stato ancora detto come trasportare gli esseri umani, probabilmente tutti, e cioè 7 miliardi, nel pianeta vivibile più vicino. Secondo alcuni, il pianeta vivibile più vicino si trova a decenni di anni luce dalla Terra, e non è nemmeno sicuro che sia idoneo alla nostra sopravvivenza. Inoltre, nessuno è ancora in grado di dirci con quale tipologia di carburante si potrà inaugurare una simile Arca della salvezza. L’ipotesi transumanista non è percorribile al momento e, direi, non è nemmeno auspicabile. Qual è lo stato dell’arte del progetto sulla decrescita? Ad alti livelli il dibattito – anche in Francia – è zero, nel senso che non se ne parla e non se ne vuol parlare tra istituzioni e politici, e stessa cosa dicasi per il mondo accademico. Diverso il discorso per l’ambito culturale, tra le associazioni e tra le persone comuni. Temo però che a prescindere dal dibattito, il collasso del sistema sia dietro l’angolo e che quindi poi il cestino, a cose fatte, ci farà esclamare: “Troppo tardi, coglioni!”.
(Serge Latouche, dichiarazioni rilasciate in una recente conferenza a Sernaglia della Battaglia, Treviso, moderata e condotta da Massimo Bordin, che ha riportato il testo integrale della conversazione del suo blog, “Micidial”, il 9 novembre 2018).

lunedì 19 novembre 2018

malattie imposte dal mercato

Le case farmaceutiche sono ormai talmente schiave del denaro che il loro obiettivo non è più curare le persone ma rendere le persone malate per poterle poi curare.

Ultimamente si producono sempre più spesso farmaci, test diagnostici o apparecchiature mediche. Alcuni di questi hanno un gran valore terapeutico, molti sono solo delle copie di farmaci già esistenti o nuove fantasiose sperimentazione per malattie immaginarie. In commercio vi sono oltre 12000 specialità farmaceutiche, ma non esiste un numero sufficiente di malattie per giustificare l’esistenza di tanti medicinali. La maggior parte di essi, probabilmente, servono a combattere gli effetti di altri farmaci.

LA FORZA DEI MASS MEDIA A FAVORE DELLE CASE FARMACEUTICHE

In questi ultimi anni stiamo assistendo sempre di più alla diffusione da parte dei mass media di messaggi di paura che, quando vengono adeguatamente analizzati, si rivelano non solo ingiustificati, ma addirittura appositamente creati e gonfiati secondo un piano prestabilito. Oggi la gente è seriamente terrorizzata: le malattie o semplicemente i piccoli disturbi, sono diventati preoccupazioni all’ordine del giorno. I media bombardano giornalmente i poveri uomini di questa terra con notizie allarmanti di pandemie, epidemie, contaminazioni, facendogli credere che potrebbero essere affetti da chissà quale malattia mortale.
Non è cambiata la salute della gente, ma il modo in cui viene percepita...


Al giorno d’oggi i disturbi fisici e mentali sono aumentati, il che non è dovuto ad un cambiamento della gente, o ad un aumento dei pericoli, è solo una questione di paura, fomentata attraverso i mezzi d’informazione.

Ora anche la più semplice influenza diventa rischiosa. Ed eccoci così pronti ad acquistare vaccini che ci rassicurano. Ma ci siamo chiesti il motivo di quest’aumento delle patologie? Perché oggi un bambino molto vivace è definito come affetto da sindrome da deficit di attenzione? O la timidezza è diventata un disturbo sociale ansiogeno? Perché semplici modi di essere sono diventati rischiosi? Forse dietro tutto questo c’è qualcuno che dice di lavorare per il bene comune, ma la realtà è che lavora per il proprio bene.

