martedì 21 aprile 2020

covid19: le vere cause di morte secondo il Dr. Giampaolo Palma!





Coronavirus. La morte è causata da tromboembolia venosa ...
Dal Dott. GIAMPAOLO PALMA GRUPPO HUMANITAS

“Carissimi amici,
non vorrei sembrarvi eccessivo, ma credo che oggi, finalmente, sia certa la causa della letalità del Covid-19.
La mia ventennale esperienza in Ecocardiografia-Ecocolordopplergrafia Vascolare su piu’ 200.000 pazienti cardiopatici e non, mi fa confermare quello che alcuni supponevano, ma non ne riuscivano a essere sicuri. Oggi abbiamo i primi dati.
I pazienti vanno in Rianimazione per Tromboembolia Venosa Generalizzata, soprattutto Tromboembolia Polmonare TEP.
Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere il trombo, anzi prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 pazienti su 10.
Signori, Covid19 danneggia prima di tutto i vasi,l’ apparato cardiovascolare, e solo dopo arriva ai polmoni !!!
Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità!
E perché si formano trombi? Perché l’infiammazione come da testo scolastico, induce trombosi attraverso un meccanismo fisiopatologico complesso ma ben noto.
Allora? Quello che la letteratura scientifica, soprattutto cinese, diceva fino a metà marzo, era che non bisognava usare antinfiammatori. Ora in Italia si usano antinfiammatori e antibiotici (come nelle influenze) e il numero dei ricoverati crolla.
Molti morti, anche di 40 anni, avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. Qui l’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi. Perché il problema principale non è il virus, ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra. Infatti in tutti i reparti
COVID non sono mai entrati malati di artrite reumatoide e ciò perché sono in terapia cortisonica.
Questo è il motivo principale per cui in Italia le ospedalizzazioni iniziano a diminuire e sta diventando una malattia curabile a casa.
Curandola bene a casa eviti non solo l’ospedalizzazione, ma anche il rischio trombotico.
Non era facile capirlo perché i segni della microembolia sono sfumati, anche all’ occhio di un cardiologo ecocardiografista.
Confrontando i dati dei primi 50 pazienti tra chi respira male e chi no, la situazione è apparsa molto chiara a tutti i medici in Italia, dai cardiologi, ai radiologi, agli anatomo- patologi fino ai colleghi delle Terapie Intensive.
Il tempo di pubblicare questi dati e si potrebbe dare il via a far uscire la popolazione dalla quarantena, non subito, ma in tempi più brevi rispetto al previsto.
In USA dove ancora vietano gli antinfiammatori i dati sono ormai più tragici che in Italia. Sono farmaci che costano pochi euro ma che aiutano a salvare tante VITE. Sono i farmaci che facciamo per andare in vacanza in Kenia e prevenire l malaria per capirci.
Questa testimonianza delle vasculiti con esiti in tromboembolia polmonare parrebbe confermata dai protocolli di alcuni altri ospedali:
al Sacco danno Clexane a tutti, con D-dimero predittivo: più è alto meno risponderà il pz.
al San Gerardo di Monza Clexane e cortisone
al Sant’Orsola di Bologna Clexane a tutti + protocollo condiviso con i medici di famiglia che prescrivono Plaquenil a pioggia su tutti i pz. monosintomatici a domicilio.
Integro con una precisazione sugli antinfiammatori: farmaci antinfiammatori tipo Brufen, naproxene, aspirina che inibiscono la cox1 oltre che la Cox 2 non andrebbero usati,
mentre celecoxib (un inibitore selettivo della Cox 2) sembra dare buoni risultati, bisogna comunque aspettare esito di studi, invece questa analisi porta in evidenza la necessità di usare negli stadi intermedi della malattia (inizio della tosse e prima delle difficoltà respiratorie) una eparina a basso peso molecolare ad alte dosi… (Clexane 8.000 UI/die).
Evito (per non appesantire troppo l’esposizione, e perché il testo è troppo medico) di riportare un’interessante testimonianza di un anatomo-patologo: vi basti pensare che il “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo ha eseguito 50 autopsie ed il “Sacco” di Milano 20 (quella italiana è la casistica più alta del mondo, i cinesi ne hanno fatte solo 3 e “minimally invasive”). Tutto quanto ne esce sembra confermare in pieno le informazioni sopra riportate.
In poche parole, pare che l’exitus sia determinato da una DIC (per i non medici, Coagulazione Intravascolare Disseminata) innescata dal virus. Quindi la polmonite interstiziale non c’entrerebbe nulla, sarebbe stato soltanto un abbaglio diagnostico: abbiamo raddoppiato i posti in rianimazione, con costi esorbitanti, probabilmente inutilmente.
Col senno di poi, mi viene da ripensare a tutti quegli Rx Torace che commentavamo circa un mese fa: quelle immagini che venivano interpretate come polmonite interstiziale in realtà potrebbero essere del tutto coerenti con una COAGULAZIONE INTRAVASCOLARE DISSEMINATA.
In definitiva fino a un mese fa nessuno sapeva nulla di questo virus, nemmeno i virologi “più famosi” come i tanti che guardavate in TV dalla Florida alla Francia alla Cina.
La tragedia che ha interessato l’ Italia e che ha visto quasi 20mila morti compresi tanti medici sul campo, ha fatto si che la Scuola Medica Italiana sia sulla strada giusta, la strada della salvezza definitiva e del ritorno alla vita NORMALE per tutti.”

giovedì 16 aprile 2020

5G: in Italia è in corso la più grande sperimentazione mai vista prima




Frequenze 5G – 4G – 3G – 2G in Italia

5G: 700/3700 MHz e 26 GHz
4,5G: 1500 MHz
4G: LTE FDD-LTE 800/1800/2600/2100 MHz
3G: HSDPA WCDMA 900/2100 MHz
2G: GSM 900/1800 MHz
Qualcomm presenta QCA64x8 e QCA64x1

QCA64x8 e QCA64x1 costituiscono le due nuove famiglie di chipset WiFi a 60 GHz in grado di raggiungere e superare la velocità di 10 Gbps, con latenze equiparabili a quelle delle migliori connessioni via cavo e caratterizzate da un’ottimizzazione nei consumi così da non andare a influire negativamente sulla durata della batterie dei dispositivi in cui sono ospitati. Un notevole passo in avanti rispetto a quanto oggi avviene sfruttando le bande 2,4 e 5 GHz. Più nel dettaglio, QCA64x8 (QCA6438 e QCA6428) punta a infrastrutture e access point fissi, mentre QCA64x1 (QCA6421 e QCA6431) alle applicazioni mobile.

Qualcomm Technologies è il primo player del mercato a offrire una soluzione basata sullo spettro mmWave (onde millimetriche) che tiene conto delle specifiche 802.11ay (non ancora ufficialmente approvate, evoluzione dell’802.11ad) guardando al futuro delle reti wireless, con copertura e performance di primo livello. Queste le parole di Rahul Patel, Senior Vice President and General Manager della divisione Connectivity and Networking di Qualcomm Technologies.



