lunedì 21 marzo 2016

i soliti sospetti



« La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste. »

(Roger "Verbal" Kint / Kevin Spacey)

The Usual Suspects è un film del 1995 diretto da Bryan Singer.

È stato presentato fuori concorso al 48º Festival di Cannes.

Trama

In seguito all'esplosione di una nave sospettata di trasportare droga nel porto di San Pedro a Los Angeles, il piccolo truffatore invalido Roger "Verbal" Kint, implicato nella vicenda, ma già prosciolto dal procuratore, viene costretto a subire un ultimo interrogatorio dall'agente di polizia doganale David Kujan. La storia viene presentata come la ricostruzione della deposizione di "Verbal" Kint, e si alterna con scene della deposizione stessa.

New York, un camion di fucili viene rubato e un gruppo di pregiudicati viene fermato per un confronto all'americana: si tratta dell'ex poliziotto corrotto Dean Keaton, di "Verbal" Kint, dello scassinatore Todd Hockney e dei ricettatori McManus e Fenster.

I cinque si conoscono solo superficialmente o di nome e non hanno mai lavorato assieme, tuttavia decidono di eseguire un colpo, proposto da McManus, in grado di mettere nei guai il dipartimento di polizia di New York, e far loro ottenere vendetta per il trattamento ricevuto: dopo essere stati liberati per insufficienza di prove rapinano due poliziotti corrotti che scortano illegalmente un trafficante di pietre preziose. Il colpo riesce e la banda si dirige in California per rivendere gli smeraldi del bottino a un ricettatore conosciuto da McManus: il ricettatore propone quindi ai cinque un altro colpo, ai danni di un commerciante di gioielli. Il gruppo accetta ma durante il colpo essi sono costretti ad uccidere il bersaglio, e scoprono che costui aveva con sé non gioielli ma cocaina. Il ricettatore che aveva proposto il colpo si difende sostenendo che gli era stato suggerito da un misterioso personaggio, un avvocato di nome Kobayashi.

Costui dichiara di lavorare per Keyser Söze, un misterioso boss criminale che nessuno ha mai visto o conosciuto, e sul quale aleggiano diverse leggende: a suo dire tutti e cinque i delinquenti hanno in passato, in qualche modo, "pestato i piedi" a Söze, e ora quest'ultimo pretende che essi compiano un colpo su commissione quale risarcimento dei danni ricevuti.

Dopo un primo rifiuto, al quale segue l'uccisione di Fenster da parte dei sicari di Söze, e non prima di aver toccato con mano la capacità di questo boss di mettere in pratica le proprie minacce, i quattro rimasti decidono di collaborare. Il piano consiste nell'assaltare una nave nel porto di Los Angeles, a detta dell'emissario di Söze, carica di droga di proprietà dell'organizzazione concorrente a quella del misterioso boss. Fin dalla sua progettazione il piano si rivela come estremamente rischioso, tanto che Dean Keaton, di nascosto dagli altri, invita "Verbal" Kint a non parteciparvi, riuscendo in questo modo a salvargli la vita. Durante la concitata operazione, si scopre che il vero bersaglio non era la droga (che infatti non è presente), ma un uomo: l'unico testimone in grado di identificare Keyser Söze.

Kujan arriva alla conclusione che, se Keyser Söze esiste veramente, deve essere per forza Keaton: l'unico in grado di creare un confronto con i contatti che si era creato lavorando con la polizia, l'unico che con il suo carisma riusciva a tenere a bada gente come Fenster e McManus e l'unico in contatto con l'avvocatessa Edie Finneran; avendo scoperto ciò che gli interessava dà il permesso a Verbal di lasciare il commissariato.

Ma successivamente Kujan si rende conto di essere stato manipolato: le dichiarazioni di Kint sono state improvvisate usando come spunto le scritte sui foglietti della bacheca al commissariato e, vedendo l'accanimento che il commissario aveva nei confronti di Keaton, aveva fatto in modo di far convergere gli avvenimenti a sfavore di quest'ultimo. Kujan capisce che "Verbal" Kint altri non era che Keyser Söze ma quando questi tenta di catturarlo ormai è troppo tardi: Keyser Söze è già sparito, come nelle leggende che lo vedono protagonista.

