martedì 24 ottobre 2017

rapacità



Greed è un film muto del 1924 diretto da Erich von Stroheim.

Storia

La pellicola è un adattamento del regista Erich von Stroheim e di Joseph Farnham del romanzo McTeague di Frank Norris, mentre la menzione di June Mathis come sceneggiatrice fu una questione meramente contrattuale della Metro-Goldwyn-Mayer, visto che la sceneggiatrice era all'epoca impegnata in altre produzioni. Greed è uno dei "film maledetti" della storia del cinema e la storia delle riprese di questo film fa parte delle leggende di Hollywood.

Sotto l'egida della Goldwyn di Samuel Goldwyn, il regista Erich von Stroheim cercò di creare una versione cinematografica del racconto letterario fedele in ogni minimo particolare. Per rispecchiare l'autentico spirito della storia, il regista insistette per effettuare le riprese il più possibile nei luoghi originari: a San Francisco, in Sierra Nevada e persino nel deserto della Valle della Morte, dove le riprese furono estremamente difficili per le condizioni atmosferiche al limite della sopportazione, sia per gli attori che per la troupe. In tutto il film fu girato in nove mesi, con la cifra straordinaria di 470.000 dollari spesi, una somma davvero faraonica per l'epoca.

La versione originale della pellicola aveva una durata titanica di circa sette ore (42 bobine). La Metro-Goldwyn-Mayer di Irving Thalberg, che acquistò la Goldwyn durante la produzione del film, costrinse il regista ad adattare la pellicola a una durata, secondo lei, più accettabile per un largo pubblico, e il regista consegnò allora con molto sforzo una versione tagliata, di circa la metà (24 bobine), per una durata di circa quattro ore. In seguito il film passò nelle mani dell'aiuto regista Rex Ingram, allievo e ammiratore di Stroheim, e del montatore Grant Whytock, che arrivarono a una versione di 18 bobine (3 ore), dove si salvava il salvabile.

Il film venne però ancora requisito dalla MGM e tagliato ulteriormente da montatori professionisti, nonostante le vivide proteste del regista, che lo ridussero a sole 10 bobine, per 108 minuti. Si tratta della versione normalmente in circolazione anche oggi, dove sono stati tagliati interi personaggi e episodi a man bassa. Le parti tagliate dalla pellicola vennero in larga parte distrutte, trasformandola in uno dei più celebri film perduti di Hollywood.

Il film fu un vero insuccesso al botteghino e venne aspramente bocciato dalla critica, tuttavia negli ultimi anni esso è stato enormemente rivalutato e giudicato uno dei film chiave della storia del cinema.

Nel 1991 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1999 la Turner Entertainment (detentrice dei diritti) ha cercato di ricostruire la pellicola originale recuperando alcune serie di fotogrammi perduti creando una versione restaurata di quattro ore e mezza. Esiste anche una versione di due ore e venti.

Trama

Prima parte

La storia si svolge tra San Francisco e il deserto californiano.

Mac Teague è un minatore di carattere mite e tranquillo, almeno finché non viene provocato, come dimostra una primissima scena dove sta cullando un passerotto e poco dopo getta un uomo giù da una scarpata perché ha scacciato l'uccellino. Nel suo villaggio una sera giunge un dentista ambulante, che lo affascina, facendogli prendere la decisione di imparare quel mestiere.

Nella scena successiva infatti saluta la madre e va in città. Poco dopo Mac è riuscito ad aprire un proprio studio a San Francisco, in Polk Street, dove un giorno ha come clienti il suo amico Marcus e la sua ragazza (e cugina) Trina Sieppe, che ha un dente da curare. Nello studio Maria, la donna delle pulizie, convince Trina ad acquistare un biglietto della lotteria. Mac si invaghisce subito di Trina e, mentre è addormentata col cloroformio, essendo rimasti soli nella stanza, la bacia. Il gesto sacrilego è sottolineato dalla benda sulla testa di Trina, che la fa assomigliare a una suora.

Qualche giorno dopo Mac e Marcus sono in un caffè sul molo e discutono di Trina: Mac racconta del suo impulso, ma Marcus non si arrabbia, anzi rinuncia alla ragazza per l'amico.

La loro amicizia è suggellata dalla stretta di mano, sullo sfondo di un quadro religioso dietro di loro, che sembra benedire. Una battuta di Marcus impressiona Mac: "Amici fino alla morte!".

Un fine settimana Mac, Marcus, Trina, con suo padre, sua madre, la sorella dentona di lei e tre bambini escono tutti insieme a San Francisco. Dopo un pomeriggio passato insieme Mac e Trina rimangono soli. Sorpresi da un temporale, si riparano in una capanna, dove Mac confessa il suo amore a Trina chiedendole di sposarla. Lei tergiversa, ma alla fine Mac riesce a strapparle un bacio di assenso, che però la lascia sconvolta. Nonostante ciò i due si danno appuntamento per la domenica successiva.

La settimana successiva Trina, dopo un pomeriggio passato con Mac e la madre, tornando a casa viene accolta da una folla di amici e conoscenti: proprio lei ha vinto la lotteria, un premio di ben 5.000 dollari in monete d'oro. Felici per l'accaduto Mac e Trina decidono di sposarsi.

Il matrimonio

Con l'arrivo del denaro inizia anche la rapacità: Marcus infatti non perdonerà più Mac di avergli portato via la ragazza che ora vale un tesoro.

La scena del matrimonio e del banchetto di nozze sono tra le più famose del film, tipiche dello stile crudele e disincantato di von Stroheim.

Tutto sembra procedere alla perfezione, ma il regista mette in evidenza un lugubre presagio, per via di un funerale che sta passando sotto le finestre della casa, ripreso con un'inquadratura dalla grande profondità di campo: questa tecnica era poco usata nel cinema americano, perché lo sfondo poteva distrarre lo spettatore nei dettagli, invece Stroheim la usò per generare un conflitto nell'inquadratura, dove lo sfondo dà il vero significato alla scena, anche se l'avampiano mostra tutt'altro.