Campi a radiofrequenza e salute

2: Effetti sulla salute dei campi

In questo capitolo si descrivono gli effetti noti o ipotizzati sulla salute dei campi a radiofrequenza. Anche se non si fa riferimento a normative, si e’ cercato di distinguere tra effetti presenti a potenze elevate, superiori a quelle consentite dalle normative internazionali (1-5 W/mq), e quelli a livelli di potenza molto bassi, che e’ possibile incontrare anche rispettando queste norme.

2.1: Che effetti hanno le onde radio sulla salute?

Le onde radio possono venire assorbite da corpi di dimensioni confrontabili o superiori ad 1/4 circa della loro lunghezza d’onda. Quindi il corpo umano assorbe bene onde di frequenza compresa tra 30 e 300 MHz (da 10 m a 1 m), per le quali e’ una discreta antenna ricevente.  A frequenze superiori l’assorbimento si riduce, fino a circa 3-4 GHz, per poi rimanere circa costante all’aumentare della frequenza.
La quantita’ di onde radio assorbita da un particolare tessuto si indica come potenza specifica assorbita, e si misura in watt per kilogrammo (W/Kg). Gli effetti biologici delle onde dipendono da questa quantita’, che e’ ovviamente legata alla potenza delle onde che investono l’individuo, ma anche alla loro frequenza (come si e’ appena detto).  Nella letteratura angolsassone, la potenza specifica assorbita e’ indicata con l’abbreviazione SAR.
Tutti gli effetti noti dei campi dipendono in maniera molto forte dal SAR, e spariscono completamente al di sotto di una soglia che dipende dal tipo di effetto. Alcuni di questi effetti sono direttamente legati a malattie, per altri non si sa se l’effetto sia o meno pericoloso per la salute.
Il corpo umano genera a riposo circa 1W/kg, che puo’ arrivare a 4 W/kg durante un lavoro intenso. Se le potenze assorbite sono confrontabili o maggiori di questa quantita’, il calore eccessivo deve venir eliminato dal sistema di termoregolazione naturale, o il corpo si surriscalda.
A potenze assorbite elevate (oltre 10W/kg su tutto il corpo) si osserva un iniziale aumento di temperatura,  che e’ inizialmente tenuto sotto controllo dal sistema di termoregolazione. Dopo un periodo di tempo limitato, la temperatura riprende a salire, e sopravvengono danni gravi ed irreversibili.
A potenze di diversi W/kg, si hanno inoltre vari tipi di danni, che includono emolisi, danni al sistema endocrino (in particolare la tiroide), malformazioni del feto, e soprattutto danni nei confronti di tessuti particolarmente sensibili al calore (testicoli, sterilita’) o poco irrorati (cristallino, cataratta). Questi ultimi danno possono verificarsi per esposizioni prolungate (anche mesi) a potenze relativamente basse, come 100 W/mq (SAR di 0,5-1W/kg), e anche se l’esposizione e’ concentrata sui soli organi interessati.
Alcuni autori, soprattutto sovietici, riportano effetti a potenze al di sotto di quelle necessarie per ottenere riscaldamento. Questi effetti sono in genere molto deboli, non sono stati riprodotti in laboratori occidentali, e non sono collegabili direttamente a rischi sulla salute (vedi domanda 2.4).
Sono stati cercati effetti dei campi sulla riproduzione cellulare e sulla possibilita’ di alterare il materiale genetico. Nessuno di questi studi ha evidenziato effetti di questo tipo per esposizioni comparabili con quelle consentite dalle norme attuali, per cui vi e’ consenso generale sul fatto che i campi a radiofrequenza non inducono mutazioni e non sono responsabili di iniziare processi tumorali. Si ritiene che campi intensi siano comunque in gradi di promuovere tumori, cioe’ di far evolvere piu’ rapidamente verso forme tumorali cellule danneggiate da altri agenti.
I campi a radiofrequenza causano inoltre molti altri effetti, anche se non e’ chiaro ne’ su quanto questi effetti siano reali, in quanto compaiono solo in alcuni studi, ne’ sui meccanismi che li producono. Questi effetti comprendono variazioni nel trasporto di ioni calcio attraverso la membrana cellulare, variazioni nel tasso di crescita di colture cellulari, nella bioluminescenza di alcuni batteri, nella permeabilita’ della barriera ematoencefalica. Questi effetti sono in genere visti a SAR di alcuni W/kg, quindi a potenze in grado di produrre riscaldamento, ma si osservano talvolta anche a potenze inferiori, o in colture cellulari accuratamente termostatizzate per escludere effetti termici.
Alcuni studi mostrano che singoli individui sono in grado di percepire campi a radiofrequenza di pochi W/mq, di solito dopo un’esposizione di 40-50 secondi. La cosa e’ spiegabile tenendo conto che i termorecettori cutanei sono sensibili a variazioni di temperatura di 1/100 di grado, e non ha probabilmente nessuna rilevanza per la salute. Sensibilita’ simili si hanno anche per esposizioni a radiazione infrarossa.
 In tab. 3 sono elencati i principali effetti noti dei campi a radiofrequenza, e l’intensita’ del campo necessaria per evidenziare l’effetto.

NOTA IMPORTANTE: La corrispondenza tra SAR a densita’ di potenza e’ solo indicativa, in quanto dipende fortemente dal tipo di organo esposto, dalla frequenza radio, e da altri parametri. Si rimanda alla letteratura specializzata per una trattazione accurata. Inoltre il SAR e’ riferito a tutto il corpo, singoli organi possono assorbire potenze anche molto diverse.

2.2: Che differenza c’e’ tra effetti termici e non termici?

Una volta assorbite, l’ energia viene convertita in calore con diversi meccanismi. Il calore, se non viene smaltito tramite i meccanismi naturali di termoregolazione, puo’ danneggiare direttamente o indirettamente i tessuti colpiti. In particolare risultano sensibili agli effetti termici il cristallino, che e’ scarsamente irrorato dal sangue, e i testicoli, che smettono di funzionare gia’ con aumenti di temperatura di un grado.
Gli effetti direttamente o indirettamente riconducibili ad un aumento di temperatura sono comunemente detti effetti termici.  Oltre agli effetti termici, sono stati osservati, in laboratorio o sui animali, effetti di altro tipo. Si tratta sempre di effetti che avvengono a potenze assorbite  (SAR) corrispondenti ANCHE ad aumenti di temperatura, anche se questi possono essere stati compensati da meccanismi di termoregolazione. Risulta quindi difficile stabilire se l’effetto sia dovuto indirettamente ad un aumento di temperatura, o ad aver messo sotto sforzo la termoregolazione, o realmente a meccanismi non termici. Pertanto si tende a non distinguere gli effetti in base al meccanismo termico/non termico, ma in base al livello di SAR a cui l’effetto compare.
Alcuni autori distinguono gli effetti in termici, quando si osserva un aumento di temperatura (di solito almeno un decimo di grado), atermici (quando il sistema di termoregolazione compensa gli effetti termici che altrimenti ci sarebbero) e non termici (quando il sistema di termoregolazione  non viene interessato). Non conoscendo i meccanismi di azione di effetti non direttamente riconducibili a effetti termici, questa distinzione ha un senso limitato.