LE COLPE DELLE CASE FARMACEUTICHE E DI COLORO CHE LE SOSTENGONO

Le case farmaceutiche sono le sole responsabili, affiancate e sostenute ovviamente da governi e organizzazioni malavitose, che deliberatamente pensano a gonfiare le proprie tasche, infischiandosene della povera gente che si fida di loro. È solo una questione di soldi e interessi, nient’altro. Non importa se si fanno vaccini inutili, e a volte pure rischiosi, non importa se si cura il cancro con chemioterapia e radioterapia, entrambe cure (se così possiamo chiamarle), che nella stragrande maggioranza dei casi indeboliscono e infine uccidono la gente. A questi uomini di potere non importa.


L’uomo di oggi dorme un sonno profondo. L’uomo di oggi dovrebbe cominciare a rendersene conto, dovrebbe svegliarsi, aprire gli occhi, pensare e capire che ciò che viviamo, molto spesso, è un condizionamento dei media a favore delle case farmaceutiche. Non siamo nemmeno più liberi di essere in salute e non siamo nemmeno liberi di essere malati. Attraverso la ragione e il buon senso potremmo vivere una vita tranquilla, lontana e indisturbata da paure inesistenti.

Fonte: fintatolleranza.blogspot.it

fonte: https://crepanelmuro.blogspot.com/

venerdì 16 novembre 2018

scie belliche: l'accordo segreto di Bush & Berlusconi



di Gianni Lannes


(testo già pubblicato nell’aprile 2014)
Sperimentazioni: veleni di Stati dal cielo al respiro vivente. A rischio l’integrità ambientale, la salute umana e la libertà. La nocività ambientale non è soltanto una conseguenza deleteria del modo di produzione capitalistico, ma soprattutto una strategia di controllo del sistema di dominio sull'umanità. 

I segreti più grandi sono sotto gli occhi indifferenti di tutti. Per dirla con Honoré de Balzac (Le illusioni perdute): 

«Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale, piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia “ad usum delphini”; e poi c’è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia ignominiosa».

I militari grazie all'omertà e alla sudditanza anglo-americana dei politicanti tricolore, hanno trasformato il Belpaese e l’Europa in una gigantesca camera a gas, grazie alle complicità istituzionali e all’omertà dilagante degli scientisti. Ecco quello che combinano ogni giorno, scaricando veleni nell’aria.


Le operazioni clandestine di aerosol sono state realizzate nei primi anni ’60 del XX secolo, ma hanno avuto un incremento decisivo in Europa, a partire dal 2002. I primordi dell’operazione di copertura erano insiti nella mente perversa di Edward Teller;, inventore della bomba all’idrogeno, che sulla scorta del Memorandum Groves del 1943, consigliò di usare armi nucleari in regioni abitate per fini economici di spopolamento. Teller è stato direttore emerito del Lawrence Livermore National Laboratory, dove furono elaborati i piani per le armi nucleari, biologiche e ad energia diretta.

Nell’agosto 1997 Teller inviò un progetto in Italia, in un simposio svoltosi ad Erice sotto l’egida di Antonino Zichichi. Vale a dire: il suo proposito di usare l’aviazione civile per diffondere nella stratosfera milioni di tonnellate di metalli elettroconduttivi; ufficialmente per ridurre il riscaldamento globale. Teller ritenne che anche l’aviazione militare potesse essere usata per nebulizzare a bassa quota queste particelle tossiche nell’aria.



Detto e fatto qualche anno più tardi, nel 2001, a seguito dell’accordo Italia-U.S.A. definito “Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima”, correlato all’inganno universale del cosiddetto “riscaldamento globale”. Si tratta di accordi internazionali, indirizzati a costituire un alibi per le inevitabili violente mutazioni climatiche che la diuturna diffusione di metalli e polimeri in atmosfera ha determinato. Tra questi un innaturale “effetto atmosfera” indotto proprio dalle cosiddette “scie chimiche” e dalle emissioni elettromagnetiche. La stessa NASA, pur definendole in modo menzognero “contrails” ovvero “scie di condensazione”, imputa a queste coperture artificiali un riscaldamento anomalo della bassa atmosfera.
Esattamente il 19 luglio 2001 nel corso del G8 a Genova, durante la mattanza della pacifica popolazione giunta da gran parte d’Italia e l’omicidio di Carlo Giuliani i capi di governo USA (Bush George W. ) & Italia (Berlusconi Silvio) sottoscrivono un accordo segreto sulla sperimentazione climatica in Italia. Il 22 gennaio 2002 tali accordi mascherati dalla “ricerca climatica” vengono ratificati a Roma.