Citazioni e riferimenti

La famosa scena del confronto dei sospetti (che richiama la scena iniziale di Crimen di Camerini) è ormai divenuta un cult nella cultura pop di oggi, tanto da essere utilizzata in tantissime opere televisive e cinematografiche.

Il finale di Scary Movie, con la scoperta dell'identità del colpevole dopo che questi si è dileguato, è stato girato in maniera molto simile al finale de I soliti sospetti.

Nel film The Onion Movie, in uno sketch dove si vede il classico confronto dei sospetti, l'anziana donna incaricata di riconoscerli è vestita esattamente come Verbal Kint.

Viene citato nel singolo Kevin Spacey di Caparezza.

È stato citato nel film American Sniper di Clint Eastwood.

È stato citato da MezzoSangue nella canzone "Esistenzialismo".

fonte: Wikipedia

SCENA CHIAVE

SCENA FINALE

sabato 19 marzo 2016

il grande fratello è il fisco italiano


L’operazione anagrafe tributaria 2016 è cominciata. Entro il 31 marzo le banche, le poste e gli operatori finanziari dovranno riversare alla grande Anagrafe dei rapporti finanziari i saldi e tutti i movimenti bancari che gli italiani hanno fatto durante lo scorso anno. Tra pochi giorni affluiranno nei database dell’Agenzia, per mail certificata o direttamente attraverso format on line, i dati 2015 di circa un miliardo di rapporti: conti correnti e carte di credito con relativo codice fiscale e Iban, conti titoli, prodotti finanziari e assicurazioni. Tanti minuscoli dossier dove figureranno: i saldi di inizio anno, quelli di fine anno e le giacenze medie.

A questa massa di informazioni, che riguardano le operazioni legate in qualche modo al conto corrente bancario, si aggiungeranno circa 100 milioni di operazioni “fuori conto”: richieste di assegni per contanti, bonifici, cambio valuta e cambio di assegni. Una sorta di tracciabilità assoluta che riguarderà anche i passaggi fisici di denaro e preziosi, dove spesso si annidano il riciclaggio e il “nero”: all’Anagrafe dei rapporti finanziari banche e operatori dovranno riversare la titolarità di cassette di sicurezza con il numero totale di accessi all’anno e le posizioni in oro e metalli preziosi con importo totale e numero di operazioni effettuate.  La cyber-operazione anti evasione entra così a regime con l’obiettivo di recuperare risorse sottratte allo Stato e di battere il record storico di 14,9 miliardi raggiunto lo scorso anno.

Ciò che scrive Repubblica è risibile. Loro stanno integrando lo stato nelle banche, non viceversa. Cosa hanno dimostrato il salva-banche e altri provvedimenti recenti? Che le banche possono prendere possesso delle case di chi non paga il mutuo anche senza azione giudiziaria (senza lo stato) però, se le banche truffano i clienti (vedi le 4 banche), lo stato risarcisce le banche responsabili ma non i suoi cittadini. Non solo. Gli stati di fatto diverranno le banche con la fusione di carta di identità con il bancomat.

Poi c’è un buco nero terrificante di cui nessun giornale parla: con la recente depenalizzazione di molti reati, l’ammenda è stata trasformata in pena pecuniaria (cioè si versa una somma di denaro = multa). Ora, succede che chi non ha intestato nulla e/o non percepisce ufficialmente reddito, non pagherà mai. Quindi, il semplice caso di un immigrato regolare ma nullatenente e che guadagna in nero. Costui o costei non pagherà le multe stradali, per mancanza di assicurazione RC, non si può pignorare i suoi beni (non ne possiede ufficialmente) per morosità nell’affitto e spese condominiali evase. Idem per le tasse e mense per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Le cartelle Equitalia valgono solo per i beni esistenti sul territorio italiano.