Il successivo banchetto è costruito tutto per sottolineare la decadenza e la volgarità delle persone: i cibi sono banane, pasticcini che sporcano le mani e la faccia, o macabri teschi di pecora, rosicchiati bestialmente dagli invitati.

Quando gli invitati se ne vanno dalla casa degli sposi Trina sembra terrorizzata. Corre dietro alla madre come per trattenerla ancora con sé, ma alla fine resta sola con Mac. Lui le ha regalato una coppia di uccellini (che spesso nel film saranno mostrati come simbolo della loro coppia), ma la vista della gabbia mette Trina in grande sconforto (con una soggettiva che si appanna si vede la gabbia "con gli occhi di Trina" che si stanno riempiendo di lacrime). La scena si chiude con Mac che chiude il tendaggio sul talamo, mentre Trina singhiozza disperata all'altro capo del letto.

Vita coniugale

Già dalla prima scena successiva si vede il nuovo atteggiamento di Trina, qualche tempo dopo: nonostante sia molto ricca, col portafogli pieno di banconote e monete, sul sagrato di una chiesa mente al marito dicendogli di non avere soldi, per far sì che paghi lui un giglio bianco che una vecchia sta vendendo. È la prima avvisaglia di quell'avarizia che diventerà patologica, trasformandola da una mite ragazza alla rigida custode del suo tesoro. Anche quando la coppia cerca casa è chiaro che Trina non è disposta a spendere i suoi soldi e restano nella vecchia casa.

Una sera Marcus, Mac e altri amici sono in un locale a bere, fumare e giocare a carte. In quell'occasione Marcus, che è ubriaco, si arrabbia con Mac per avergli soffiato la ragazza da 5.000 dollari, arrivando a provocarlo rompendogli la pipa e lanciandogli contro un coltello che si pianta sul muro accanto alla testa di Mac. Marcus scappa, ma Mac non può inseguirlo perché è trattenuto.

Nel frattempo Trina sta dedicandosi al suo passatempo da allora preferito: toccare, guardare e lucidare le sue monete d'oro. Quella sera Mac e Trina discutono sulla richiesta della madre di lei di darle 50 dollari, ma Trina è categorica: i suoi soldi non si toccano. Anzi, quando Mac dorme, lei gli prende i soldi dalle tasche dei pantaloni. Strofinandosi le mani soddisfatta l'inquadratura sfuma su due braccia scheletriche che accarezzano delle monete d'oro, simbolo della rapacità e avarizia della donna.

Il tracollo

Un giorno Trina e Mac ricevono una strana visita di Marcus, che entra in casa loro allegro e festoso, ma in realtà li sta per tradire. Chiede a Mac come vada il lavoro, mentre un gatto, simbolo di Marcus, scorrazza per la stanza (più tardi assalirà la gabbia degli uccellini). Infine li informa che sta per trasferirsi da un amico dove ha trovato lavoro nel suo ranch, dando loro l'addio.

Pochi giorni dopo nel suo studio Mac riceve una lettera dove lo Stato della California lo informa che è venuto a sapere che non è provvisto di diploma, quindi deve chiudere lo studio al più presto: è opera di Marcus, come testimonia la simbologia di un gatto che salta sugli uccellini in gabbia.

Per Mac e Trina è la fine dal benestare e da allora i loro problemi si acuiranno tragicamente, iniziando un processo di distruzione reciproca.

Dopo la chiusura dello studio la coppia vende tutti i suoi averi per continuare a vivere, ma Trina custodisce ancora gelosamente il suo tesoro. La casa è svuotata dei mobili e i vestiti della coppia sono ormai trasandati. In questo clima è facile arrivare ai litigi: Trina rimprovera il marito di non trovare un lavoro e lui vorrebbe invece che lei spendesse i suoi soldi. Le loro facce sono ormai dure maschere. Mac inizia a frequentare il bar, dove si ubriaca.

Trina intanto ha incubi dove mani come serpenti rubano pezzi del suo tesoro e non fa che chiedere soldi al marito, che ormai si sente come uno schiavo della donna. Una sera i due hanno un litigio particolarmente violento. Esasperato dalle continue richieste di denaro della moglie Mac chiede con insistenza di vedere i cinquemila dollari, ma lei nega di averli ancora, chiedendosi dove lui trovi invece i soldi per il whisky (non sa che glielo offrono gli amici). Quella sera il litigio finisce con Mac che va a letto, ma qualche sera dopo egli diventa più cattivo e insistente, arrivando a torturale la moglie mordendola finché non si fa consegnare dei soldi (alcune banconote messe da parte).

Un giorno Trina va a comprare la carne con un dollaro e compra quella più economica, praticamente marcia, per quindici centesimi, ma a casa ne rende a Mac solo venticinque, nascondendo il resto. È la goccia che fa traboccare il vaso: qualche giorno dopo Mac esce per pescare e non torna più.

Separazione

Dopo la separazione Trina trova lavoro come custode in una scuola elementare: la notte dorme in un stanzetta della scuola, dove si dedica alla sua passione: spargere le monete d'oro, guardarle, accarezzarle, poi metterle sul letto e dormirci insieme. Mac passando per la strada, ignaro del nuovo alloggio della moglie, trova un pezzo della foto del suo matrimonio nell'immondizia e decide di guardare nella finestra della scuola vicina. Qui ritrova Trina e la sveglia bussando alla finestra, per chiederle qualcosa da mangiare (le buone intenzioni di Mac sono simboleggiate da una rosa bianca del giardino, che appare dietro di lui nell'inquadratura). Lei però lo tratta con estrema durezza, scacciandolo come se fosse venuto solo per chiedere i suoi soldi.