2.3: Che differenza c’e’ tra effetti a lungo e a breve termine?

Un effetto che compaia solo quando si e’ esposti ai campi, e sparisca rapidamente quando l’esposizione cessi e’ detto a breve termine. Un effetto che invece compaia dopo una lunga esposizione, magari intermittente o saltuaria, e’ detto a lungo termine. Chiaramente, mentre risulta abbastanza semplice individuare un effetto a breve termine, un effetto a lungo termine richiede lunghi e complessi studi epidemiologici. Inoltre un effetto di questo tipo e’ potenzialmente piu’ pericoloso, perche’ le singole esposizioni non danno sintomi che ci consentano di accorgerci del rischio ed evitarlo.
Gli effetti riportati nei precedenti capitoli sono sia a breve che a lungo termine. Ad es. una esposizione a campi di oltre 100 W/mq non da’ sintomi apprezzabili, ma puo’ portare, a lungo andare, a danni del cristallino (cataratta).
Sono stati cercati effetti a lungo termine come aumento del rischio di alcune malattie, soprattutto tumori, per mezzo di studi epidemiologici sulla popolazione generale (vedi domanda 2.6) e su lavoratori esposti (vedi domanda 2.7).

2.4: Gli anziani e i bambini sono piu’ esposti?

Le persone deboli (anziani, malati) sono comunque piu’ esposti di una persona robusta e sana. Di questo comunque ogni normativa tiene conto, adottando opportuni margini cautelativi.
I bambini sono piu’ esposti anche perche’ sono piu’ piccoli, e quindi hanno dimensioni corporee piu’ vicine alla lunghezza d’onda delle emissioni radio. Di conseguenza assorbono le onde radio 2-5 volte meglio di una persona adulta, in proporzione.

 2.5: Che dicono gli studi di laboratorio?

Esiste una ricchissima letteratura su studi di laboratorio, sia su culture cellulari che in animali, per cercare vari effetti legati ai campi a radiofrequenza.
In studi su topi di laboratorio, si e’ visto che esposizione a SAR di 6W/kg decresce la loro vita media, mentre a 2W/kg non si hanno effetti significativi. Vari autori hanno trovato un aumento di tumori in topi esposti a radiofrequenze a livelli elevati (2-6 W/kg), soprattutto se esposti anche a altri agenti oncogeni. In altre parole, questi studi mostrerebbero che l’esposizione a onde radio a potenze elevate aumenta l’attivita’ di altri agenti tumorali.
In uno di questi studi (Szmigielski, 1982) si e’ visto inoltre che un aumento di tumori e’ presente anche se i topi vengono confinati in gabbie piccole (come succede se si vuole determinare con precisione la dose di radiazione assorbita) e non esposti ai campi. Questo effetto puo’ alterare il risultato alcuni studi, ma l’autore trova che comunque a SAR di 6 W/kg il tasso di tumori aumenta.
Vari autori hanno sperimentato diversi tipi di esposizione (continua o a impulsi, a varie frequenze attorno a 800 MHz) senza trovare alterazioni nel tasso di tumori cerebrali, malformazioni nella prole, tumori epatici. Molti di questi esperimenti mirano a simulare le tipiche condizioni d’uso di un telefono portatile posto vicino alla testa.
Un recente studio (Repacholi, 1997) ha trovato che esposizione di oncotopi a campi a radiofrequenza simili a quelli per telefonia GSM aumentano significativamente il tasso di linfomi in oncotopi (topi modificati geneticamente in modo da sviluppare spontaneamente linfomi). Lo studio ha avuto un notevole risalto, in quanto Repacholi e’ sia presidente sia dell’ICNIRP, che responsabile del progetto OMS sugli effetti sanitari dei campi elettromagnetici.
Vari studi hanno cercato alterazioni cromosomiche o modificazioni del DNA in seguito ad esposizioni a radiofrequenza di topi, moscerini, microorganismi e culture cellulari. In genere gli studi che trovano alterazioni utilizzano potenze elevate, oltre 10 W/kg. A  SAR piu’ bassi, nuerosi lavori non trovano alterazioni. Un singolo lavoro (Lai e Singh, 1995) trova un aumento delle rotture nel DNA di topi esposti a SAR di 0.6 W/kg.
Alcuni studi hanno cercato, e non trovato, alterazioni del tasso di melatonina in seguito ad esposizione a radiofrequenza.
Soprattutto nell’Europa dell’Est, diversi ricercatori hanno trovato effetti biologici dei campi a SAR molto bassi, anche dell’ordine di 1 milliW/kg. Questi studi sono stati visti con notevole scetticismo nel mondo occidentale, in quanto gli esperimenti venivano descritti in modo poco chiaro, rendendo difficile una verifica, e gli effetti non erano collegabili facilmente a danni per la salute.
Recentemente, alcuni di questi studi sono stati ripetuti in modo controllato, con risultati vari. Un totale di 8 studi (su oltre un centinaio) mostra effetti a SAR sotto 0.1 W/kg. Anche se questi studi venissero confermati, comunque, non e’ chiaro se le modifiche indotte dai campi  abbiano conseguenze negative per la salute.

In conclusione: Gli studi di laboratorio non mostrano effetti significativi per la salute a SAR sotto 0,1 W/kg. La maggior parte degli studi che mostrano effetti importanti sulla promozione di tumori richiedono SAR elevati, in grado di causare riscaldamento, per periodi di tempo prolungati (almeno 30 minuti), mentre a SAR dell’ordine di 1-2 W/kg o meno non si osservano effetti. Esistono pero’ alcuni studi che mostrano effetti “strani”, di cui non e’ comunque chiara l’implicazione per la salute, a potenze piu’ basse, fino a alcuni milliwatt/Kg.

2.6: Sono stati fatti studi epidemiologici?

