lunedì 6 gennaio 2014

pensieri di morte di K


Pensieri di morte

Quell’estate del 1960 segnò infine un bilancio di undici morti e centinaia di feriti costringendo alle dimissioni il governo Tambroni.

A volte ho pensieri di morte.
La morte non mi fa paura, mi terrorizza il dolore; soffrire per malattia, ma soprattutto la desolazione che si lascia in coloro che ci amano e che non potranno più starci vicino.
Spesso mi hanno detto, e io stessa l’ho letto, che la linea della vita della mia mano è molto corta.
Non so se crederci o no a queste cose di sicuro non mi influenzano e non mi spaventano.
Tutto sommato morire non molto vecchi mi sembrerebbe la cosa migliore e poi l’idea di restare un peso per la mia unica figlia mi sgomenta, peggio…. mi terrorizza.
La morte non mi fa paura, anzi, spesso la desidero, per vigliaccheria, per stanchezza, per insufficienza cardiaca, per inutilità, per cattiveria, per sfibrante indolenza.
E nella morte vedo tutto il suo percorso di disfacimento del corpo con la sua lenta e inesorabile decomposizione della carne, prelibato pasto di flora e fauna cadaveriche.
Non credo in un aldilà; mi piacerebbe pensare che qualcosa di me possa rinascere altrove ma è solo un’illusoria tentazione.
Mi soddisferebbe credere nella reincarnazione giusto per giustificare il faticoso cammino che mi ha portato ogni giorno della mia vita ad essere una persona migliore.
Ma l’idea di un’anima mi fa sorridere. La mia anima è la mia mente, che all’interno di questo cranio, che spesso mi duole, governa la mia conoscenza, la mia volontà, le mie scelte, il mio istinto insieme al  movimento e alla sensitività.

Kamala

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