Nel Belpaese come al solito non vi è traccia di un evento militare così pericoloso e compromettente per il sistema di potere. La popolazione viene mantenuta all’oscuro di tutto, mentre si mandano in onda disinformatori sgangherati, pennivendoli prezzolati e negazionisti quotati in televisione.

Ecco, tra l’altro, cosa è scritto nel sito web della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato a Washington, a differenza di quello che non compare nel portale di Palazzo Chigi e del Quirinale:

«On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation…».

Dunque, cambiamenti climatici indotti e collaborazione, si fa per dire della serie USA l’Italia. Dalla documentazione delle autorità nordamericane emerge che in questa vasta operazione gestita in prima battuta dal Pentagono, dalla NASA e dalla NATO, sono coinvolte addirittura le industrie e le multinazionali più inquinanti al mondo: Exxon Mobil, BP Amoco, Shell, Eni, Solvay, Fiat, Enel, eccetera. Tutti insieme appassionatamente, compreso il settore scientifico: università italo-americane, Enea, Cnr, INGV, Arpa e così via. Insomma, controllori e controllati. L’Enac addirittura ha partecipato ad un test “chemtrails” in Italia insieme a Ibm, ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Aeronautica e ovviamente Alleanza atlantica.

Nell’allegato 4 (“Cooperazione Italia-USA su scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici), oltretutto si legge:

 «sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale; 2. lo studio, l’analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica); 3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura). In dettaglio le attività saranno: 1. l’esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione 2. l’approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo 3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell’ambito di esperimenti di laboratorio 4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2 Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali. Questo WP si inserisce anch’esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale. Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio…».

Se non c’è non niente di pericoloso per la salute collettiva, perché nascondere ed occultare? Forse perché la vasta e complessa operazione va ad intaccare i cicli biologici e compromette la qualità della vita. A livello politico l’iniziativa, almeno durante il Governo Berlusconi è stata gestita dal ministro Altero Matteoli, di professione ragioniere, ma anche dal redivivo Corrado Clini. A livello tecnico (CNR), in prima linea c’è soprattutto Franco Prodi, fratello di Romano Prodi. Lo stesso Franco Prodi che in un’intervista del giornale AAM TERRA NUOVA (numero 229 del 23 maggio 2008) nell’articolo intitolato “Allarme scie chimiche: cosa c’è di vero?” ha sostenuto ovviamente:

«Non mi consta che esistano esperimenti militari con dispersione di aerosol, tanto meno a danno della popolazione. Se ci fossero, sono certo che noi l’avremmo comunque saputo».

Chi è Franco Prodi? Un lancio d’agenzia giornalistica, ai tempi dell’ultimo governo Prodi, informa che «Il consiglio dei ministri di ieri ha confermato il professor Franco Prodi, fratello del premier, alla presidenza dell’Istituto del Cnr che studia la scienza dell’atmosfera e del Clima».

Nel 2003 il ministro della difesa, Antonio Martino, ha autorizzato le forze aeree USAF a sorvolare lo spazio italiano per provvedere alle irrorazioni chimiche, come da accordo USA l’Italia.



Procedura: Comunicazioni del Governo in Commissione
XIV Legislatura

Comunicazioni del Governo sulle attività di sorvolo del territorio nazionale da parte di forze aeree di Paesi alleati

Commissioni congiunte 4ª Camera (Difesa), 4ª Senato (Difesa)
Seduta n. 3 del 21 gennaio 2003 (ant.)