Uno studio epidemiologico confronta alcuni indici relativi a particolari malattie in due gruppi di persone che differiscono (idealmente) solo per il fatto di essere state esposte all’agente di cui si intende studiare gli effetti (i campi elettromagnetici, in questo caso). Potendo studiare un gran numero di persone nella situazione di reale esposizione, uno studio epidemiologico ben condotto permette di verificare la pericolosita’ di un agente al di la’ di ogni ipotesi su come questo produca i danni osservati.
E’ pero’ difficile condurre uno studio di questo tipo, soprattutto se si sospetta che l’agente produca malattie rare (come la leucemia infantile), o non si abbia idea di che particolare malattia cercare. Occorre seguire gruppi di persone molto grandi, tipicamente di almeno diverse decine di migliaia di persone, e utilizzare particolari cautele per garantire che i due gruppi siano davvero uguali per ogni altro aspetto. Occorre inoltre stabilire prima dello studio cosa si vuole cercare, e i criteri in base ai quali si determina l’esposizione.
Sulla popolazione generale, sono stati condotti due grossi studi in cui si e’ esaminato l’occorrenza di diversi tipi di tumori in persone che vivevano a varia distanza da ripetitori televisivi, rispettivamente in Inghilterra (Dolk et al, 1996) e in Australia (Hocking et al, 1996).
Dolk ha inizialmente trovato un aumento di leucemie attorno ad una singola stazione TV, ma, ripetendo lo studio su un gran numero di ripetitori, non ha trovato complessivamente nessun aumento di leucemie, dell’adulto o infantili, tumori cerebrali, cancro alla vescica o tumori alla pelle.
Hocking ha eseguito uno studio “ambientale” (senza misurare i campi a cui la gente era effettivamente esposta, ma stimandoli in base alla distanza dall’antenna), trovando aumenti di leucemie infantili. Il lavoro e’ stato ripetuto in modo piu’ accurato sulla stessa popolazione da McKenzie et al. (1998), che hanno trovato un debole aumento di leucemie infantili nelle vicinanze di un singolo ripetitore, ma non in tutti gli altri. Inoltre l’aumento risale a prima che le trasmissioni TV venissero irraggiate 24 ore al giorno. Anche in questo caso sono stati cercati, e non trovati, aumenti di altri tipi di tumori.
Una rassegna di tutti gli studi epidemiologici esistenti e’ stata recentemente effettuata da Elwood (1999). La conclusione e’ che, sebbene alcuni studi mostrino una correlazione tra esposizione e alcuni tumori, queste correlazioni sono deboli (e quindi probabilmente dovuti a fluttuazioni statistiche), inconsistenti, (studi differenti mostrano risultati opposti riguardo a tumori specifici), e nel complesso non mostrano assolutamente un aumento del rischio con l’esposizione. La bassa qualita’ di alcuni studi e’ una probabile causa delle correlazioni trovate, ed in alcuni casi sono evidenti errori (bias) che portano ai risultati visti.  Tutti questi studi, pero’, non coinvolgono un numero di persone sufficienti a determinare in modo affidabile eventuali effetti deboli.
In conclusione: gli studi epidemiologici mostrano che esposizioni a campi di intensita’ comprese tra 0.002 e 0.1 W/mq non producono significativi aumenti dei tumori considerati. Sporadici risultati positivi sono dovuti a fluttuazioni statistiche e/o errori metodologici. Non siamo pero’ in grado di escludere effetti deboli.

2.7: Sono stati fatti studi su lavoratori esposti?

I cosidetti studi occupazionali cercano una correlazione tra l’esposizione di lavoratori a campi elettromagnetici e varie malattie. In principio questi studi possono essere molto accurati, perche’ la popolazione e’ ben definita, e’ possibile determinare la quantita’ di radiazione assorbita, e seguire la storia clinica di queste persone. Purtroppo la maggior parte degli studi occupazionali pubblicati mostra grosse carenze. In particolare spesso si utilizza solamente l’occupazione come indice dell’esposizione, e non vengono fatte misurazioni della quantita’ di onde radio a cui i lavoratori sono stati effettivamente esposti.
Solamente tre lavori sono stati condotti in modo accurato (Robinette et al, 1980; Hill, 1988; Milham, 1988), e altri tre in modo accettabile. Nessuno di questi lavori mostra aumenti nel numero totale di tumori o in particolari tipi di tumori. Uno studio molto citato (Szmiligelski, 1996) indica un aumento di tumori nei militari polacchi esposti a onde radio. Questo studio non e’ accettabile secondo i criteri dati sopra (non indica come sono state valutate le esposizioni), e contiene errori metodologici gravi.
In conclusione, gli studi epidemiologici condotti in modo accettabile mostrano che i lavoratori esposti professionalmente a onde radio non mostrano aumenti significativi di tumori.

2.8: Tutti gli scienziati condividono gli attuali limiti internazionali?

La stragrande maggioranza della comunita’ scientifica internazionale e’ convinta che non esistano effetti documentati per esposizioni a radiofrequenza a bassi livelli, e che quindi i limiti internazionali attuali proteggano adeguatamente la popolazione. Esistono perplessita’, ma non reali preoccupazioni, riguardo agli effetti sulla salute dei telefonini, in quanto irradiano potenza molto vicino al corpo e possono causare una esposizione elevata su ristrette parti del corpo. Molti studiosi sottolineano che i risultati contraddittori presenti ad es. in alcuni studi di
laboratorio richiedano ulteriori approfondimenti.
Tuttavia alcuni scienziati hanno posizioni anche radicalmente differenti. Ad es. e’ molto citata la posizione di un epidemiologo israeliano, Goldsmith, che in un articolo di opinione ha sostenuto che gli studi epidemiologici “suggeriscono che l’esposizione a  campi RF sia potenzialmente cancerogena ed abbia altri effetti sulla salute”. L’opinione pero’ e’ basata sugli studi di Dolk e Hocking citati (vedi domanda 2.6), su un singolo studio occupazionale di bassa qualita’ (vedi domanda 2.7), e su altri lavori non pubblicati su riviste con referee, e quindi di qualita’ discutibile.
Il dr. Henry Lai, dell’universita’ di Washington, Seattle, sostiene che campi molto deboli, come quelli dei ripetitori, possono influenzare il sistema nervoso di topi di laboratorio. Gli studi pubblicati del dr. Lai pero’ riguardano esposizioni a livelli relativamente alti di esposizione (10W/mq), e di assorbimento (i topi assorbono meglio degli uomini le onde radio). In una lettera spedita ad autorita’ nel 1999, Lai sostiene di avere prove che i campi siano dannosi ad intensita’ molto minori, basandosi su un a serie di studi che in realta’ non supportano le sue tesi. Gli studi citati da Lai, infatti, mostrano effetti molto deboli, attribuibili a fluttiazioni statistiche, non confermati da studi indipendenti, e con significanza per la salute scarsa o nulla.
Esistono poi anche posizioni molto bizzarre riguardo gli effetti dei campi elettromagnetici (vedi domanda 2.6). Ad es. Roger Coghill, un dirigente ambientale (enviromental manager) neozelandese sostiene che i campi possano essere pericolosi a bassi livelli. Sostiene anche che il cervello sia una stazione radio trasmittente, in comunicazione diretta con ogni cellula dell’organismo (vedi domanda 1.6). Queste teorie non trovano nessun riscontro nella fisiologia nota, e Coghill non fornisce nessuna prova a sostegno delle sue teorie. Posizioni meno estreme sono sostenute da un altro neozelandese, Cherry. Nessuno dei due ha mai pubblicato un articolo scientifico su rivista con referee

fonte: ANGELA FRANCIA

domenica 12 aprile 2020

il Ministero della Verità

L'importantissimo video-appello dell'amico Massimo Mazzucco da divulgare dappertutto. Prima che la censura sigilli le nostre vite, fatelo diventare virale. Grazie.