Significa che, ad esempio, se uno sceicco arabo, legalmente residente, non paga l’assicurazione della macchina e provoca incidenti, il massimo che gli può succedere è il sequestro del mezzo, se da noi ha intestato solo quello e non ha qui un conto in banca. In sostanza, ci sono milioni di persone (non soltanto stranieri evidentemente) che non sono assoggettati al fisco. I contratti d’affitto regolarmente registrati, le multe inviate a casa per divieto di sosta o salita sul bus senza biglietto, sono carta straccia.

Quindi questo altro provvedimento “contro l’evasione fiscale”, tanto caldeggiata da tutti i partiti politici, è una bufala per fregare i soliti imbecilli che pagano le tasse a questo stato di pagliacci.

Fonte - Fonte - Fonte

fonte: freeondarevolution.blogspot.it

l'illusione Art Nouveau


leggiadra e coloratissima.
una festa per gli occhi, donne bellissime e pregiate che si trasformano in stagioni, stelle, mesi dell'anno, pietre preziose, arti femminili.
una vera gioia, un monumento alla bellezza, ideale, femminile.
c'è anche il divismo di Sarah Bernhardt oltre che le immagini pubblicitarie della vita comune, biscotti profumi e cioccolato sempre veicolate dalla sensualità femminile.
l'Art Nouveau di Alfons Mucha sembra fatta per dimenticare, dimenticare il reale e sognare l'ideale, queste donne appartengono a una fantasia irraggiungibile, le atmosfere floreali, orientali, angeliche, sensuali sono fuori dal tempo, sono gemme di un universo magico.
ho perfino pensato che è bello essere donna, quale sogno, mi sono dimenticata della pesantezza del corpo e dell'anima, sono stata accecata dalla luce fortissima dell'illusione artistica, poi a casa c'erano i letti da rifare e il cardiologo da chiamare.
 
 
Milano, Palazzo Reale, fino al 20 marzo 2016

fonte: nuovateoria.blogspot.it

martedì 15 marzo 2016

la sacralità delle api


L'ape è da sempre investita del più profondo ed inspiegabile mistero, agli occhi degli antichi era una messaggera, che “viaggiava sui sentieri della luce” portando con sé i messaggi che gli uomini inviavano agli Dèi.
Le api sono allevate da migliaia di anni per la produzione del buon miele, ma i loro favi venivano depredati già da tempi molto più antichi dell'avvento dell'apicoltura come fonte primaria di cera assai usata nella fabbricazione di candele. 

Nell'antico Egitto i rimandi simbolici alla luce e al colore dorato del miele fecero dell'ape un insetto solare, nato dalle lacrime del Dio Sole "Ra". Quando le sue lacrime caddero a terra, vennero trasformate in api che costruirono arnie e produssero miele. Ciò fece sì che la cera d'api venisse onorata come sacra e che le candele fatte con la cera d'api venissero usate unicamente dai capi spirituali.. E' noto che la cera era usata dagli egizi anche per la mummificazione. 
E' curioso, però, notare che il termine "mummia" non è di origine egizia; esso deriva dall'arabo "mum" o "moum", cioè la cera con cui i figli del Nilo impregnavano le fasce nelle quali avvolgevano i cadaveri, ma che pure i Persiani e gli Sciiti adoperavano per ricoprire i loro morti, al fine di impedirne la decomposizione.

Non solo gli egizi, ma svariati popoli trassero lezioni dall'organizzazione sociale delle api, dove le operaie provvedevano al reperimento e trasporto del nettare e del polline, alla costruzione e pulizia del favo, alla nutrizione dei giovani e alla difesa dell' alveare. Emblemi della diligenza e del coraggio, incarnavano virtù spirituali e politiche meno evidenti. La loro regina (allora scambiata per il Re) era il simbolo della regalità, e loro, in quanto "esseri di fuoco" alati, erano associate alla purezza e rappresentavano l' anima in molte culture mediorientali ed in tutta la zona che si estendeva dalla Siberia all' Asia centrale e al golfo del Bengala...


