
quando spararono a Re Cecconi
era il periodo dei gruppi musicali italiani mielosi,
apparivano
all'interno
di uno scatolone catodico
dove il colore
strizzava timidamente l'occhio.
Bravi, per carità, ma
cantavano più o meno allo stesso modo
vestivano più o meno allo stesso modo
pettinati più o meno allo stesso modo
ed io, adoloscente,
ero più o meno allo stesso modo
I baffetti e la cellulite
aspettavano trepidanti
dietro le quinte,
la frangetta
mossa e ribelle
osservava l'universo:
una bocca
infinita dai denti guasti,
e mentre ero immobile
nel vano tentativo
di risolvere gli enigmi,
m'interrogavo di
cosa cazzo fare
della mia vita.
Una volta volevo studiare agraria,
la volta successiva volevo imparare
a suonare la chitarra acustica,
il giorno appresso
volevo giocare a calcio.
Inoltre,
volevo vedere tutti i film di
Paul Newman e Marlon Brando.
Fuori, intanto,
impazzava la guerra civile.
I miei simili
cominciavano a
starmi sui coglioni,
probabilmente
perchè, già da allora,
l'insoddisfazione
dava possenti pennellate
alla mia anima.
Gli anni trascorsero
quasi uguali.
Non ho più la frangetta,
solo una manciata
di capelli grigi
sempre mossi e ribelli,
i denti guasti dell'universo
ogni tanto cambiano posto
- chi va, chi viene -
lo stupore
ha rimpiazzato le
improbabili risposte,
lasciando scorrere l'acqua.
Non la voglio trattenere