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domenica 2 maggio 2010

preferisco


non è bello ciò che è bello
ma non mi piace quello che vedo...
e prima di usurfruire di un parziale congedo,
voglio enunciarvi che la mia scatola nera s'impiglia
dinnanzi all'ostentata apparente meraviglia
di un cielo giallo vaniglia
sostenuto da un gigantesco parapiglia...

Alla televisione italiana che mi disgusta
preferisco calpestare una merda e ricevere un colpo di frusta,
alla vista di risse programmate,
verità sventolate,
coscienze manipolate,
porcate, insulti, sputi, distruzione esponenziale
preferisco di gran lunga il sesso orale...

Non sono di quelle
che a tutti i costi rincorre le stelle
per la conquista della celebrità,
non mi rifaccio le tette
come certe troiette
piccole vendute nel nome dell'eternità,

arte ignorata, talento latente, polvere bianca, inutilità,
ecco a voi signori, la fabbrica delle vanità!
Non mi rifaccio la faccia
rischiando una figuraccia
con accanto un magnaccia
che si prende contrattualmente cura di me,
il mio viso non sarà un gran che
ma mi piace così com'è,
capelli grigi, sopracciglia folte, punti neri,
come adesso, come sempre, come ieri,
spazi neutrali, congestioni mentali,
al permanente danno
preferisco la cellulite comunista
che mi protegge tutto l'anno.

Me ne fotto di urlatori coglioni,
spudorati strafalcioni, finti stalloni
con le loro sbandierate perfezioni,
non ho ricette semplici da proporre nè soluzioni.
Me ne fotto di questo e di quello,
il telecomando non è mio fratello...
Vaffanculo a certi psichiatri forensi,
professori saccenti e giornalisti ubbidienti,
alle loro esternazioni preferisco rimanere di stucco
lasciandomi andare ad un rumoroso rutto.

Occhio, se persisto con la telenovela
ci potrebbe scappare la querela,
ma non ho rivelato nomi e cognomi,
e se qualcuno si è sentito preso in considerazione
me ne fotto altamente come fa la televisone.
E se l'imperativo è la costante volgarità,
bla bla bla bla...
ci faremo sfinire dalla pubblicità