Gli antichi Babilonesi (1600 a. C. circa) veneravano il dio Mithra che era rappresentato come un leone che teneva nelle sue fauci un’ape. Ape infatti, nella lingua locale, si pronunciava “Dabar” e “Dabar” era anche il termine per indicare la “Parola” (divina). Questo termine verrà utilizzato successivamente anche dagli antichi ebrei per invocare il Messia. In ebraico, la parola che indica l'ape, "Dbure", ha origine dal termine "Dbr", ossia discorso, e perciò, tra i primi credenti ebrei, le api simboleggiavano l'eloquenza e l'intelligenza. La Torah afferma: "Lo spirito dell'uomo è la candela del Signore", la stessa Terra promessa era descritta come il “Paese ove scorre latte e miele". Nel mondo cristiano le api erano spesso un simbolo di Cristo, con il loro miele e pungiglione a rappresentare la sua misericordia e giustizia. L' alveare divenne metafora cristiana della vita casta, caritatevole e regolata dalle comunità monastiche. L' errata credenza secondo cui le api (che in realtà si accoppiano in imponenti sciami volanti) si riproducono costantemente come i fiori che impollinano, le rese emblemi della Vergine Maria. L 'alveare simboleggiava anche le celle dei monasteri dove i monaci vivevano e lavoravano. Anche abitazioni preistoriche comuni scoperte sull' isola di Creta sono di struttura ad alveare.

In Grecia, lo stesso Zeus sarebbe stato nutrito dalle api, o meglio nutrito di solo miele da sua madre Melissa. Il nome di Melissa deriva dal greco meli, “miele” e significa letteralmente “colei che è datrice di miele”, “colei che offre il miele”. Melissa, in origine, era dunque considerata un’ape mellifera, ed al contempo la regina di tutte le api. Nelle leggende greche, ella ci viene descritta come una bellissima principessa cretese, certe volte come una materna Ninfa del Miele, che aveva nutrito il piccolo Zeus nel tempo in cui il grande dio patriarcale non era ancora l’onnipotente padre degli Dei, ma il grazioso figlio della "vergine Dea".

Melissa fu definita proprio "vergine Dea" perché aveva la facoltà di essere autogenerativa, proprio come le api che possono riprodursi senza l' unione sessuale con il maschio. Quando Zeus crebbe, per ringraziare la principessa delle sue dolci cure, decise di liberarla del suo semplice corpo di donna mortale e la trasformò in ape. Si racconta anche che le api chiesero a Zeus (quando divenne un dio) di poter avere un pungiglione per potersi difendere dagli uomini che le rubavano il miele. Zeus non gradì la loro richiesta, ma le accontentò, avvertendole che qualora avessero usato il pungiglione avrebbero pagato con la vita. Secondo un’altra leggenda, Melissa era una Sacerdotessa dedicata a Demetra, depositaria delle segrete conoscenze e dei sacri riti misterici della Dea, sui quali aveva giurato di mantenere l’assoluto silenzio. Infastidita da un gruppo di curiose, che la istigavano a rivelare i suoi saperi, ella negò senza mai cedere, fino a quando le donne, deluse ed infuriate, la uccisero facendola a pezzi. La Dea vide ciò che era accaduto e trasformò il corpo straziato della sua amata figlia in uno sciame lucente di api, che si levò leggero e volò verso l’infinito per ricongiungersi a Lei.
Le sacerdotesse della grande dea madre Demetra a Eleusi erano proprio chiamate "api". I greci antichi ritenevano che le api fossero nate spontaneamente da cadaveri di animali, e che perciò simboleggiassero la resurrezione e la rinascita. Le veneravano in quanto sacre messaggere che portavano le preghiere dalla Terra al Cielo, ogni cosa creata da queste sacre creature, come il miele o la cera, era considerata un dono degli dei. Secondo le leggende nordiche esse affioravano sulla terra da un sotterraneo mondo incantato, dove vivevano insieme alle fate. Si riteneva che possedessero virtù profetiche, per questo se ne osservava il volo per divinare e determinare il futuro, e che fosse portatrice del fuoco divino.

In un'immagine poetica di bruciante desiderio, Kama, il dio hindu dell' amore, appare con una corda d' arco fatta di api. Nell' arte indu, Vishnu viene anche ritratto come un' ape posata su un loto e Shiva come un' ape sopra un triangolo. Le antiche dee mediterranee delle api in Egitto, Mesopotamia, Grecia e Roma sono connesse con la dea indiana Hindu: Brahmari Devi, la dea delle api, nelle sue connessioni con gli insegnamenti inerenti i chakra. Questi sette reami della coscienza emanano dal primo suono - il pulsare del tamburo cosmico - il battito del cuore della Dea.