Tutto torna. Non a caso, il primo atto parlamentare (interrogazione a risposta scritta 4-05922) sull’aerosolterapia bellica in Italia risale al 2 aprile 2003. Ed è stato indirizzato da un deputato dell’allora PDS, ovvero da Italo Sandi al ministro della Salute. Dopo 15 anni, quell’atto interrogativo non ha ancora avuto una risposta da ben 6 Governi tricolore (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi). Matteo Renzi si è limitato ad annunciare in televisione (al programma Ballarò della Rai) addirittura il trattamento sanitario obbligatorio agli iscritti del Pd che si azzardano a parlare di scie chimiche). Insomma, censura di potere da rispedire al mittente.
Anche una successiva interrogazione a risposta orale a firma degli onorevoli (PDS) Piero Ruzzante e Italo Sandi (interrogazione a risposta orale 3-02792 presentata lunedì 27 ottobre 2003 nella seduta 379 al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute, al Ministro della difesa, attende ancora una spiegazione dal Governo italiano.


Nel 2005 una risposta ambigua, menzognera e contraddittoria è stata fornita dal ministro della Difesa Antonio Martino.

Le leggi della fisica non sono mere opinioni. Le scie di condensa si formano notoriamente al di sopra degli 8 mila metri di altitudine, con meno 40 gradi centigradi e umidità inferiore al 70 per cento.

 Anche l’interrogazione a risposta scritta 4-05994 depositata da Katia Belillo giovedì 20 dicembre 2007 nella seduta numero 262, e indirizzata al ministro della Salute, non ha avuto alcuna risposta dal governo di centro sinistra e dai governi di centro destra. Se è tutto a posto, e non c’è alcun problema, allora perché chi governa lo Stato non risponde a simili interrogativi?

A parte il ministro Alfonso Pecoraro Scanio – un verde di facciata – che ha fornito una spiegazione menzognera, al ministro Antonio Di Pietro in una trasmissione televisiva è scappato di bocca quanto segue:




Qui sotto riporto i termini esatti pronunciati da Antonio Di Pietro alla televisione locale Canale Italia. Parole con le quali egli ammette con evidente imbarazzo l’esistenza delle “scie chimiche” attribuendole, con un incredibile giro di eufemismi, all’attività militare delle basi USA-NATO presenti nel nostro territorio. Domanda del telespettatore: Mi piacerebbe che lei facesse chiarezza davanti a tutti gli italiani e a tutto il Parlamento su due elementi fondamentali che assillano gli italiani, e poi vorremmo sapere come mai degli aerei della NATO ci sorvolano sopra la testa rilasciando scie chimiche con metalli pesanti e bario?

L’ex ministro Di Pietro: 

«…Con riferimento invece alla questione degli aerei qui è un problema ancora più complesso; i nostri spazi, ma non solo i nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati (Soru sta facendo una grande battaglia), sono occupati da realtà militari non italiane. Ora, che ci debba stare dislocato nel territorio mondiale dei luoghi di ammassamento, accumulamento e detenzione, per l’amore di Dio, ma che debba essere tutto questo fatto senza nemmeno il coinvolgimento, noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo».


Conduttore della trasmissione: Pare che ce ne siano …

Di Pietro: «Ce ne siano …».

Conduttore della trasmissione: Pare, si è parlato di Aviano, insomma …

Di Pietro: «Ma non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità, dopo di che tutti noi dovremmo assumerci le nostre responsabilità, ci mancherebbe altro. Tutti quanti vorremmo, io sento dire molte persone, non ci deve stare … ho sentito anche in alcune discussioni di programmi la polizia deve essere disarmata; eh mi piacerebbe pure a me».

 Mister Di Pietro non ha negato l’esistenza delle scie chimiche, e ciò nel linguaggio dei politicanti è già fin troppo esplicito, ma ha pure tirato in ballo le basi USA-NATO affermando che lì fanno quello che vogliono. Ha poi giustificato questa triste realtà facendo intendere che purtroppo, come la polizia ha bisogno delle sue armi, così gli eserciti hanno bisogno delle loro.