La vigilia di Natale Mac si ripresenta alla scuola di notte, furioso. Adesso vuole i cinquemila dollari dalla moglie. Lei fugge, cerca di scappare, ma Mac la prende, la picchia e alla fine, fuori dall'inquadratura, la strangola. Allora si dirige in camera sua e rovista finché non trova il sacchetto delle monete d'oro, che prende uscendo indisturbato in strada, nonostante fossero appena passati due poliziotti.

Epilogo

Mac è fuggito da San Francisco, ma non riuscendo a trovare pace in nessun luogo arriva al deserto di Mojave, mentre stanno affiggendo volantino con la sua faccia e la scritta "Wanted" in tutto lo stato, promettendo anche una ricompensa. Un volantino arriva anche al ranch di Marcus, che con alcuni compagni decide di andare a cercarlo.

Mac è solo nel deserto con un cavallo, il volto con la barba lunga e solcato da profonde rughe per la disidratazione (von Stroheim fece davvero patire la sete ai suoi attori). Tra serpenti velenosi, rettili e scorpioni Mac esclama la celebre battuta: "Cielo, che paese!", che simboleggia il parallelo tra l'aridità del luogo e quella della sua anima.

I cercatori intanto riescono a trovare le tracce del passaggio di Mac e del suo cavallo, ma le condizioni proibitive diradano il gruppo, finché solo Marcus prosegue nella ricerca, accecato dall'avidità di riavere i "suoi" cinquemila dollari. Il cavallo di Marcus muore disidratato, ma egli continua anche a piedi, dopo aver trovato le inconfondibili orme del passaggio del nemico nel deserto.

Alla fine, sotto un sole cocente, i due si rincontrano. Marcus è armato, per cui inizialmente ha la meglio. Poi però il cavallo di Mac, dove c'è il bagaglio e il tesoro, scappa, allora Marcus lo abbatte per fermarlo. L'animale muore, però un proiettile ha anche forato la borraccia di Mac. Allora i due nemici, soli in mezzo nel deserto, senza animali e senza acqua, iniziano l'ultima lotta, dove Mac uccide l'eterno rivale con i colpi del calcio della pistola. Ma Marcus è riuscito ad ammanettare Mac con la sua mano, prima di morire. Il finale tragico vede Mac che si rassegna alla morte accanto al nemico. Cerca di liberare anche l'uccellino in gabbia che si era portato con sé, simbolo della sua anima, ma nemmeno quello ha più la forza di volare e si accascia vicino al cavallo morto, mentre nel sole brillano le inutili monete d'oro sparse in terra, fonte di tutti i guai.

Caratteristiche

Rapacità è generalmente considerato il capolavoro di von Stroheim, una delle prime opere di sfida e provocazione alla cultura ed alla società dell'epoca. Innanzitutto è un tipico esempio di grandiosità dispendiosa, con la realtà ricreata nei più minuti particolari, tramite la messa in scena curatissima, una grande profusione di mezzi e una durata titanica.

I produttori inizialmente giocarono con la sua megalomania per scopi pubblicitari, coniando anche la frase contano soprattutto l'opera e il regista (pochi anni dopo la MGM rovesciò il principio in conta soprattutto il produttore) e dipingendo attorno a lui la leggenda del decadente nobile europeo emigrato a Hollywood, ma gli insuccessi portarono in seguito al suo ostracismo, almeno come regista.

In Rapacità il realismo e le continue metafore visive sono fuse in un tutt'uno. I set sono ricavati nei luoghi descritti dal romanzo con una precisione maniacale, mentre le singole inquadrature erano frequentemente simboliche o allegoriche, che esplicitano il vero senso della storia e gli stati d'animo dei personaggi. Alcune inquadrature sono puramente simboliche (come quella delle lunghe mani scheletrite sulle monete d'oro o il primissimo piano del gatto che sta per attaccare gli uccellini), altre contengono simboli (come la banana, simbolo di volgarità, mangiata da Mac al pranzo di matrimonio), altre ancora contengono allusioni costruite con le inquadrature: per esempio durante i litigi tra Mac e Trina si vede in una scena Trina che guarda dall'alto delle scale (in lontananza) Mac che scende (in primo piano), evidenziando l'odio e la divisione tra i due coniugi. Le sequenze puramente simboliche ritmano il racconto e frequenti sono i parallelismi fra uomini e animali.

Von Stroheim usò la profondità di campo, difformemente dalla tendenza americana a escluderla, sfruttando anche lo sfondo per costruire le sue profonde simbologie: lo sfondo infatti poteva arrivare a rappresentare il contrario di quello che si vede in avampiano (vicino cioè alla macchina da presa). Così se viene mostrata una scena lieta uno sfondo tetro e spettrale ne cambia la connotazione. Tipico è l'esempio del matrimonio dei protagonisti, dove si vede un funerale passare davanti alla finestra, un oscuro presagio della futura vita coniugale che genera angoscia fin dall'inizio.

Accanto ai simboli però esiste anche un realismo esasperato, che analizza la violenza e la crudeltà dei personaggi, nella maniera tipica del linguaggio del regista: non esistono buoni e cattivi, i personaggi sono tutti cattivi e gli eventi porteranno ciascuno a tirare fuori il lato peggiore di sé, verso la distruzione. Incredibilmente reali sono le scene dei litigi, con violenti primi piani dove esplode la collera dei protagonisti, costruiti con violenti campo-controcampo a 180°, tanto che sembra di percepire le loro urla. Lo sguardo del regista è impietoso e mostra tutti i dettagli anche più crudi come il sudore, la sporcizia, la sofferenza fisica, con una violenza che ignora le convenzioni di compiacimento verso lo spettatore. Il suo cinema infatti era indifferente alle necessità dello spettacolo, sia come durata sia come tematiche e metodi di rappresentazione affrontati: il film non era un piacere rilassato, ma un impegno intellettuale e anche fisico per chi lo guardava.

