sabato 19 settembre 2020

la scuola del Grande Fratello

 


di Gianni Lannes

L'Italia è probabilmente l'unico Paese della comunità internazionale dove ogni legislatura parlamentare che esprime un governo diverso dal precedente è accompagnata da una nuova organizzazione scolastica dell'istruzione rivolta al peggio. Mentre i Paesi OCSE e quelli non OCSE ad economia avanzata perseguono un cammino rettilineo nel tempo che ha come obiettivo preciso ed unico quello di rendere l'istruzione un momento altamente formativo per lo studente in termini culturali, civici, di capacità relazionale e critica, ed un trampolino di lancio per il suo futuro professionale, in Italia nel corso degli anni si è assistito un graduale depauperamento culturale e ad una minor capacità competitiva delle nostre giovani generazioni rispetto a quelle di altri Paesi, dove la scuola di qualità, selettiva, che remunera in modo consono gli insegnanti, è considerata, insieme alla famiglia e al lavoro, la pietra d'angolo della società sulla quale costruire un Paese prospero in termini sociali ed economici.
 

In tale periodo di cosiddetta “emergenza sanitaria” infinita, la scuola si è necessariamente dovuta rimodulare per non sospendere i programmi di studio senza tuttavia avere i mezzi tecnologici necessari per l'insegnamento a distanza. Una scuola che si è rimodulata affidandosi senza alcuna esitazione alle risorse tecnologiche personali degli insegnanti e degli studenti. Una scuola che si è dovuta adeguare a continui mutamenti di indirizzo del ministro Azzolina, anticipati a mezzo stampa, su esami, scrutini, rientro a scuola di insegnanti e studenti che hanno determinato incertezze nel corpo insegnante, nelle famiglie e negli studenti su tempi, modalità, organizzazione dello studio. La comunicazione non chiara ha naturalmente sollevato perplessità sull'azione del governo grulpiddino e sulla sua capacità organizzativa di una realtà, quale quella della scuola e dell'insegnamento, articolata e complessa.

Dalle ultime dichiarazioni alla stampa dell'architetto e professore di disegno industriale Giulio Ceppi, membro del comitato di esperti del ministro Azzolina, sembra che l'esecutivo del Conte bis si stia indirizzando in modo certo e definitivo verso un modello di educazione, formazione e istruzione denominato "scuola ibrida". Le dichiarazioni, oltre a palesare una totale inadeguatezza del comitato di esperti a collaborare con le istituzioni dando come acclarate e di certa applicazione loro decisioni ancor prima che vengano conosciute e valutate dal Parlamento, non lasciano dubbi su quello che dovrebbe essere il futuro della scuola in Italia:

«Stiamo lavorando su un modello molto più ibrido, che adesso seguirà ancora la forzatura che il Covid ci impone, ma che nel tempo diventerà una modalità permanente. Lavorare con tempi diversi, con modalità diverse, con le differenze che ogni scuola vorrà applicare a seconda del numero di studenti, di come è collocata nel territorio. [Si tratterà] di avere tre piattaforme su cui lavorare: la fisicità della scuola, che è quella a cui siamo tutti abituati- andare a scuola. Si andrà meno a scuola ma si farà più scuola, perché in parte si lavorerà in piccoli gruppi anche da casa e in parte anche lavorando per creare degli spazi nuovi, degli spazi esterni alla scuola e fare quelli che abbiamo chiamato dei 'patti di comunità', quindi agevolare la possibilità per le scuole di avere dei laboratori, delle aule, degli spazi esterni, nelle vicinanze della scuola, ma che possano diventare spazi sicuri ma anche spazi dove fare didattiche alternative».

In altri termini, il comitato di sedicenti “esperti” disegna una scuola meno formativa ed inclusiva, in cui le strutture familiari e i contesti relazionali sociali e civici incideranno ben più di quanto avviene oggi alimentando diseguaglianze e iniquità nelle opportunità e nelle occasioni offerte a ciascuno studente.
La scelta del governo tricolore verso una scuola meno in presenza e più virtuale rischia di inverare la profezia del filosofo Giorgio Agamben, secondo il quale la pandemia sarebbe stata usata «come pretesto per la diffusione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali».

È opportuno che consiglieri "tecnici" travalichino in maniera così esorbitante le proprie funzioni arrivando a dare per acquisiti obiettivi politici di cui il Parlamento non è informato, oppure è un atto eversivo ed anticostituzionale?