Il Parlamento europeo con delibera A 4-0005/99 del 14 gennaio 1999 si e espresso contro le sperimentazioni HAARP (con base in Alaska-Usa ed impianti fissi e mobili diffusi in gran parte della Terra). Come si evince dal report 2013 e 2017 dell’Agenzia europea per l’Ambiente “Air Quality in Europe”, il vecchio continente è pesantemente inquinato. La spettrometria e lo spettroscopia ha evidenziato nell’aria che i popoli europei respirano attualmente misture di veleni tossici, aerosol di dimensioni microniche e submicroniche.

L’aerosolterapia bellica coattiva, infatti, ha pesanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente. Le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri. L’alluminio, notoriamente (un fattore determinante nell’Alzheimer) è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari. L’’intossicazione di metalli, soprattutto il bario, produce un abbassamento delle difese immunitarie. Alluminio e bario modificano il ciclo vegetale ed uccidono la flora batterica dei terreni.

La diffusione in atmosfera di metalli pesanti come bario, alluminio, manganese e così via, costituisce il colpo finale all’ambiente ed alla salute umana, giacché questi elementi chimici sono neurotossici e perciò inducono patologie neudegenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, la Sla, nonché leucemie, tumori, malattie respiratorie gravi come la bronchiolite costrittiva.


L’unico punto ancora determinare è il livello di inquinamento e il grado di compromissione della salute collettiva. Che influenza ha l’aerosolchemioterapia di massa sulla salute pubblica e sulle singole persone, in particolare a danno dei bambini? Quali malattie infettive dell’apparato respiratorio sono state già provocate dalle scie chimiche? Quali allergie sono state scatenate dall’intossicazione acuta e cronica da metalli pesanti?

La Corte costituzionale con la sentenza del 24 maggio 1977 numero 86 ha sancito che «il segreto può trovare legittimazione solo ove si tratti di agire per la salvaguardia di supremi, imprescindibili interessi dello Stato (quali l’indipendenza nazionale, l’unità e indivisibilità dello Stato, la democraticità dell’ordinamento), la Corte dichiara che mai il segreto potrebbe essere allegato per impedire l’accertamento di fatti eversivi dell’ordine costituzionale».

Naturalmente, non è il caso di questo avvelenamento di massa perpetrato impunemente dal 2002, da chi controlla lo Stato italiano addirittura dall’estero, violando apertamente l’articolo 32 della Costituzione repubblicana, calpestando la Convenzione europea di Aarhus del 1998 (ratificata dalla legge dello Stato italiano 108 dell’anno 2001).

Riferimenti:











































lunedì 12 novembre 2018

la propaganda di Bono e la morte della sinistra



ARTICOLI CHE FAREBBERO DIVENTARE LEGHISTA ANCHE MARX presenta:

L'articolo apparso su Rolling Stone con tanto di bandierone europeo, durante il concerto degli U2 di Milano, veicola una sottile propaganda filopadronale... «Grazie per la tolleranza che mostrate ai rifugiati». «Non sapevamo che reazioni avrebbe suscitato l’omaggio all’Europa», ha detto Bono.
La frase è ambigua e si presta a diverse interpretazioni, volutamente doppia, al tempo stesso paracula e provocatoria. Paradossalmente questa provocazione mette a nudo le contraddizioni di una certa "finta sinistra" italica ed occidentale, e si presta per criticare una certa forma pensiero oggi dominante, che bisognerebbe iniziare a smantellare.