Marcello Pamio - DISINFORMAZIONE

mercoledì 25 marzo 2020

coronavirus e menzogne di Stato tricolore!



di Gianni Lannes
Bentornati nel belpaese, dove grazie ad aridi decreti burocratici che hanno iniettato paura nel corpo sociale ormai lobotomizzato, addirittura il governo tricolore ha vietato il gioco dei bambini all'aria aperta, sotto la luce del benefico sole di primavera, mentre l'esercito accende i cingolati corazzati. E nessuno ha fiatato nel mondo della scuola, della cultura e dello spettacolo, per difendere l'infanzia e l'adolescenza dall'inaccettabile bullismo istituzionale, dalla violenza delle autorità. Non sarà più come prima, ma una cosa è certa: i cosiddetti insegnanti non saranno più un modello etico per gli alunni, poiché hanno accettato passivamente il furto della libertà, conformandosi alla follia autoritaria. Agli studenti, bambini, fanciulli, adolescenti e maggiorenni scuola e università impongono la parola d'ordine corrente: muti e a cuccia. Ai più piccoli si assegnano i compitini a distanza elettronica: un'altra genialata per consentire il controllo totale della vita umana, fin dentro le famiglie. E guai a chi non si adegua. Oggi non esiste più una società civile, in grado di reagire ai boiardi di un regime che specula anche sui morti, oscurando le vere cause dei decessi e non consente i funerali.
I morti a causa del nuovo coronavirus, attualmente accertati in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità sono solo due (2) di numero. Nel 2020 l'Italia è la nazione dove è stata abolita la libertà, sospesa la vita civile, annichilita la socialità, arrestata la scuola, messo al bando il dissenso critico, criminalizzata tutta la popolazione da chi ha confuso l'agente patogeno (coronavirus) con la malattia (covid-19) negli atti governativi in Gazzetta Ufficiale. La prima vittima è la verità. Chi vuole impedire di raccontarla tentando di offuscarla o manipolarla? Ecco una dichiarazione illuminante del primo ministro pro tempore Giuseppe Conte, rilasciata il 25 febbraio 2020 (dal minuto 9:24):
«L'Italia è un paese sicuro, in cui si può viaggiare, si può venire a fare del turismo. Ci sono alcune aree delimitatissime del nostro territorio che in questo momento abbiamo assoggettato a delle restrizioni per quanto riguarda anche la circolazione di persone, ma sul restante territorio si può viaggiare tranquillamente. L'Italia è un paese sicuro e forse molto più sicuro di tanti altri. I nostri cittadini devono stare tranquilli. I nostri ospedali sono un'eccellenza. I nostri protocolli sono adeguati. Io non ho alcuna competenza... Questo non è il momento delle polemiche...».


Ancora nella conferenza stampa del 25 febbraio scorso, Conte ha dichiarato testualmente, riferendosi ai primi focolai in Lombardia e Veneto:
«Noi avremo, produrremo nei prossimi giorni un effetto contenutivo della diffusione del virus. Non si giustifica la chiusura e la sospensione delle attività scolastiche nella restante parte del territorio nazionale. Semmai possiamo sospendere i viaggi di istruzione... Ma sicuramente non ha ragione di esistere una sospensione delle attività produttive, scolastiche e via discorrendo per quanto riguarda i restanti componenti della comunità nazionale... ».
Lo stesso presidente del consiglio Conte da Volturara Appula, il 30 gennaio aveva detto pubblicamente:
«C'erano due casi accertati di coronavirus di turisti cinesi... Non ci siamo fatti provare impreparati. Il direttore generale dell'OMS ha preannunciato l'emergenza globale per il coronavirus. Vorrei rassicurare tutti i cittadini che ci ascoltano sul fatto che abbiamo già predisposto, come già stavamo facendo, tutte le misure precauzionali per isolare questi due casi. Quindi in questo momento ci sono delle attente verifiche per ricostruire il percorso dei due cittadini cinesi per isolare evidentemente e per isolare il loro passaggio e per evitare assolutamente qualsiasi rischio ulteriore rispetto a quello accertato».
Chi è e dov'è il paziente zero? Le autorità preposte lo hanno individuato dopo quasi tre mesi di ricerche addomesticate? Come mai non sono stati posti in quarantena i numerosi cinesi sbarcati in Italia negli ultimi due mesi, che grazie a triangolazioni aeree hanno fatto scalo in Germania, e, poi, grazie a voli diretti da Monaco di Baviera sono giunti in Italia? Come mai, la specifica, puntuale tempestiva e dettagliata segnalazione, inviata personalmente da un alto ufficiale militare italiano all'esperto ministro degli Esteri tale Di Maio dei 5 stelle, non è stata presa minimamente in considerazione? Perché il governo del Conte bis non ha risposto - dal gennaio scorso - a ben 84 atti parlamentari ormai accumulati ed inevasi (interrogazioni ed interpellanze) sul morbo in voga catapultato in Italia?
Ancora meno di un mese fa, il 22 febbraio per l'esattezza, il capo dell'esecutivo grulpiddino, con l'obiettivo ideale di contenimento del contagio, ha puntualizzato:
«Lo scopo è di tutelare il bene della salute degli italiani... l'integrità fisica e psicofisica è al primo posto in un'ideale gerarchia di valori. Noi le nostre valutazioni le assumiamo sulla base tecnico-scientifica, non lavoriamo da soli.... C'è un comitato tecnico-scientifico che ci offre le basi scientifiche di valutazione. Su quelle basi noi ci assumiamo le conseguenti responsabilità per una decisione politica contemperando gli interessi della collettività e gli interessi di tutti... Ma avendo sempre quale obiettivo, lo ripeto, la tutela della salute dei cittadini. E per questo che oggi siamo in condizione quindi, con questo decreto legge di innalzare la soglia di tutela intervenendo per circoscrivere meglio e poter tutelare le comunità direttamente interessate da questi focolai».
A dirla tutta, però, il suddetto comitato di esperti italiani (anche quelli dell'Unione europea), non era d'accordo con la chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale. Quanto ai danni psicologici e fisici inflitti a bambini e adolescenti dal governo italiano, mediante la segregazione forzata in casa dal 5 marzo 2020, il conto è incalcolabile, alla stregua dell'economia nazionale condannata a collassare. Domanda cruciale: in realtà come e perché sono state imposte misure coercitive di privazione della libertà nei confronti di tutta la popolazione, ma non sono state invece adottate altre misure epidemiologiche più utili come in Germania e nel Regno Unito?
Una classica finestra di Overton ormai spalancata. Le dichiarazioni di Conte del 29 febbraio 2020 sono da incorniciare in lascito eterno ai posteri:
«Allo stato non vi sono i presupposti nella nostra valutazione, lo dico con molta serenità, per chiedere e ottenere la sospensione del Trattato di Schengen della libera circolazione, in particolare delle persone. Perché è una misura draconiana che adesso suona assolutamente sovraproporzionata rispetto all'esigenza di contenimento del contagio e di protezione della salute dei cittadini italiani. Sono misure assolutamente inadeguate, assolutamente sproporzionate, perché noi dovremmo a questo punto sospendere addirittura il traffico o comunque rallentarlo accuratamente per disporre dei controlli che ovviamente richiedono del tempo... E il controllo più efficace, ormai lo avete capito, è quello del tampone che non si può certo risolvere con la semplice rilevazione tecnica, con un termometro... Quindi, in sostanza, al momento non ci sono assolutamente gli estremi per un'iniziativa di questo tipo, senza tener conto dell'impatto devastante sulla nostra economia... Ma che cosa vogliamo fare dell'Italia un lazzaretto? Non ci sono né le condizioni perché si arrivi a questo e né vogliamo arrivarci... Gli italiani non devono abbandonarsi a sentimenti di panico o a fenomeni di allarmismo del tutto inutili, controproducenti che non hanno ragione di essere. Gli italiani devono fidarsi delle autorità sanitarie innanzitutto e poi delle autorità politico-amministrative che vengono chiamate ovviamente ad assumere decisioni e lo fanno a ragion veduta sulla base di un'attenta ponderazione... Per un breve periodo, un paio di settimane della loro vita avranno qualche restrizione, che peraltro non impedirà assolutamente lo svolgimento delle attività di vita personali, ma nello stesso tempo ne otterranno giovamento, perché potranno uscire da questa emergenza... Se necessario ci saranno anche le forze armate».