Inoltre il film ha una carica sensuale e erotica, soprattutto nella prima parte, tipica del regista, che contraddistingue le sue opere e che non avrà pari nel cinema successivo: alcuni critici hanno parlato di "violenza erotica"

fonte: Wikipedia

FINALE



Trina addormentata, ricorda una suora


Il matrimonio

Passaggio del carro funebre in profondità di campo



Profondità di campo che sottolinea il distacco e la diffidenza tra i coniugi

Litigio


Mac ritrova Trina in una scuola
.


Epilogo



Il banchetto

Trina dopo la separazione



venerdì 20 ottobre 2017

il campo di concentramento di San Maurizio Canavese nel 1861


















CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI SAN MAURIZIO CANAVESE NEL 1861















ITALIANI, DEL REGNO DELLE DUE SICILIE E DEGLI ALTRI STATI ITALIANI “PREUNITARI”,  DEPORTATI E RINCHIUSI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO E STERMINIO DAL 1860 IN POI.
Quanti sono gli Italiani del Sud  e degli altri Stati Italiani “preunitari” fatti prigionieri di guerra militari e civili e deportati e rinchiusi nei vari campi di concentramento e di sterminio dal 1860 in poi?
Se ne perde il conto!
Il Campo di Concentramento di San Maurizio Canavese, nella Zona delle Vaude, presso Lombardore, che è qui sopra illustrato in una stampa dell’epoca, era il più grande delle decine di campi di concentramento e delle centinaia di luoghi di detenzione per i prigionieri delle guerre dal 1860 in poi, e, a suo tempo, contenne contemporaneamente fino a più di 10’000 prigionieri di guerra duosiciliani, ma dato che molti venivano avvicendati, dato che vi era: chi moriva per la durissima vita, senza ripari di alcun genere dalle intemperie e dormendo per terra all’addiaccio, chi si ammalava e veniva spostato in qualche ospedale militare, chi comunque con varie motivazioni veniva spostato altrove, se del caso anche presso altre carceri militari ordinarie o straordinarie e punitive come la famigerata Fortezza di Fenestrelle, chi accettava di abiurare dalla fedeltà al suo Stato e veniva fatto entrare nei ranghi dell’esercito dei vincitori,  è ovvio che per quel campo si avvicendarono molti più dei 10’000 prigionieri di guerra che furono il livello numerico massimo di coloro che vi erano contemporaneamente imprigionati .
Successivamente, ancora fino a qualche decennio fa, l’area militare dell’ex Campo di Concentramento di San Maurizio Canavese era stata usata dall’esercito come “Poligono di Lombardore” per l’addestramento con i carri armati, ragion per cui anche nei paesi circostanti si era persa la memoria del suo tragico uso iniziale come campo di concentramento nel 1861.
Questo di San Maurizio Canavese era sicuramente il più esteso e soprattutto il più affollato, ma pur nella sua estrema durezza non il più terribile, perché questo primato spettava senza alcun dubbio al famigerato e perciò più nominato, conosciuto e temuto di tutti i Campi di Concentramento, Punizione e Sterminio d’Italia nel 1861 ed anche dopo, fino a successivamente la Seconda Guerra Mondiale, e che era il Campo di Concentramento e di assicurato sistematico sterminio della Fortezza di Fenestrelle, a 1’200 msm, in mezzo alle aspre e gelide montagne della Vallata Alpina del fiume Chisone nei pressi di Pinerolo in Provincia di Torino.
Perché non si perda del tutto la memoria di quei patrioti che sacrificarono la vita non solo nei campi di concentramento e sterminio di San Maurizio Canavese e di Fenestrelle, ma anche di San Mauro, di Alessandria, di Novara, di Savona, di Genova, di Milano, di Gaeta, e tantissimi altri, vi invito ad iscrivervi al gruppo facebook, di cui alleghiamo qui sotto il link, relativo proprio al Campo di Concentramento di San Maurizio Canavese ed anche agli altri gruppi e pagine facebook che abbiamo aperto fin da prima del 26 aprile del 2009 in memoria ed in onore di coloro che Giovani e Forti Patrioti Italiani del Sud e di tutti gli altri Stati Italiani “preunitari”!
E’ giusto, anche dopo più di 150 anni, ricordare quelle persone che,… per i loro ideali di Fede nel loro Dio, per la loro lealtà al loro Stato, per avere legittimamente difeso la loro Patria e per non avere rinnegato e disprezzato la loro stessa appartenenza etnica,… furono sterminati dai vincitori con un’atroce morte, avendoli fatti criminalmente patire non solo la privazione della libertà, ma anche gli stenti, la fame, il freddo, i lavori forzati, le offese, le umiliazioni, le lacrime, il sangue, le torture, e la massima disperazione di chi sa di essere praticamente condannato a morte senza remissione, lontano dai propri cari e dalla propria amata terra!
Ancor oggi come allora, dopo più di 150 anni, essi sono senza neanche un segno, almeno un sasso votivo che ne ricordi e ne onori la memoria ed il sacrificio supremo della vita con cui ciascuno di loro,… pur battuto materialmente e vinto fisicamente sul campo di battaglia e ridotto a prigioniero e schiavo in catene nel corpo, ma per nulla domato nell’animo, e niente affatto convinto nella mente, e ancora con l’assoluta libertà morale dello spirito che non aveva mai alienata neanche sotto tortura,  e nonostante fosse al fondo dell’abisso della sconfitta  e della rovina di tutto il suo mondo,… volle… comunque essere lui in persona l’unico ed ultimo sovrano signore e padrone della sua vita!…
Ciascuno di loro seppe mantenere chiara e ferma coscienza che,.. anche e perfino lì ed allora, al fondo di quell’abisso di sventure,…  era sempre e comunque possibile scegliere se vivere o non vivere senza la libertà!…
Ciascuno… scelse… di mantenere il massimo rispetto di se stesso per quello che era allora, che era stato prima e che era convinto che fosse giusto essere!…
Scelse… di tributare il supremo onore a quello che  nella sua  coscienza credeva che fosse vero e giusto!… e  di testimoniare perfino con l’estremo martirio e con il massimo sacrificio appunto della sua vita:…
– anzitutto la sua intatta Fede nei confronti del suo Dio che per secoli e secoli era stato anche il Dio dei suoi padri ed antenati!… con lo stesso spirito di fede che secoli prima aveva animato gli Ottocento Santi Martiri di Otranto che nel 13 agosto 1480 preferirono essere tutti decapitati in un sol giorno dal feroce sultano Maometto II piuttosto che rinnegare la propria fede.
– e poi il suo legame di affetti familiari e parentali con la sua Gente, l’amore per sua Patria, la stima per la grandezza del suo Popolo, l’orgoglio di appartenere ad una grande Nazione,…  e la lealtà alla sua parola data ed ai suoi giuramenti a quello che lui ed il suo Popolo per generazioni avevano  sempre fermamente ritenuto loro Legittimo Stato!…
Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