La Maha Devi (o Grande madre), la Kundalini, si manifesta in forma di suono come un'ape regina (Brahmari Devi) circondata da nuvole di api ronzanti. In ambito rituale nel mondo celtico e in Mali, con il miele fermentato e acqua consumata, si ricavava una bevanda chiamata "il vino degli dei" conosciuta con il nome di idromele. Nella mitologia indo-europea, l’idromele è la bevanda tipica dell’aldilà, nel mondo celtico come in quello germanico, è simbolo di immortalità. Questa bevanda unisce la sacralità dell'ape, quale animale messaggero celeste che trasforma il sole in miele, e la sacralità dell'acqua vista come la linfa vitale che scorre nelle vene della madre terra, rendendo l’idromele sacro presso i Celti, come essenza del divino nell’unione fra cielo e terra.


L’ape è, fra gli insetti, quello cui è stata dedicata maggiore attenzione. Le api sono un bioindicatore dell’ambiente, oltre a produrre il pregiatissimo miele, trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Esse rappresentano gli imenotteri sociali per eccellenza, in quanto occupano uno dei livelli evolutivi più elevati tra gli insetti, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione d'informazioni.

Dalla sua preziosa cera si modellavano le candele, strumenti di luce nel buio, ovvero ciò che permette di vedere anche nella più fitta oscurità, e di riconoscere sempre la verità al di là dell’illusione. La cera ha sempre costituito un elemento prezioso ed in stretto rapporto con le energie vitali. Il suo rilevante uso nei riti magici di vari paesi sta a indicare certamente la grande considerazione ch'essa ebbe. Si ritiene che le candele di cera d'api puliscano e purifichino l'aria, oltre ad emettere salutari ioni negativi. La cera d'api produce una luce molto più intensa, con una bellissima aura dorata e minor tremolio. Essa è inoltre naturalmente aromatica e ha il profumo dolce del miele. Le candele di cera d'api ardono più a lungo, non gocciolano né producono sostanze nocive come fuliggine e fumo. Negli insegnamenti cinesi del Feng Shui, le candele di cera d'api portano in una stanza l'energia (ch'i) del fuoco, cosa che si ritiene alimenti la passione e l'espressività.

Una ricerca effettuata in Canada conferma che il numero di api e l'attività d' impollinazione si riducono enormemente nelle coltivazioni OGM, l’effetto distruttivo degli OGM sulle api è provato. Tale effetto è dovuto alle tossine che gli OGM emanano, causa della morte già avvenuta di molte famiglie di api nel mondo. Se vedete un’ape che muore, preoccupatevi. Albert Einstein (che i conti si suppone li sapesse fare bene) disse: “Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”. Forse qualche forma di intelligenza a noi ancora sconosciuta ha già cercato di darci un segnale anche su questo argomento ? Il 25 giugno del 2004, una formazione crop circle (cerchi nel grano) è stata segnalata a Milk Hill, Wiltshire, in Inghilterra. Sembrava un po 'come un'ape sull' alveare, infatti hanno chiamato questo crop circle "the Bee" ovvero l' Ape. Non solo le api, ma tutti gli animali, se hanno la possibilità di scegliere, evitano il cibo OGM e preferiscono il cibo biologico al cibo convenzionale con pesticidi. Solo l’uomo sembra non distinguere tra cibo puro e cibo avvelenato. Per proteggere la nostra salute e la salute di coloro che amiamo, è oggi di vitale importanza non credere passivamente alle informazioni date dai media, ma cercare informazioni corrette e complete, leggere le etichette e scegliere il nostro cibo con consapevolezza.
Fonte: www.mutatemente.com



Vi lascio anche una bella storia...una leggenda Cherokee:

