martedì 4 novembre 2014

Ligabue



da Wikipedia:

è uno sceneggiato televisivo RAI del 1977 diretto da Salvatore Nocita e trasmesso in tre puntate.

Andato in onda sulla Rai 1 dal 22 novembre al 6 dicembre 1977, è basato sulla vita del pittore italiano Antonio Ligabue, impersonato dall'attore Flavio Bucci. Fra gli altri interpreti figurano anche l'attrice Pamela Villoresi e l'attore Renzo Palmer.

Lo sceneggiato è stato anche presentato, in una versione cinematografica più corta, al Festival di Montréal, dove ha conseguito due premi (il Gran Premio delle Americhe e il Premio alla migliore interpretazione maschile).

Trama

Rimpatriato dalle autorità svizzere perché "indesiderabile", lo stravagante Antonio Ligabue trova perplesse le autorità di Gualtieri che lo affidano al ricovero per vecchi. Toni, ne evade subito per ripararsi nei dintorni svolgendo un qualunque lavoro, ma questi falliscono sia per gli impietosi scherzi di qualche manovale che per le sue stravaganze. Col passare degli anni la popolazione si abitua alla figura di Toni che viene considerato girovago e anche pazzoide ma non pericoloso. Senza calcolo alcuno, Ligabue scopre la sua vocazione artistica dipingendo la natura sulle piante e sui muri. Il pittore Mazzacurati ne intuisce il naturale talento e gli dona gli strumenti per dipingere quadri che trovano clienti e permettono di allestire una mostra che lo consacra "artista". Le commissioni e i soldi permettono a Toni di trasferirsi in un alberghetto e lo inducono persino ad offrire la sua mano a Cesarina, la figlia dell'albergatrice. Ma in realtà Ligabue è rimasto un "diverso" anche se i suoi quadri sono stati accettati dai colleghi, dai collezionisti, dai mercanti e dai clienti. Antonio Ligabue muore con la sola amicizia del fedele Cachi e la commemorazione del sindaco non cancella il dramma di un uomo che è vissuto fuori dalla società.

DA VEDERE

l'amaro caso della baronessa di Carini



da Wikipedia:

è uno sceneggiato tv del 1975, diretto da Daniele D'Anza e scritto da Daniele D'Anza e Lucio Mandarà.

Lo sceneggiato si ispira ad una ballata popolare siciliana che narra di un delitto avvenuto nel '500 a Carini: il 4 dicembre 1563 la baronessa di Carini, Donna Laura Lanza, moglie di Don Vincenzo La Grua – Talamanca, venne uccisa per motivi di onore dal padre, Don Cesare Lanza.

Trama

Prima puntata

Sicilia 1812: Sta per entrare in vigore la prima costituzione liberale che metterà fine ai privilegi dei grandi feudatari. Il rappresentante più autorevole del nuovo corso politico è il Principe di Castelnuovo, ministro delle finanze, il quale incarica un suo uomo, Luca Corbara, di svolgere indagini per accertare la legittimità del possesso dei feudi.

Come punto di partenza della sua ricerca, Luca sceglie il feudo del barone di Carini. Qui giunto, il giovane assiste ad un episodio di violenza: gli uomini del barone, don Mariano D'Agrò, percuotono un cantastorie, Nele Carnazza, reo di aver cantato una canzone proibita da don Mariano: la ballata che narra la tragica morte della baronessa di Carini, Caterina La Grua - Talamanca, uccisa per motivi di onore tre secoli prima.

Dalla gente del luogo, Luca è accolto con diffidenza e sospetto, i soli a dimostrargli simpatia sono il suo ospite don Ippolito, un bizzarro e filantropo amico del principe di Castelnuovo e Cristina, la figlia del notaio del paese.

Nella canzone di Nele, Luca crede di trovare una traccia per le sue ricerche: l'attuale feudo di Carini è probabilmente costituito in parte da terre usurpate all'amante della baronessa uccisa; la legittimità del possesso del feudo da parte di don Mariano può forse essere messa in discussione.

Il barone, oscuramente minacciato da una misteriosa setta, i Beati Paoli, sospetta di Luca ritenendolo autore di un messaggio minatorio e lo fa rinchiudere nel castello abbandonato che fu teatro dell'assassinio della baronessa. Luca è poi liberato da una donna misteriosa la quale perde una preziosa spilla nel cortile del castello; il giovane crede d'identificare la sua soccorritrice nella baronessa Laura, moglie di don Mariano. Invitato a una battuta di caccia dal barone, Luca salva la vita alla baronessa, la quale nega che la spilla trovata da Luca sia di sua proprietà nonostante sia raffigurata anche su un vecchio ritratto di famiglia presente nel palazzo.

Luca, recatosi successivamente a casa di Nele per avere altre informazioni sull'antica canzone, lo trova assassinato. Sorpreso da Rosario, l'uomo di fiducia del barone, il giovane si dà alla fuga e viene catturato da alcuni misteriosi incappucciati.