mercoledì 18 ottobre 2017

preoccupazione degli scienziati

Il POLAR VORTEX si sta spostando e potrebbe creare “inverni molto freddi” negli USA e in Europa!!


Secondo gli scienziati, il cambiamento climatico ha causato gravi danni in Artico. Infatti, uno studio dimostra che il vortice polare si sta spostando e che creerà inverni rigidi, molto freddi, specialmente sulla costa degli Stati Uniti e in molte parti d’Europa. Questi vortici polari durano ancora di più rispetto a quelli degli anni scorsi con temperature eccezionalmente fredde che potrebbero oscillare durante tutto l’anno.
Il vortice polare è un’area di aria fredda che turbina intorno all’Artico durante l’inverno. Quando parti del vortice sono separate, possono causare condizioni insolitamente fredde nel tardo inverno e nella primavera dell’emisfero settentrionale. Questo cambiamento si è verificato per l’ultima volta nel 2014, innescando un evento estremo negli Stati Uniti e nel Canada settentrionali.
Poche persone sanno che esistono in realtà due vortici polari: il vortice polare stratosferico, che si trova circa 19.800 metri (65.000 piedi) sopra la superficie della Terra; e il vortice polare troposferico che si trova approssimativamente tra i 5.500 e i 9.100 metri (18.000 a 30.000 piedi) sopra la superficie. Di solito, quando i meteorologi stanno parlando del vortice polare, si riferiscono al vortice troposferico, che sta strappando e sommergendo aria fredda dirigendole verso le città di metà latitudine, come ad esempio New York o in Europa, Parigi, Madrid etc..
Ma questo studio si è concentrato sul vortice polare stratosferico, che può avere un effetto maggiore ma più sottile sul tempo nelle medie latitudini. Dopo aver esaminato i dati satellitari negli ultimi tre decenni, il team dei ricercatori ha potuto dimostrare che il vortice polare stratosferico si è progressivamente spostato verso il continente eurasiatico ed è diventato sempre più debole negli ultimi 30 anni.
Questo può sembrare buono per gli amanti del caldo, ma un vortice polare più debole è un vortice che è più probabile che tende a rompersi e che questa rottura potrebbe catapultarsi in inverno insolitamente tardivo con “scoppio” a carico di aria fredda nel resto del mondo. Quando il vortice polare è forte, al contrario, riesce a contenere molto bene l’aria fredda del Circolo Artico.
L’indebolimento del vortice polare non è necessariamente nuovo – è qualcosa che diversi studi hanno mostrato negli ultimi anni. Ma questo studio mostra anche che il vortice sta allontanandosi dall’America settentrionale e va verso l’Europa e l’Asia nel febbraio di ogni anno – e che questo spostamento potrebbe causare, nella la costa orientale degli Stati Uniti e di altre parti del mondo improvvisi inverni molto freddi.
Non è sorprendente che lo studio ha anche scoperto che questa variazione del vortice è “strettamente correlata” a una diminuzione della copertura del ghiaccio marittimo artico – soprattutto nei mari del Barents-Kara – e un aumento della copertura della neve sul continente eurasiatico. Il problema principale è che i ricercatori hanno trovato una correlazione, ma nessuno è stato in grado di mostrare esattamente come la fusione di ghiaccio nel mare Artico sta causando lo spostamento del vortice polare.
“Penso che il documento abbia fornito prove sufficienti per sostenere le sue conclusioni, ma ovviamente un documento non risolve un problema”, ha dichiarato James Screen, scienziato del clima presso l’Università di Exeter nel Regno Unito, che non ha partecipato alla ricerca.
Il team ammette di non avere tutte le risposte al momento, ma la relazione tra il vortice polare e la perdita del ghiaccio artico rende degno di indagare ulteriormente su questa anomalia. Nello studio, gli esperti hanno concluso che “il potenziale cambiamento del vortice provocherà la perdita di ghiaccio marino persistente in futuro e il suo impatto climatico associato merita attenzione, soprattutto per limitare il cambiamento climatico in futuro”.
Nel prossimo futuro i ricercatori avranno molte opportunità per esplorare questo fenomeno, con la temperatura al Polo Nord che è di 36 gradi Fahrenheit (20 gradi Celsius) è più caldo di quanto dovrebbe essere.
La ricerca è stata pubblicata in Nature Climate Change
Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

domenica 15 ottobre 2017

tempi cupi

in questi tempi cupi dove i cittadini sono topi,
negli spazi socchiusi sono apparsi commenti recenti
di Maria Grazia Crupi.
Donna dalla sessualità illimitata, si è presentata,
come frequentatrice di club privé
e orge di palazzo, porno star,
ninfomane, cocainomane,
esponente massonica e satanista,
e allora? Rispetto il suo punto di vista,
ognuno sceglie lo stile di vita
più aderente a se stesso, che sia macchina da sesso,
o eccitante, inutile, indipendente, superficiale,
l'importante, in generale, è non coinvolgere minori,
la realtà è già impregnata di orrori.
Le affermazioni che rilascia
possono essere interpretate come provocazione
per suscitare scalpore perché troppo clamorose,
ho l'impressione
che sia votata all'autodistruzione.
Chi si avvicina alla verità viene fatto scomparire,
è da sempre il prezzo da pagare.
Essendo non credente, come la vedo io, non adoro Satana ne Dio,
credo nella Natura, creazione pura,
quindi per farla corta, non prenderla storta Maria Grazia
ma questo tuo modo di esporti in piazza ha un sentore di trappola.

la luna a un metro



La lune à un mètre è un cortometraggio diretto da Georges Méliès (Star Film 160-162) della durata di circa 3 minuti in bianco e nero.