Nei tempi antichi, quando gli uomini erano più puri, riuscivano a conversare con gli animali e il Creatore faceva loro visita, gli chiesero qualcosa di dolce da mangiare. Il Creatore plasmò l’ape, che non aveva ancora il pungiglione.
L’Ape arrivò sulla terra e trovò un albero dove poter costruire il proprio alveare, per fare il miele, moltiplicarsi e nutrire i piccoli. Presto gli uomini giunsero dall’Ape e le chiesero un po’ del suo dolce sciroppo. Le Api diedero a ognuno un recipiente pieno di miele. Gli uomini lo apprezzarono molto e lo mangiarono avidamente, poi tornarono per averne ancora.
L’Ape rispose: “Per un po’ non avrò più miele da darvi. Dovete aspettare”. Gli uomini non furono felici, perché desideravano ardentemente il dolce sciroppo. Chiamarono il Creatore e gli dissero: “L’Ape non ci dà abbastanza sciroppo dorato. Ne vogliamo di più!”. Il Creatore allora inviò sulla terra il Popolo dei Fiori, che iniziò a produrre un’enorme varietà di fiori da impollinare perché le Api potessero produrre più miele. Per attrarle, sbocciarono meravigliosi fiori di tutti i colori: azzurri, rossi, arancioni, viola e gialli. Vennero create più Api per impollinarli tutti. L’alveare si ingrandì molto. Gli uomini, vedendo che era diventato così grande, arrivarono per avere ancora sciroppo dolce. Le Api diedero loro molto miele, ma ne tennero per sé abbastanza per nutrire i loro piccoli. Gli uomini divorarono lo sciroppo e ne vollero ancora. Le Api risposero: “Non ne abbiamo più, dovete aspettare”.
Gli uomini erano arrabbiati, e chiesero al Popolo dei Fiori di produrre più fiori, per poter avere più miele. Il Popolo dei Fiori rispose: “Abbiamo fatto più fiori che potevamo, e sono stati impollinati tutti. Dovete aspettare fino a primavera”. “No”, dissero gli uomini, “Ne vogliamo di più adesso!”. Ritornarono all’alveare e lo distrussero, uccidendo quasi tutte le Api e prendendo il miele che restava.
Le Api superstiti erano in collera. Chiesero consiglio al Creatore. Anche lui era irritato per il comportamento degli uomini, così chiese al Popolo dei Fiori di far crescere dei rovi spinosi, perché le api li mangiassero. Le Api mangiarono le spine, che si trasformarono in pungiglioni. Il Popolo dei Fiori creò un recinto di rovi attorno all’alveare. Il giorno dopo gli uomini tornarono chiedendo più miele; ma i rovi attorno all’albero graffiarono e ferirono i loro corpi. Alcuni riuscirono ad arrivare all’alveare e, coperti di lividi, urlarono alle Api: “Dateci del miele, adesso, o faremo come abbiamo fatto ieri, distruggendo il vostro alveare e uccidendo i vostri piccoli!”. Le Api si arrabbiarono, un forte ronzio uscì dall’albero, e sciamarono fuori. Punsero gli uomini finché non furono pieni di piaghe, facendoli scappare.
Da quel giorno, gli uomini trattarono le api, i fiori e le piante con grande rispetto, promettendo sempre di rimpiazzare ciò che prendono, di non essere mai avidi e di non raccogliere mai più di ciò di cui hanno bisogno.

Fonte: antrodellamagia.forumfree.it
Perché i vegani non mangiano il miele?

fonte: crepanelmuro.blogspot.it

venerdì 4 marzo 2016

l'era del genere mutante

Dall’analogico al digitale. Dal materiale all’immateriale. Dal maschile al femminile e viceversa, mentre il sistema invece di considerarlo scandaloso, lo promuove. Il fenomeno non solo è già evidente da tempo, la tv o lavaggio del cervello lo ha amplificato prima gradualmente, fino a sfornare delle vere e proprie fiction televisive a dir poco squallide. 