- "BONO ringrazia la presunta generosità italica "sinistroide" (solitamente individualista e conservatrice) sull'ipocrita accoglienza incontrollata degli stranieri, o, ironicamente dice un bel "GRAZIE AL C...", italiani di merda che avete votato per un governo populista?"
Generosità italica sinistroide, ipocrita, tipica proprio di quella pletora benpensante che va in crisi appena vede una spiaggia affollata e, poi, in un vistoso cortocircuito logico, pretende da un Stato che rifiuta a priori (secondo cortocircuito logico) un regime surreale di accoglienza senza regolamentazioni, come accadesse su di un territorio infinito (l'importante non sia il loro) e attraverso risorse sterminate, creando di fatto una guerra tra poveri.
Nessuno che possa osare nemmeno da sinistra di inquadrare il problema del concetto di immigrazione incontrollata (come se accadesse su di un piano metafisico e non sul loro pianerottolo di casa, li diventerebbero i primi nazi, i peggio razzisti), fregandosene poi del passaggio successivo che accadrà in futuro, ben sapendo che il 99,9% di quei poveracci finiranno nella piovra della criminalità.
Ma di quello chi se ne frega, l'importante è averla sfangata anche stavolta, l'importante è non sentirsi razzisti, poi, alla fine "cazzi loro e nostri", ovviamente, l'importante alla fine è trovare una "spiaggia poco affollata" anche questa volta (pensiero magico dissociato).

Questa è la situazione della cultura a sinistra oggi, sia della cultura antagonista, che quella radical chic, forme culturali che in realtà di sinistra e di progressista non hanno affatto nulla.
Questa strana alleanza tra proto-pankabestismo da un lato e aristofreakismo dall'altro, è proprio il cavallo di troia del peggior ordo-liberismo tecnocratico e mafioso che ne strumentalizza a suo vantaggio, da SEMPRE, i presupposti per destrutturare la res pubblica in nome di un presunto ecumenismo dove qualcuno è più uguale di altri.
Lo schema di potere, che per natura è astratto e non materiale, si avvale proprio di questa insolita alleanza, tra chi si "limita" a combattere fantasmi del passato e chi, in una scala di priorità tipica della cultura sinistroide aristocratica ed individualista (quindi poi di destra), non parla di politiche del lavoro e di stato sociale, ma si masturba di diritti civili (sicuramente fondamentali), che poi non riesce a materializzare, diritti poi declinati e materializzati solo per il proprio salotto, mentre supinamente accetta (ulteriore cortocircuito, l'ennesimo) il burqa altrui e le altrui "culture" misogine e maschiliste.
No al crocifisso (che personalmente ci potrebbe pure stare) ma si al velo e alla cultura reazionaria ed omofoba musulmana, tanto poi la subiscono le donne degli altri, le nostre fortunatamente possono prendere il sole nude.
L'importante è sfangarla ancora una volta con l'ipocrisia di non sentirsi razzisti, proprio perché, poi intimamente, lo si è veramente tanto.
Sinistra misera e piccolo borghese che, dalla cultura cattolica, ha ereditato solo l'aspetto formale buonista e non sostanziale, solidaristico reale.


Di questo è morta e muore la sinistra, della rozza ignoranza, dell'aver creduto a dogmi fallaci contaminati dalla destra latomistica, che ne ha strumentalmente spostato a destra i connotati sulla livella valoriale e politica.
Muore perché è in contraddizione con se stessa e vive di cortocircuiti e fallacie logiche continue, senza peraltro rendersene conto, un po' per cecità culturale, un po' per cinismo, un po' per congenita ignoranza, un po' per analfabetismo funzionale.
La sinistra muore perché i suoi paladini sono 4 artisti miliardari che vanno a braccetto con Bush e la Clinton, muore perché ha abbandonato lentamente da decenni le politiche popolari socialiste, perché ha abbracciato il liberismo selvaggio come unica soluzione a tutti mali, perché si è scordata delle politiche sovraniste economiche (non nazionaliste, che oggi sono incarnate al contrario dal GLOBALISMO tecnofascista), muore perché ha sposato e fatto sposare ricette economiche sbagliate al popolino in astinenza da teorie economiche progressiste.
Muore infine per rosicamento ed anche un po' di insano masochismo congenito.