Questo film fu un progetto ambizioso di Méliès, che creò una storia di lunghezza tripla, con un continuo rocambolare di effetti speciali e situazioni.

Vi si notano ancora effetti teatrali e cinematografici (l'arresto della ripresa che fa sparire e apparire, personaggi, scenografie e cose), con qualche timida novità, come lo scatto singolo, che permette l'animazione dei disegni sulla lavagna (fatta poi in un secondo momento da sagome ritagliate e mosse da fili, un trucco questo di tipo teatrale e non cinematografico).

Con questo film inoltre Méliès si avvicina al tema dell'astronomo e della luna che sarà quello dei suoi capolavori: Viaggio nella luna e Viaggio attraverso l'impossibile.

Trama

Nello studio di un mago, con un grande telescopio puntato da un balcone verso la luna, un diavoletto importuna il mago che sta studiando, ma appare una donna-dua, con una luna in testa, che lo scaccia e ispira il mago, il quale si alza e scrive un progetto alla lavagna, con la Terra e la luna, che si animano e diventano un bambino con la testa di sole che sorride.

Buttata via la lavagna, il mago prende un telescopio, ma si scopre che è un matterello, che gli cade nell'occhio. Sparisce la scrivania e la sedia, facendolo capitombolare. Allora guarda verso la luna col grande telescopio, ma questa diventa enorme, entra nella stanza e divora il telescopio, i mobili e poi sputa fuoco. Il mago si ripara con un ombrello, che viene incenerito, poi la luna sputa due bambini-Pierrot, che si mettono a ballare. Rispediti nella bocca del satellite, il mago colpisce la luna mostruosa (fatta con una scenografia di cartone dove si muovono bocca, occhi e sopracciglia) la quale torna piccola in cielo. Il mago cerca allora di colpirla con mobili, che spariscono e alla fine la luna diventa una sottile striscia di luna, dove sta seduta una donna velata, che arriva nella stanza del mago, ma vola via quando lui cerca di abbracciarla, per tornare, senza velo, sullo spicchio di luna. Sparisce poi il balcone e mentre il mago picchia con la scopa l'armatura che è apparsa, riappare la luna mostruosa, che lo inghiotte, sputandone poi i pezzi.

Allora riappare il diavoletto, che la dea della luna riscaccia via; essa lancia i pezzi del mago sulla sedia, che si ricompongono ritrasformandosi nella persona, che si inginocchia alla dea chiedendole che tutta la sua stanza riappaia a posto venendo soddisfatto.

Il mago allora si rimette a studiare, ripensando all'accaduto e muovendo le braccia pensieroso.

fonte: Wikipedia

VIDEO

domenica 8 ottobre 2017

la siccità innaturale e il popolo rincoglionito che da colpa alla Natura

In questa estate 2017 i geo-ingegneri, alias geo-guerrafondai, come in modo certamente più appropriato li definisce Rosalie Bertell, l’unica voce che ha correttamente scritto di loro, ci obbligano a tenere il diario giornaliero, perché ogni giorno, vivere e resistere, è una fatica peggiore di quella del giorno precedente.

Sono le ore 19,30 del 23 Agosto 2017, di fronte a me il tramonto: un sole ancora alto e forte, circondato da un alone di nebbia bianchiccia, illuminata e sparsa sulla cima delle montagne e nell’aria biancastra, spande una luce esagerata, fastidiosa, innaturale. 

Il cielo è bianco, come l’aria densa e carica di roba soffusa che staziona perenne su di noi. Non si vede l’ora che questo sole, arrogante e malato, se ne vada via e non si faccia rivedere con questo carico di fatica che ci impone, ma intanto il caldo, nonostante l’ora, è in risalita e non accenna a diminuire.

Non ci sono le scie stasera” mi facevano notare, tentando di dimostrarmi le mie superstizioni “vedi non ci sono!!”

Si questa sera c’è la nebbia chimica, non so cosa sia meglio! Non so cosa gradire di più, quale delle due ci fa meno male!

Intanto, guarda caso, oggi ci siamo incontrate in tre persone tutte con gli stessi sintomi di un forte, grosso e persistente male alla fascia finale della schiena, da vedere le stelle in ogni posizione, capace di durare quasi una settimana. 

Da tempo i nostri poveri corpi fisici sono allo stremo: tutti abbiamo le gambe gonfie, la gola irritata, gli occhi che bruciano e respiriamo a fatica; ogni cellula dei nostri corpi sente e sa che sta vivendo una stagione innaturale, che non ci riguarda, che non è nostra, che non ci fa bene e che non accenna a cambiare! 

Immagine correlataOgni giorno, dal mese di Giugno in un andante in crescendo, caldo, sempre più caldo, senza un giorno di pioggia e aria sporca, sempre più pesante, secca e umida nello stesso tempo e, come una beffa, una strana arietta quasi freddina che si solleva dal nulla al primo accenno di formazione di nuvole e le dissolve in un attimo.