La serie “Transparent”, unione dei termini trans e parent (genitore), premiata con due Golden Globe, racconta come Mort Pfefferman, 68 anni, professore divorziato, con tre figli, decida di diventare Maura: perché si è sempre sentito Maura, anche da sposato. Il canale Real Time è diventato quasi interamente transgender, trasmettendo serie come "Mio figlio è transgender", dove vengono raccontate storie in cui dei genitori assecondano l'orientamento sessuale dei loro figli di appena 6-7 anni. Gli stessi genitori intervistati se ne escono poi con frasi come questa: "Noi genitori adulti dobbiamo eseguire tutto ciò che ci dicono i nostri bambini". Basta assistere ad una intera puntata, sempre se riuscite, per sentire una serie infinita di cazzate. Ma c' è di più, quei genitori fanno incontrare i loro figli con un transgender adulto. Per la serie la pedofilia avanza...

Neolingua Mutante
Per creare più confusione, come se non bastassero già le loro immagini ridicole, sono stati inventati anche una serie di termini assurdi a dir poco orwelliani come Psicogender, esoterici come Pangender, alfabetici o numerici come A-Gender o Third-Gender, poi a seguire Drag-Queen e Drag-King, Intersex, Gender-Queer, Intergender, Neutrois, Mx, Two Spirit, Neither, Gender-Variant e così via, insomma se ne contano più di cinquanta. 

Un vocabolario di aggettivi in neolingua che vengono sintetizzati con i termini Transizione o Transgenderismo. L'origine del termine transgender è da identificarsi all'interno del movimento LGBT (Movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e transessuale), creato negli Stati Uniti negli anni '80, per indicare un movimento politico che contesta la logica eterosessista, secondo la quale i sessi dell'essere umano sono solo due. Col termine transgender si possono identificare tutte le persone che non si sentono racchiuse dentro lo "stereotipo di genere" normalmente identificato come "maschile" e "femminile". Ora c'è l'Omo Genere Mutante (OGM). 

Nel dizionario inglese di Oxford è stato inserito il termine “cisgender” che indica un individuo il cui senso di identità personale corrisponde al sesso e al genere attribuitogli/le alla nascita. I due termini, cisgender e transgender, giocano la loro opposizione sui due prefissi latini “cis” e trans”, che rispettivamente significano “al di qua” e “al di là”. 

Dietro a tutto questo schifo, si nasconde in realtà il percorso da tempo pianificato e oggi propagandato dall'èlite per distruggere le fondamenta della società e l'identità dei singoli con lo scopo di rendere le masse ancor più piegate e manipolabili. Il suo obiettivo è anche un altro: Depopolazione. 


La «gender theory» non ha nessun fondamento e nega l'evidenza fornita dalla natura
Secondo l'ideologia in questione, le differenze naturali tra maschi e femmine non sono un prodotto della natura, ma della «cultura» socialmente dominante, onde il vero sesso sarebbe il «genere» al quale l'individuo vuole scegliere di appartenere, etero, omo, trans, ecc... Una simile «tesi» implica l'assunto che in natura i caratteri sessuali non siano ben marcati e distinti nel maschio e nella femmina, né dal punto di vista fisiologico né da quello anatomico. Ma ciò è insostenibile perché contro l'evidenza più elementare. Gli apparati sessuali di uomini e donne sono costruiti diversamente, ma in modo da essere interdipendenti nel senso di complementari gli uni agli altri, dal momento che si integrano perfettamente ai fini del concepimento della prole. 


Sono così per opera della natura, evidentemente, dato che maschi e femmine nascono in quel modo sin da quando esiste il genere umano. Tale complementarità risulta non solo dalla fisiologia, ma anche dall'anatomia. L'utero della donna è costruito in modo da poter esser penetrato dal membro maschile per esser fecondato e dar luogo alla formazione del feto e del bambino. Invece, la parte finale dell'intestino che chiamiamo il retto, con la sua propria struttura muscolare (lo sfintere), mostra l'anatomia di un organo costruito unicamente per poter evacuare le feci, non per altri usi. E se lo si utilizza a fini sessuali, sia che ciò avvenga tra maschi o tra maschi e femmine, si tratta evidentemente e comunque di un uso contro-natura, come si è sempre giustamente ritenuto. 