Riferimenti:

Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO, Edizioni Draco, Modena, 2012.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/09/scuola-manca-tutto.html

fonte: SU LA TESTA GIANNI LANNES

domenica 23 agosto 2020

dittatura sanitaria: si mette male gente!




Ricevo e diffondo. Sono notizie inquietanti, non so quanto vere, anche se purtroppo ci sono tutti i presupposti perché lo diventino!
___________________________________________________
Testo originale in tedesco dal blogger anonimo che ha raccolto le notizie:
Questo è quanto si sta diffondendo… Blocchi locali anche in Europa: intere città e aree saranno sigillate ermeticamente.
Ogni cittadino sarà sottoposto a test forzato, dichiarato positivo e vaccinato.
La setta internazionale “Deep State” clima/corona, citata tra gli altri da Bill Gates, ha dato ai governi un ultimatum internazionale, dice il giornalista tedesco-siriano Hamudi Ebalz, sulla base di informazioni dirette di politici e militari. Tutti i Paesi devono dichiarare un blocco totale tra il 18 e il 30 settembre, e farlo rispettare con i militari. Fino ad allora, i popoli devono prima di tutto essere resi ancora più spaventati dalla (falsa) “seconda ondata” attraverso i media mainstream. Durante i nuovi blocchi, tutti i freni saranno sbloccati e tutti dovranno essere testati per il coronavirus. Questo farà esplodere artificialmente il numero di “infezioni”, e sarà la scusa per vaccinare tutti.
Ebalz dice di aver sentito una conversazione tra alcuni politici di Stato e un militare, che ha confermato quello che aveva già avvertito circa quattro mesi fa, cioè che c’è un piano per ottenere un secondo blocco in Germania e nella maggior parte degli altri Paesi europei a brevissimo termine. Un blocco molto più severo, che durerà almeno fino a marzo 2021.
“Progetto sotto la cupola”
“Il secondo blocco dovrebbe iniziare il 18 settembre 2020”, ha detto Ebalz. “Il Deep State ha lanciato un ultimatum per attuare la seconda ondata. La Germania e gli altri Paesi hanno tempo fino al 30 settembre per farlo”. “Questo è in linea con il nostro recente articolo sul consigliere comunale tedesco che ha avvertito che gli è stato detto nelle riunioni del consiglio che la seconda serrata è prevista per il 30 agosto.
“I militari tedeschi hanno detto che ci saranno delle serrate locali con posti di blocco. Vogliono isolare completamente le città e i comuni. Con una cosiddetta “epidemia di test” vogliono aumentare rapidamente il numero dei contagiati e poi chiudere tutto”.
Uno dei politici che ha sentito Ebalz ha detto che “avrebbero dovuto farlo, perché a questo punto nessuno si sarebbe vaccinato”. Così la politica per prima cosa “massimizzerà la crisi, per fare pressione sulle persone affinché si vaccinino”. Ecco di cosa si tratta. “Un collega politico avrebbe confermato di volere un “registro genetico” (registro del DNA di TUTTE le persone) e di volerlo fare costringendo tutti a fare il test per il coronavirus.
Le serrate regionali inizierebbero in Nordrhein-Westfalen, al confine con i Paesi Bassi, seguite da Badem Württemberg (al confine con la Francia) e dal Bayern. “Se si fa davvero così, e se non hanno imbrogliato, allora comincerà il 18 settembre, e dovremmo scendere in strada immediatamente”, continua il reporter. Secondo lui, dobbiamo anche tener conto del fatto che le linee di approvvigionamento (e quindi l’approvvigionamento delle fabbriche e dei negozi) saranno interrotte.
“Vogliono provocare questa crisi per installare il loro nuovo sistema”.
“Quando si arriva al punto in cui iniziano a usare l’esercito per isolare città e paesi, dobbiamo resistere”, continua. “La libertà di viaggiare sarà completamente ridotta. Non si può né entrare né uscire. “Si dice che uno dei politici abbia detto che si fa consapevolmente nelle zone industriali, in modo che non si possa produrre più nulla”. I dipendenti diventeranno quindi disoccupati”. Questo significa che vogliono provocare questa crisi per installare il loro nuovo sistema (comunista).
“Vedremo se mi hanno mentito … Gente, scendete in strada e alzatevi in piedi. Non lascerò che la mia libertà mi venga tolta. Se i militari pensano di dover chiudere le nostre città e costruire posti di blocco che mi impediscano di andarmene, allora resisterò.”
 fonte: DISQUISENDO