Il tanto decantato “riscaldamento globale” provocato dall’uomo, secondo la scienza ufficiale e quindi responsabile, sempre secondo le menzogne della scienza, di tutte le ondate di grandissimo caldo che abbiamo subito, in questa estate si è manifestato in tutta la sua potenza e persistenza. 

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Tutti si lamentano, molti sembra capiscano che sotto c’è qualcosa di strano, ma pare che solo noi, che abbiamo studiato la Bertell, insieme a qualche altro che bazzica la rete, siamo a conoscenza senza dubbi che le ondate di caldo persisteranno fino a quando i padroni del clima non si decideranno a spegnare i riscaldatori ionosferici, perché la CO2, sporca ma non riscalda! Abbiamo il pianeta disseminato di riscaldatori ionosferici che sparano enormi quantità di energia sulla ionosfera, riscaldandola e mantenendo intrappolato questo calore dalla cappa chimica che ci garantiscono costante ogni giorno e ogni notte tramite le scie.

E le nostre attività sarebbero responsabili dei 40° o la natura si sarebbe rivoluzionata di sua spontanea iniziativa trattandoci da paese Africano!

Questa obbligata osservazione metereologica estiva mi aveva portato a scrivere il giorno 7 Agosto 2017, “… giorno memorabile e storico: si può di nuovo respirare!! 

Ripercorro la cronistoria del mio soggiorno montano di questa estate: l’app. che registra le mie camminate è drammaticamente terminata il giorno 23 Luglio, quando ho percorso gli ultimi 5,32 km, poi basta. 

Perché? 

Basta guardarsi intorno ed è tutto chiaro, tutto evidente sotto gli occhi: il cielo sempre più grigio, l’aria calda, umida sempre più irrespirabile, la temperatura sale di qualche grado ogni giorno e non scende nemmeno di notte. 

Non un alito di vento, non una goccia di acqua, da mesi!

Stesse temperature da zero a 1500 m sul livello del mare, stesse temperature di giorno come di notte: sotto una campana di vetro, dentro a un forno a microonde + 35°+ 36°+ 37° fino a 40°, giorno e notte, hanno testato il nostro livello di sopravvivenza! 

Quindici giorni consecutivi senza il minimo cambiamento se non in salita:davvero una grande programmazione, grazie geoingegneria!!”

Quel 7 agosto sembrava fosse cambiato qualcosa, ma il risultato è rimasto identico, probabilmente hanno cambiato brevetto, adottando la strategia del venticello che dal nulla appare per dissolvere ogni ipotesi di acqua alla terra e la “siccità procede indisturbata, è salva e garantita”. 

Grazie di nuovo Geoingegneria, grazie a voi geo-ingegneri che assetate la terra e distruggete gli alberi; se noi, uomini incominciamo a stare abbastanza male, la natura sta molto peggio di noi ed è uno strazio vedere quanto sofferenza e quanto male riusciamo ad infliggere alla fonte principale della nostra ricchezza e della nostra salute!

Chissà quali grandi affari pensate di inseguire, quali grandi vantaggi, quale ricchezza da tanta irragionevole distruzione!

Dovremmo incominciare a capire, che se non c’è logica alcuna, c’è però un enorme piacere!

Qualcuno è proprio soddisfatto di quello che fa e gioca a tirare la corda un tantino sempre di più per vedere l’effetto che fa. Quello che più mi dispiace è la consapevolezza che il loro divertimento è doppio, avendo a che fare con la nostraumanità rammollita, che forse è meglio definire rincretinita.

Hanno disegnato per noi un futuro raccapricciante, che di fatto non ci viene nascosto, al contrario ci viene proposto di continuo e verso il quale siamo perennemente sospinti con varie modalità, che noi semplicemente accettiamo, diventando i principali autori della nostra autodistruzione.
Guardando un film o mangiando delle schifezze industriali, vaccinando i nostri figli o pagando delle tasse da cretini noi realizziamo il non futuro che qualcuno ha deciso per noi e siamo di fatto noi i primi distruttori della nostra civiltà.

Questo “noi” ormai ha bisogno di essere meglio definito: noi chi?

Dentro questo “noi” di fatto c’è il popolo che subisce e che tenta disperatamente di vivere in condizioni sempre più svantaggiate, non solo per la crisi economica, ma anche per la crisi climatica, alimentare, sanitaria, sociale e chi più ne ha, più ne può mettere. 

Popolo che subisce, ma che spesso e volentieri agisce contro se stesso e i propri interessi. Il contadino che utilizza in agricoltura pesticidi e fertilizzanti chimici o il genitore che non si informa e delega alla ASL la salute del proprio figlio, la casalinga che compra al supermercato, il giornalista che disinforma, il medico che si adagia o accetta i suggerimenti delle multinazionali, il politico che lavora per la propria carriera, di fatto siamo tutti noi che da popolo ingannato, ci trasformiamo in ingannatori, da corrotti a corruttori, da vittime a carnefici.

Dentro questa barca che affonda sempre di più ci siamo tutti, perché non riusciamo a distinguere e a vedere il ruolo della nostra collaborazione, ma in alto ci sono loro, alcuni, pochi, brutti volti, anche conosciuti, a capo del potere finanziario con in mano le redini del caos che vanno producendo! 

Buttano a perdizione banconote che rovesciano Stati sovrani, trasferiscono popoli, infangano verità e giustizia, ridono dell’onestà, corrompono ogni cosa che toccano, disprezzano il bene e godono un casino della distruzione del mondo che stanno effettuando giorno dopo giorno, ora dopo ora. E’ il loro momento, sono arrivati alla fine dei loro giochi e se li giocano tutti.

Ci dovrebbe essere ormai sufficientemente chiaro che ci hanno dichiarato GUERRA! Dovremmo riuscire a capirlo!