Seconda puntata

Accusato dai Beati Paoli dell'assassinio di Nele Carnazza, e assolto dopo un bizzarro processo, Luca viene rilasciato; dopo una fugace visita amorosa a Laura, il giovane si rifugia a Palermo, presso l'amico Enzo Santelia, segretario del principe di Castelnuovo. Ricevuto dal principe, Luca apprende che forse il re dovrà rinunciare al promulgare la Costituzione e così per lui si prospetta l'ipotesi di vedere annullata la sua missione.

Recatosi all'interno di una chiesa, Luca scopre, leggendo un'iscrizione tombale, che la baronessa di Carini fu uccisa non dal marito, come erroneamente si crede, ma dal proprio padre, don Cesare Lanza. Mentre Luca è preso dalle sue riflessioni, nella chiesa entra Laura, la quale gli comunica che il barone ha scoperto il suo rifugio e lo invita a nascondersi in una torre sul litorale.

A Carini, intanto, i Beati Paoli rapiscono don Mariano d'Agrò.

Terza puntata

Il capo dei Beati Paoli offre a don Mariano la libertà, a patto che egli scagioni Luca Corbara dall'accusa di omicidio: il barone accetta e viene rilasciato; Laura informa quindi Luca che può tornare a Carini.

Tornato in paese, Luca è rimproverato da don Ippolito, il quale vede addensarsi sul giovane amico alcuni nefasti presagi: attorno all'amore tra Luca e la baronessa Laura sembra infatti crearsi una misteriosa atmosfera in cui pare rivivere il passato evocato dalla ballata: Laura è infatti una discendente della baronessa uccisa (che si è scoperto chiamarsi anch'essa Laura, e non Caterina) e, come questa, è protagonista di una segreta storia d'amore; don Ippolito, temendo che la tragica vicenda possa ripetersi, invita ripetutamente Luca a troncare la relazione.

Il barone, rese pubbliche scuse a Luca, gli offre l'incarico di riordinare i suoi documenti: Luca accetta nella speranza di trovare tra le carte del barone qualche documento che provi l'usurpazione del feudo Daina Sturi.

Nel frattempo il capo dei Beati Paoli, la cui identità è avvolta nell'ombra, impone al barone di riconoscere Domenico Galeani, un suo figlio illegittimo, e di legittimarlo come proprio erede. In seguito Luca scopre che Giuseppe Carnazza, il figlio di Nele, è un membro della setta dei Beati Paoli e lo prega d'informarlo su ogni mossa della setta. Tra i membri della setta serpeggia però il malumore in seguito alla fuga di Rosario, l'assassino di Nele, che essi avevano catturato; Giuseppe accusa il capo di tradimento e per questo viene da lui ucciso.

Intanto Luca, approfittando dell'assenza del barone dal palazzo, trascorre con Laura una notte d'amore.

Quarta puntata

Durante una cena a palazzo, don Mariano organizza per il mattino seguente una visita al castello di Carini a cui partecipano lo stesso barone, la baronessa Laura, Luca Corbara e Cristina, la figlia del notaio. Durante l'escursione i quattro raggiungono il luogo in cui tre secoli prima fu assassinata la baronessa di Carini. Sorta una controversia tra il barone e Luca circa la dinamica dell'avvenimento, il nobiluomo illustra la propria tesi costringendo la moglie a inscenare con lui l'antico assassinio: impaurita dalla spada estratta dal marito, la giovane si tradisce invocando il nome di Luca e gettandosi tra le sue braccia. In seguito Luca apprende da Ignazio Buttera della morte di Giuseppe ed i due si accordano per vendicare l'amico e sopprimere la setta dei Beati Paoli.

Enzo Santelia si presenta sotto falso nome a palazzo d'Agrò per parlare con Luca; don Mariano, ascoltando di nascosto i loro discorsi, apprende dell'incarico governativo di Corbara. Grazie ad un suggerimento di don Ippolito, Luca comincia a sospettare che Enzo Santelia sia in realtà Domenico Galeani, il figlio illegittimo del barone. Recatosi a palazzo, Luca legge l'atto con cui il barone riconosce Domenico, lasciato in bella vista proprio da don Mariano, il quale conta di servirsi di Luca per sbarazzarsi sia del figlio che dei Beati Paoli.

Incontratosi con Laura, Luca la mette al corrente di tutto, anche del suo incarico di ispettore governativo. Presentatosi in incognito alla riunione della setta a Palermo, Corbara smaschera e fa arrestare dalle truppe del principe di Castelnuovo il capo, il quale si rivela essere Enzo Santelia ovvero Domenico Galeani.

Tornato a Carini, Luca sospetta che Laura d'accordo col marito abbia tramato alle sue spalle e viene caldamente invitato da don Ippolito a troncare ogni rapporto con la donna. Luca ammette di essere un discendente di Ludovico Vernagallo e di essere intenzionato a riprendersi ciò che gli spetta: il feudo di Daina Sturi.