Gli U2, gruppo lacche' del sistema, i cui membri sono affiliati alle peggio lobby massoniche neo-aristocratiche, da sempre pappa e ciccia con criminali come BUSH, CLINTON, BLAIR, si permettono di trollare, facendo gli zerbini del padronato, dicendo che l'Italia non accetta i rifugiati (oppure, ironicamente ringraziandoci che siamo "troppo buoni" ed unici ad accettarli), quando, al contrario, i loro amici altolocati sono proprio coloro che, le famiglie di quei migranti, le hanno sterminate nei loro paesi con guerre imperialiste, sfruttandone le risorse.
BONO, con tutti i soldi che hai fatto, con tutti i miliardi che la gente ti ha dato, fai una bella cosa, crea una città meravigliosa dove si possano accogliere tutti quei migranti che fuggono dalle guerre che hanno provocato i tuoi padroni, non fare il moralista PROPRIO tu che sei il prodotto ordoliberista di un sistema amorale e criminale.
Non mi far rendere simpatico pure un Salvini...  
Pulisciti il culo con quella bandiera tecnofascista.


https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/gli-u2-a-milano-con-la-bandiera-dellue-grazie-per-la-tolleranza-che-mostrate-ai-rifugiati/431708/

fonte: http://maestrodidietrologia.blogspot.com/

venerdì 9 novembre 2018

due amici (mercoledì 24 ottobre 2018)

tu che non ti fidi dell'abbaglio,
ricordi lo scorso luglio, dopo il risveglio,
apparire una scia chimica grossa e bassa
che, come dire, sembrava ci volesse rapire...
E non sbaglio quando aggiungo nelle giornate chiare di sole,
il dettaglio di vederle meglio...

Un progetto perfetto scritto e firmato sul foglio,
la costruzione dell'imbroglio è come una estesa di petrolio
che oltrepassa lo scoglio lievitando il portafoglio,
non certo il nostro, se cadesse non si udirebbe il tonfo
tanto è sgonfio. Se introduci l'intruglio diventi uno sbaglio,
non hai il tempo di fare il bagaglio per cambiare meta,
purtroppo il pianeta è controllato dalla A alla Z,
ogni tipo di status quo ordinario e il suo contrario...

Il mondo è mostruoso e noioso,
il genocidio silenzioso e meticoloso avvia l'avvelenamento di massa,
la salute cala, la gente si ammala, la bara paziente aspetta,
è una metodologia da cui non ci si può difendere
perché nei confronti della vita continua ad offendere...
l'aria atmosferica è una camera a gas
che non è la stessa cosa della bibita gassosa che si beve al bar...

Prendi una giornata normale, nuvole, niente di speciale,
all'improvviso l'arrivo di un tornado artificiale,
pioggia fantozziana pilotata dal rubinetto elettro magnetico,
l'addetto lo chiude e lo riapre in un'altro palcoscenico.
Ad ottobre c'è stato un caldo matto, mercoledì ventiquattro
gradazione ventotto, esagerato come lo sarà il gelo programmato...

Per distrarre la cavia ecco l'immondizia televisiva,
è fresca come l'acqua calda, quando la bevi lo stomaco balla,
e poi la solita paternale del quinto canale
dove l'omofobia appare un preoccupante segnale,
ma l'omofobia è creata da chi detiene la supremazia,
basta alzare la barriera di foschia.
Alessandro Cecchi Paone, saccenza, superiorità, postura accademica,
ti spiattella l'origine della caciotta e dell'aritmetica,
Francesco Monte, logorroico,
uomo del Sud, del Nord e del centro storico,
Fedez e consorte inneggiano allo spreco e subito dopo:
"scusate era solo un'eco"...

Si può essere eccentrici e stravaganti
dipingendo col sangue mestruale delle amanti,
si può urlare forte, barare alle carte, modificare la sorte,
scambiare la parte ma alla fine siamo tutti
quanti dei condannati a morte.
Del resto la morte la si accetta per dato di fatto,
ma al contempo la si subisce per forma di ricatto.
Considerato che il tratto è ridotto, sai che facciamo?
Andiamo a mangiare al ristorante qua sotto,
offro io cena e vino rosso