In seguito, l'ineletto Conte si è presentato in conferenza stampa per annunciare un nuovo decreto con il quale si stabilisce che non esiste più una zona rossa: tutta Italia sarà “zona protetta” (si fa per dire, sic!), fino al 3 aprile.
«Vi comunico che abbiamo adottato una nuova decisione, siamo ben consapevoli di quanto sia difficile cambiare le nostre abitudini, io stesso lo sto sperimentando, capisco le famiglie, i giovani, sono abitudini che con il tempo riprenderemo, ma purtroppo non c’è più tempo. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante, dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei deceduti. Le nostre abitudini, quindi, vanno cambiate, ora dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia e dei nostri cari, lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo. Per questo abbiamo deciso di adottare misure più stringenti per riuscire a contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e tutelare la salute dei cittadini. Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con la formula “io resto a casa”, non ci sarà più una zona rossa. Dunque, da evitare su tutto il territorio nazionale spostamenti, eccezion fatta per tre circostanze comprovate: ragioni di lavoro; casi di necessità e motivi di salute. Aggiungiamo un divieto degli assembramenti all’aperto nei locali aperti al pubblico. Sono consapevole della responsabilità e gravità ma sono costretto a intervenire per proteggere noi e le persone più fragili, il futuro dell’Italia è nella nostre mani».
Efficacia, adeguatezza, proporzionalità, oculatezza o soltanto confusione e inconsistenza politica di una massa governativa di incompetenti ed inetti? L'ultimo agente patogeno in circolazione ha mietuto in Italia soltanto due vittime (dicasi 2 in cifre) secondo gli accertamenti scientifici dell'Istituto Superiore di Sanità, in compenso ha recluso - a tempo indeterminato - più o meno 60 milioni di persone. Perché Angelo Borrelli, a capo della Protezione Civile, col beneplacito governativo continua a confondere le acque mescolando le vere cause di decesso delle vittime ufficiali?
Una nuova stretta in arrivo con misure più stringenti? Per fronteggiare e contrastare il dilagare del coronavirus in tutta Italia, secondo quanto riferito da alcune fonti all’Adnkronos, il governo del Conte bis potrebbe decidere prestissimo nuove e ulteriori restrizioni agli spostamenti della popolazione. Quali nuove restrizioni? Oltre a un possibile divieto di correre all’aperto, preannunciato dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, l’esecutivo capeggiato da Conte potrebbe varare un giro di vite sui trasporti pubblici e sulle aziende. Dopo il decreto del’11 marzo, il Governo starebbe valutando in queste ore: «Se nelle prossime ore si tratterà di fare una stretta ulteriore che incide sui comportamenti, la faremo», conferma anche il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia. Insomma, le restrizioni andranno ben oltre quanto prospettato nei decreti. Il monito “io resto a casa” è presto diventato un obbligo penale, anzi dittatoriale. Basta leggere con attenzione le circolari del ministro Lamorgese al Viminale. Poco ci manca allo “stato di guerra”. Si attendono, infatti, le regole d'ingaggio per schierare l'esercito in paesi e città. Il modello è quello autoritario cinese, suggerito da Walter Ricciardi ex presidente dell'ISS, poi promosso all'OMS, attuale consulente del ministro Speranza (nonostante i conflitti di interesse vaccinali), lo stesso che ha rilasciato eloquenti dichiarazioni in tal senso al settimanale l'Espresso (1 marzo 2020). Ovviamente, non poteva mancare anche il super esperto Roberto Burioni, il dottore bocciato più volte agli esami a cattedra in alcune università italiane.

Giuseppe Conte, a margine di un consiglio dei ministri in cui i membri dell’esecutivo intervenuti hanno indossato mascherina e guanti - gli altri si sono connessi in videoconferenza - ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera riguardo la durata della quarantena e il picco di contagio del coronavirus, atteso nei prossimi giorni.
«Abbiamo evitato il collasso del sistema. Le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima».
Per Conte il blocco totale potrebbe quindi continuare oltre il 3 aprile, forse alle calende greche. Infatti ha precisato:

«Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molte delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza. Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza. Le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono, e verranno applicate in modo severo. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire. Siamo più che soddisfatti di tutti i passi compiuti sino ad ora, che si sono ispirati ad almeno quattro principi. Per decidere se riaprire o tenere chiuse le scuole, sarà determinante il parere degli scienziati, i migliori sul mercato e di cui ci stiamo avvalendo, visto che non rincorriamo i sondaggi, ma abbiamo in qualche modo, doverosamente, ceduto il passo alla comunità scientifica, che in alcuni momenti della storia può anche guidare le decisioni politiche».
Per ora, poi si vedrà quanto prolungare la prigionia del popolo. Più o meno sessanta milioni di italiani agli arresti domiciliari, sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio: è un buon risultato, complice un rammollimento celebrale ormai genetico e una disinformazione informazione capillare, una miscela che ha ottenuto risultati che avrebbero fatto impallidire Goebbels e pure Pol Pot. Ma per caso, il nuovo coronavirus è un'arma biologica molto potente testata sulle ignare popolazioni? In altri termini, un veicolo perfetto per attuare in un lampo un controllo sociale ed economico su scala mondiale, a partire dallo Stivale? Se questa in atto non è una bieca dittatura, allora di che diamine si tratta? La tecnocrazia ha soppiantato la democrazia incompiuta. Siamo evidentemente vittime di un subdolo e perfettamente orchestrato  e pianificato colpo di Stato, già annunciato con la deliberazione del consiglio dei ministri datata 31 gennaio 2020. Chi domina il mondo vuole un'Italia povera e debole, anzi tramortita. Su la testa!
Riferimenti:

venerdì 20 marzo 2020

Italia: 2 morti per coronavirus e 60 milioni di prigionieri!