Contro-natura, non solo per il carattere ripugnante della cosa, ma già per il fatto di sfogare la propria concupiscenza mediante un organo che la natura non ha destinato a quell'uso, ma all'evacuazione, come risulta inequivocabilmente dalla nostra anatomia. Scegliere il retto al posto dell'utero, costituisce pertanto scelta contraria a quella della natura e quindi contro-natura. Questa scelta viola l'anatomia di una determinata parte (quella rettale) della nostra costituzione fisica, la quale è evidentemente un prodotto della sola natura. La condanna morale ed estetica di questo uso perverso si fonda pertanto in primo luogo già sul fatto obiettivo della costituzione anatomica dell'essere umano. E quindi sulla natura dello stesso, così com'è in sé, come Dio l'ha fatta, nella sua perfetta e compiuta anatomia. Nessuna persona sensata può infatti sostenere che la nostra anatomia di esseri umani sia un prodotto della «cultura».

Gli apparati riproduttivi degli esseri umani sono simili a quelli degli altri mammiferi. Ci rendono simili agli animali, dal lato appunto della natura, costituita in modo da potersi riprodurre e perpetuare. L'istinto della riproduzione, che, utilizzando il desiderio del piacere carnale, spinge all'accoppiamento tra maschi e femmine, ce l'abbiamo o no, in quanto puro istinto, allo stesso modo degli animali? E negli animali deve considerarsi un prodotto della natura o della «cultura»? Gli animali non hanno né società né «cultura»; quindi è la loro natura che, sotto forma di istinto, li spinge all'accoppiamento tra maschi e femmine per la riproduzione. E ciò che qui vale per gli animali non vale anche per noi, per quella parte della nostra natura che è appunto animale, intendendosi il termine in senso puramente biologico? Inoltre, la natura non può aver creato una tendenza omosessuale naturale negli esseri umani da essa forniti di apparati riproduttivi tra loro complementari, nelle due forme del maschio e della femmina: non può perché l'omosessualità è per definizione intrinsecamente sterile. Dire che la natura l'ha posta in noi come tendenza naturale allo stesso modo dell'eterosessualità, in modo che potessimo scegliere a seconda dei gusti, equivale a dire che la natura avrebbe programmato la propria estinzione, in quanto natura. Il che non è razionalmente sostenibile. E se la natura ha posto come naturali in noi tendenze omo, per qual motivo ci ha allora fornito dei due apparati riproduttivi tra loro complementari e nello stesso tempo così ben differenziati nei due tipi che costituiscono il maschio e la femmina? Tanto per perder tempo? 


Se le tendenze omo fossero naturali, la natura sarebbe in sé stessa contraddittoria perché da un lato avrebbe costruito gli individui come maschio e femmina in modo da renderli fisiologicamente e anatomicamente atti a soddisfare l'istinto naturale della riproduzione, istinto vitale; dall'altro, li avrebbe simultaneamente forniti di un istinto del tutto opposto o istinto di morte, consistente nel sottrarsi all'istinto vitale utilizzando i loro organi sessuali in attività omosessuali, non conformi alla loro fisiologia e anatomia, create queste ultime sempre dalla natura.

Una natura minata da una contraddizione del genere non avrebbe in realtà potuto mantenersi a lungo ed anzi, a ben vedere, nemmeno esistere. Dire che il sesso non esiste in natura perché è una libera scelta dell'individuo, quale essa sia, che lo Stato si deve limitare a riconoscere, perché in natura al posto del maschio e della femmina (dei due sessi) esisterebbe invece un «genere» del tutto psicologico, in sé indeterminato, che ricomprenderebbe mascolinità e femminilità o «altro» come semplici possibilità da esplorare a piacere: pensare questo significa in primo luogo avere un'idea del tutto sbagliata della natura e del suo modo di operare, oggi ampiamente illustrato dalla scienza, che conferma l'esistenza in essa di un ordine basato, per ciò che riguarda il mondo animale, sulla complementarità feconda e ineliminabile dei due sessi, maschile e femminile, la cui reciproca, istintiva attrazione soddisfa quella fondamentale esigenza di riproduzione, mediante la quale la natura stessa esiste e si perpetua.



GENDER: LA CRUDA VERITÀ



Fonte - Fonte

fonte: freeondarevolution.blogspot.it