Convocato d'urgenza a palazzo d'Agrò per un grave malore della baronessa, Luca accorre trovando la donna in perfetta salute. Luca l'accusa di averlo attirato in una trappola e le mostra come prova le varie lettere anonime scritte da mano femminile da lui ricevute; Laura riconosce la scrittura di Cristina, che ha scoperto essere l'amante di don Mariano.

I due iniziano quindi a temere di essere le prossime vittime degli intrighi del barone. Ma è troppo tardi, è ormai il 4 aprile, e come don Ippolito aveva previsto con largo anticipo, il presagio di morte evocato dall'antica ballata finisce per avverarsi: Laura è assassinata, e stessa sorte tocca a Luca, pugnalato da Rosario. I corpi dei due sfortunati amanti, per ordine di don Mariano, sono infine adagiati sul letto, come quelli dei loro antenati tre secoli prima.

Il testo della ballata

La Ballata di Carini, su testo di Otello Profazio tratto da una delle innumerevoli versioni del poemetto anonimo giunte fino a noi, è musicata da Romolo Grano e cantata, in lingua siciliana, da Luigi Proietti:

« Chianci Palermu, chianci Siracusa
a Carini c'è lu luttu in ogni casa.
Attorno a lu Casteddu di Carini,
ci passa e spassa nu beddu cavaleri.
Lu Vernagallu di sangu gintili
ca di la giuvintù l'onuri teni.
"Amuri chi mi teni a tu' cumanni,
unni mi porti, duci amuri, unni?"
Vidu viniri 'na cavallaria.
Chistu è me patri chi veni pi mmia,
tuttu vistutu alla cavallarizza.
Chistu è me patri chi mi veni a 'mmazza.
Signuri patri, chi vinisti a fari?
Signora figghia, vi vegnu a 'mmazzari.
Lu primu corpu la donna cadiu,
l'appressu corpu la donna muriu.
Nu corpu a lu cori, nu corpu 'ntra li rini,
povira Barunissa di Carini. »

Remake

Nel 2007 il regista Umberto Marino ne ha realizzato un remake intitolato La baronessa di Carini scritto sempre da Lucio Mandarà.

Distribuzione

La casa di distribuzione Elleu ha pubblicato due vhs contenenti le quattro puntate dello sceneggiato. E solamente nel 2007 è uscita una versione dvd dello sceneggiato

Curiosità

Nello sceneggiato la data di morte della baronessa è il 4 aprile 1563 invece del 4 dicembre.

SIGLA INIZIALE

mercoledì 29 ottobre 2014

Le Rivoltelle




eutanasia, Brittany Maynard e la decisione di morire tra pochi giorni



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Questa è la triste storia di Brittany Maynard, ventinovenne americana, che ha fatto il giro del mondo, commosso e creato non poche polemiche (anche per la copertina di People che vedete qui sopra, fortemente criticata per aver ritoccato l'aspetto della ragazza) dopo aver reso pubblica la sua decisione di morire tra qualche giorno nello Stato dell' Oregon, uno dei tre Stati americani che permette l'eutanasia, il prossimo 1° novembre prima che il cancro al cervello, allo stato terminale, prenda definitivamente il sopravvento sul suo corpo.

Qualche giorno fa aveva dichiarato, “Non sono una suicida e se lo fossi stata l’avrei già fatto, ma sto morendo e voglio farlo. Il mio tumore è così grande che servirebbero delle potenti radiazioni al cervello solo per rallentarne l’avanzata ma con effetti collaterali spaventosi, tra cui le ustioni. Con la mia famiglia abbiamo ragionato e verificato che non esiste un trattamento. Le cure palliative inoltre non riducono comunque il dolore devastante e la possibilità che possa perdere a breve le capacità cognitiva e di movimento, ho deciso quindi per una morte dignitosa”.

E lasciando da parte le polemiche sulle copertine o fesserie simili, non posso che dare tutto il mio appoggio, sostegno, la mia solidarietà a questa sfortunata ragazza che ha avuto il coraggio (e la possibilità) di scegliere come terminare la propria esistenza, senza ulteriori sofferenze e in dignità!



La fine di questa storia è drammatica. Brittany Maynard a soli 29 anni ha un tumore al cervello che non le lascerà scampo. Ma a far discutere l'America e non solo è la decisione della giovane donna di scegliere l'eutanasia e di vivere gli ultimi giorni senza spegnere i riflettori. Si è trasferita da San Francisco nell'Oregon, dove il suicidio è legale, con Dan, quello che è suo marito da un anno, e il resto della famiglia. Da qui porta avanti una campagna mediatica per far conoscere il dramma dei malati terminali e affinché tutti loro, indipendentemente dalle condizioni economiche, "possano morire con dignità".(Rainews)

fonte: www.stopcensura.com