di Gianni Lannes
Un terribile flagello virale ha colpito il belpaese, tanto da indurre il governo del Conte bis a segregare nelle case fino alle calende greche tutta la popolazione italiana. I morti a causa del nuovo coronavirus, attualmente accertati in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità sono solo due (2) di numero. I positivi da questa nuova mutazione del “raffreddore”, così come definito dal ministero della Salute alla data del 18 marzo 2020, risultano ufficialmente 35.173, mentre si contano ben 4.025 guariti. La distorsione o meglio la manipolazione dei dati istituzionali è intervenuta sul numero dei deceduti: fino a ieri 2.978. Positivi al nuovo coronavirus non vuol dire, su base scientifica, morti a causa del Covid-19.
Infatti, il direttore generale del ministero della salute (dottor Claudio D'Amario), nella circolare del 25 febbraio 2020, inviata a tutte le autorità di ogni ordine, livello e grado, ha specificato in modo inequivocabile:
«un caso non può definirsi confermato senza la suddetta validazione del laboratorio ISS... Si precisa infine che la certificazione di decesso a causa di COVID-19 dovrà essere accompagnata da parere dell'Istituto Superiore di Sanità».
Infatti, l'ISS ha analizzato alla data del 17 marzo 2020, ben 2.003 casi. Senza ombra di dubbio: le persone decedute a causa del nuovo coronavirus sono appena due (2). Però, il governo, alcuni esperti e i mass media seguitano a mentire spudoratamente a reti unificate, facendo credere all'opinione pubblica che tutte le persone siano passate a miglior vita, in ragione dell'azione dell'ultimo agente virale in missione speciale. In sostanza, ripeto, indicando dati oggettivi ed istituzionali, sulla base dei riscontri dell'ISS (l'unico titolato a certificare la situazione sanitaria), i 2.978 individui trapassati non sono oggettivamente attribuibili al COVID-19. Peraltro, sempre l'ISS nel suo rapporto bisettimanale datato 17 marzo 2020 ha chiarito:
«Ad oggi sono 17 i pazienti deceduti COVID-19 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 5 di questi avevano meno di 40 anni ed erano tutte persone di sesso maschile con età compresa tra i 31 ed i 39 anni con gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità)».
Quando una moltitudine di persone decedute per altre cause viene inserita d'ufficio dai medici nella conta del coronavirus, non si tratta di banale incompetenza sanitaria, ma di intenzionalità criminale.  L'Italia non è un lazzaretto di appestati come gli inquilini provvisori del governo grulpiddino vogliono far credere al mondo intero, nonché alla popolazione nostrana.
Come mai nel 2017 per 20 mila morti (stimati) in più della norma non si è scomodato nessun politicante o virologo italidiota? E nel 2015 quando ci sono stati 54 mila morti in più del 2014, tutto normale? Nessun ospedale congestionato e nessuna terapia intensiva prossima alla saturazione? Tutti deceduti a casa, per strada o al mare? Allora, il periodo chiave preso in considerazione va dalla 48esima settimana del 2016 alla sesta del 2017. In 2 mesi e mezzo circa, più 20 mila morti oltre il consueto previsto. Sui dati Istat non si può barare: circa 100 mila decessi all'anno, a fronte di 73 mila nascite. Nella stagione 2016/2017, ci sono stati in 20 settimane 34.000 morti tra gli anziani (18.000 in più rispetto alle previsioni), ossia oltre 1.700
a settimana, non è stato arrestato il belpaese. In media ci sono in Italia, ogni giorno, 1.500 morti: 1000 si dividono tra cancro e malattie cardiovascolari. Gli altri 500 in gran parte per morte iatrogena, nonché infezioni ospedaliere; poi tutto il resto compresi suicidi e incidenti di vario genere.

A proposito: ai morti positivi al coronavirus, che subiscono, terapie sperimentali, posto che non esiste un farmaco per il coronavirus o per il raffreddore o l'influenza e quindi a discrezione dei medici, vengono somministrati farmaci di ogni tipo come antibiotici, antiartitici, paracetamolo, ibuprofene, cortisone e quant'altro. Sarà mai che con nel tentativo di aiutare il paziente, lo si intossichi ancora di più fino a provocarne la morte? Si chiama morte iatrogena. La iatrogenesi è la terza causa di morte nel mondo moderno. A rigor di logica e di buon senso, allora perché la medicina gestisce la salute della nazione? La medicina non è una scienza, bensì una disciplina. Come si fa ad affidare ad un arte, che necessita fede, il potere di fare leggi a loro favore? 
 
Di cosa sarebbero morti gli anziani che riempiono le pagine di onoranze funebri? Di qualunque patologia avessero, a cui si sommano le cure sperimentali che hanno subito ("terapia antibiotica, antivirale e steroidea" come ha dichiarato adesso l'ISS) visto che non sanno nulla di nulla di questo covid-19. Probabilmente, per questo virus, l'ambiente ideale per proliferare si trova nelle persone altamente intossicate da farmaci e vaccini. Tutta questa roba chimica, che l'uomo comune considera "sostanze che fanno bene", non dovrebbe essere nell'organismo. Questa miscela di sostanze, molto probabilmente, come succede in natura in un ecosistema, uccide parte della "fauna" locale e lascia lo spazio ad altri tipo di batteri e virus che invece sono più resistenti a quel tipo di ambiente. Succede in un acquario, nella savana, dappertutto. Certo, non solo gli anziani sono spesso piú intossicati dei giovani. Basti pensare ai bambini nei reparti di oncologia o i bambini con malattie autoimmuni.