La guerra ha cambiato strategia, dice il generale Mini nei suoi scritti, le guerre di ultima generazione non debbono essere percepite come tali, per cui non saranno mai dichiarate ufficialmente, ma soltanto sferrate concretamente, tenendosi nascosti dietro le maschere che via via fanno più comodo e riescono a reggere il gioco: “esportare la pace” “combattere il terrorismo” “distrarre le masse con tutti i mezzi possibili” “creare finte problematiche per poi poter offrire la soluzione” e altre mille quotidiane strategie che incidono sulla sicurezza, sulla tranquillità, sul benessere, sull’equilibrio, creando caos, destabilizzazione, paura, confusione, immobilismo e depressione. Il fatto che siano scatenate non da nazioni che vogliono la supremazia o da alleanze territoriali, come succedeva una volta, ma da gruppi di potere, famiglie, che noi stupidamente consideriamo, “importanti” non fa differenza: sempre guerra è.

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

venerdì 6 ottobre 2017

la CNN annuncia

l’élite di potere e quella dei super-ricchi si sta preparando per qualcosa di “molto grave”

La verità è che il mondo è una polveriera sul punto di esplodere e questo è a conoscenza della élite globale. Tutti noi abbiamo la certezza che i super-ricchi si stanno tranquillamente preparando a fuggire quando sarà il momento. Stanno comprando beni di sopravvivenza, stanno comprando aziende agricole in paesi lontani e stanno comprando bunker sotterranei profondi. Tempo fa un insider di primo piano al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ha affermato che “la gente molto potente – i super ricchi – hanno paura perché sta per accadere qualcosa di grosso”. Queste frasi hanno sconvolto la gente che attraverso i social ha espresso preoccupazione. 
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Alla CNN è stato detto che i famosi “gestori degli hedge fund (fondi speculativi) in tutto il mondo fino a qualche anno fa stavano acquistando piste di atterraggio e fattorie in posti come la Nuova Zelanda, ora qualcosa ha fatto loro cambiare idea e sembra che ci sia un dietro front. Tutti vogliono bunker anti-nucleari di prima classe” e nessuno vuole andare più in Nuova Zelanda, anche perché sembra che le faglie tettoniche si stiano smuovendo in modo anomalo proprio da quelle parti, causando forti terremoti e con la possibilità di tsunami potenti nell’aera del Pacifico settentrionale.
La CNN ha riferito che questi bunker sono dotati di pareti di cemento enormi, pieni di rifornimenti e cibo per diverse persone, adatti a sopravvivere per una quantità enorme di tempo. L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca e il comportamento negativo e aggressivo della Corea del Nord nei confronti degli Stati Uniti e Giappone sembrano essere la preoccupazione principale dei milionari, che hanno scelto di costruire un super-bunker  prima di un possibile scenario di crisi umanitaria globale.
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Gary Lynch, direttore generale del Texas-based Rising S Company,  dice che nel 2016 le vendite degli high-end bunker sotterranei sono cresciute del 700% rispetto al 2015, mentre le vendite complessive sono cresciute del 300% da novembre e dopo le elezioni presidenziali americane.
I nuovi bunker acquistati dai super ricchi e dall’élite di potere sono fatti in acciaio, sono progettati per durare per generazioni, possono contenere alimenti (o cibo) fino a un anno per ogni abitante e resistere ai terremoti. Ma mentre alcuni vogliono bunker, altri preferiscono cavalcare l’apocalisse in un ambiente comunitario che offre un’esperienza un po’ più vicino al mondo reale.
Vivos Europa uno in Germania
La CNN ha dichiarato che i super ricchi si sono già dotati di bunker e strutture fortificate che sono progettati per resistere, oltre che ai terremoti, anche ad un attacco nucleare e sono dotate di sistemi di alimentazione, sistemi di purificazione dell’acqua, valvole e filtri d’aria (NBC) per attacchi nucleari-biologico-chimico.
Uno di questi rifugi, Vivos xPoint , si trova vicino alle Black Hills del South Dakota e si compone di 575 bunker militari che servivano come munizioni dell’Army Depot fino al 1967.
Attualmente è stato convertito in una struttura in grado di ospitare circa 5.000 persone, gli interni di ciascun bunker sono attrezzati dai proprietari e il costo varia dai 25mila dollari fino a 200mila ciascuno. Il prezzo dipende se si vuole uno spazio minimalista o una casa con finiture di alta classe.
Il posto in un bunker è dotato di tutti i comfort come quelli di una piccola città, tra cui un teatro della comunità, aule, giardini idroponici, un ambulatorio medico, un centro benessere e una palestra.
Qualcosa di grave sta per accadere
Lo sterminio dell’umanità su larga scala sembra essere una possibilità sempre più latente e riteniamo che la figura di Kim Jong-un verrà utilizzata come pretesto per scatenare una guerra globale.
Il piano del Nuovo Ordine Mondiale non può essere eseguito senza avere un personaggio che può costituire una minaccia per il mondo. I recenti avvenimenti e l’arrivo di Donald Trump sembrano essere perfetti per l’inizio, un buon ingrediente di una grande guerra globale. Quindi, è probabile che con il pretesto di una guerra fuori controllo l’umanità sarà sostanzialmente ridotta e lo scopo del Nuovo Ordine Mondiale, orchestrato dagli Illuminati, è uno solo: “annientare direttamente” la maggior parte della popolazione globale.
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Lo stesso articolo della CNN spiega che alcuni milionari ben noti, come Bill Gates, possiedono bunker, provvisti assolutamente di tutto, nelle loro case. Questa è una coincidenza o paranoia? Pensiamo davvero che Bill Gates sia un pazzo paranoico? La risposta è no, sanno dove ci portano e naturalmente loro si stanno proteggendo. Noi crediamo che sia tempo che le persone diventino consapevoli di questi pericoli e costringano i nostri governi a creare bunker per uso pubblico, adatti a questo tipo di minacce estreme. Vi chiediamo di condividere questo articolo se vi sembra essere stato interessante. Grazie.
Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/