Qual è il numero esatto di tutti i morti di ieri (con e senza virus) o ancora meglio, il totale dei deceduti negli ultimi 90 giorni? A saperlo con esattezza dal governo tricolore della traspranza a chiacchiere morte, forse si potrebbe comprendere se è un'autentica pandemia, oppure un'epidemia per interesse dei soliti baroni della sanità nostrana, ma soprattutto delle multinazionali del ramo, o un'operazione geopolitica, poiché la geostrategia nulla ha da spartire con la virologia. All'estero le buone idee italiane le copiano sempre, perché facciamo scuola nel mondo (anche in negativo).














domenica 1 marzo 2020

coronavirus: cecità collettiva!


di Gianni Lannes
Geopolitica totalitaria? La psicosi innescata dal sistema di dominio mondiale sembra aver trasformato l'Italia nel luogo dei senza nome, in uno Stato di polizia, nel teatro di un racconto distopico, dove addirittura la paura iniettata nel corpo sociale da autorità, istituzioni e mass media, è stata commercializzata un tanto al chilo in ragione del profitto economico. Gli scaffali vuoti dei supermercati, la gente in fila per accaparrarsi beni di prima necessità (disinfettanti come l'amuchina), lo sciacallaggio, politico, gli episodi di sopraffazione e in aggiunta la solita dose massiccia di razzismo italico. Insomma, nel belpaese - ora che il calendario generale segna la fine del febbraio 2020 - si sopravvive in uno scenario post-apocalittico, comunque in assenza dell’apocalisse. La letteratura, pur ignorata dalla masse, tratta da tempo immemorabile, almeno da Manzoni a Camus,  il tema dell’epidemia - letale, irreparabile, catastrofica. Ebbene, il romanzo che più di d'ogni altro ci racconta le eterodirette dinamiche sociali che stiamo affrontando adesso, potrebbe essere Cecità dell'inimitabile José Saramago.

Un essere umano in auto è in sosta al semaforo quando improvvisamente non vede più nulla. È questo l’attacco appunto di Cecità, romanzo pubblicato nel 1995 con il titolo originale di Ensaio sobre a cegueira (“Saggio sulla cecità”). L’uomo viene accompagnato dal medico, che non riesce però a trovare una spiegazione per quella misteriosa malattia, fin quando non si rende conto di essere stato contagiato anche lui. Il medesimo destino accomuna tutti i pazienti che sono nella sala d’attesa. Quando la cecità inizia a contaminare la massa urbana in maniera capillare, il governo decide di mettere i ciechi in quarantena. Divisi in gruppi e rinchiusi in edifici fatiscenti, i non vedenti regrediscono ad uno stadio primitivo. È su queste basi che Saramago elabora una lucida analisi della natura umana. Si tratta di un ritratto di cogente attualità.
I personaggi non hanno un nome e sono identificati attraverso le loro inclinazioni, il mestiere o il ruolo sociale. C’è il medico, il primo malato o paziente zero, la moglie del medico, la ragazza con gli occhiali, il vecchio con la benda. L’epidemia rende l’essere umano impersonale, rimuove la sua identità anagrafica. Anche noi oggi non abbiamo più un nome, bensì un codice a barre.
Saramago sorvola sulle implicazioni storiche e politiche, concentrandosi sull’umano. La sua descrizione della quarantena è un saggio antropologico sulla specie umana, spontaneamente incline alla sopraffazione. Quando il governo consegna il cibo ai ciechi nell’edificio, iniziano a spuntare le fazioni. Il cibo diventa motivo d’ossessione, e lo è anche nella nostra realtà odierna. Il principale pensiero dei cittadini in seguito ai primi casi del coronavirus è stato quello di razziare gli scaffali dei supermercati, arrivare prima degli altri per garantirsi la sopravvivenza. Nel romanzo qualsiasi oggetto diventa potenzialmente un’arma di ricatto, di minaccia o di speculazione. I gruppi che detengono il potere lucrano sul cibo e sugli altri beni vitali. La trasposizione odierna è l’amuchina venduta su Internet a prezzi esorbitanti, la mascherina equiparata ad un bene di lusso, insomma, la commercializzazione della paura.
«È di questa pasta che siamo fatti: metà di indifferenza e metà di cattiveria» scrive Saramago in un passaggio del romanzo. Inizialmente l’indifferenza è stata l'atteggiamento evidente: l’epidemia era in Cina, lontanissima e le uniche preoccupazioni erano lo sciacallaggio. I politicanti italidioti, infatti, hanno sfruttato la paura collettiva per la personale propaganda. Quando il virus è emerso nel belpaese, l’indifferenza si è spostata altrove. L’attenzione sul virus e l’allarmismo conseguente ha oscurato le catastrofiche emergenze italiane. La vera cecità è non vedere la morte di tanti bambini, i diritti umani che continuano a essere calpestati in tutto il mondo. Come ha scritto Saramago: «È una vecchia abitudine dell’umanità passare accanto ai morti e non vederli».
In sostanza Saramago ha scandagliato le dinamiche sociali che si creano all’interno di un’emergenza. Durante la quarantena un unico gruppo detiene il possesso del potere e tiene gli altri ciechi in una fame costante. È l’egoismo di pochi che prevale sulla sofferenza di molti: la ricetta dell'imperialismo globale. E a proposito di discriminazioni: l’uomo non guarda in faccia il dolore degli altri, ma lo usa per rafforzarsi e ferire il prossimo.
La cecità non è una menomazione fisica, non riguarda gli occhi ma una condizione insita nella propria natura. È quindi il buio della ragione e si palesa ancor di più quando i ciechi abbandonano la quarantena e si ritrovano in uno scenario in cui la città è un tempio del male, con gli uomini a combattere per un tozzo di pane, a occupare abusivamente le case degli altri, a ingannare il prossimo. L’inganno viene perpetrato in una condizione di instabilità, dove l’essere umano è indifeso, non può affidarsi a nulla se non al suo istinto di sopravvivenza. Questo romanzo dopo 5 lustri ha illuminato la nostra attualità.
Il seme del male è già presente nell’uomo anche prima della diffusione di un morbo. L’uomo attende una giustificazione per esternare i suoi istintivi istinti peggiori. Saramago è stato in grado di scarnificare l’individuo e mettere in evidenza tutti i suoi limiti, fino a capire che il virus più letale è quello che ci riconduce a uno stadio primitivo, al male inteso come dimora della nostra cecità, quella che non è collegata agli occhi. Ancora Saramago: «Con l’andare del tempo, più le attività di convivenza e gli scambi genetici, abbiamo finito col ficcare la coscienza nel colore del sangue e nel sale delle lacrime, e, come se non bastasse, degli occhi abbiamo fatto una sorta di specchi rivolti all’interno, con il risultato che, spesso, ci mostrano senza riserva ciò che stavamo cercando di negare con la bocca (... ) Se non siamo capaci di vivere globalmente come persone, almeno facciamo di tutto per non vivere globalmente come animali».
Il coronavirus non ci ha reso individui peggiori, ma ha solo evidenziato ciò che realmente siamo, ovvero ciechi da sfiorare il cinismo. Oggi la speranza è quella di prendere come lezione questa esperienza e aprire gli occhi. Altrimenti la cecità comune proseguirà anche quando i contagi finiranno e il delirio apocalittico cederà campo alla vita di tutti i giorni, ovvero un’infinita quarantena in cui non riusciamo a vedere oltre il nostro naso.
Parola di Saramago: «Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che non vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono”.

Riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/02/italia-aria-piu-inquinata-deuropa-e.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=coronavirus

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